In questi giorni le commissioni chiudono i colloqui e pubblicano gli esiti della Maturità: il voto compare accanto al nome sul tabellone esposto nella scuola sede d'esame e nell'area riservata del registro elettronico. Non c'è una data nazionale unica: ogni classe vede il proprio risultato quando la commissione ha terminato tutti gli orali e chiuso lo scrutinio, di norma tra la fine di giugno e la metà di luglio. Se il tuo colloquio è già passato, il consiglio pratico è uno solo: controllare con regolarità il registro elettronico e gli avvisi della segreteria.
Attenzione a non confondere due momenti diversi. I voti delle prove scritte (prima e seconda prova) escono prima, almeno due giorni prima dell'inizio dei colloqui di ciascuna classe. Ma quei punteggi non sono il voto finale: l'esame si chiude solo con il colloquio, e il voto in centesimi arriva alla fine dell'intera sessione.
Come si legge il punteggio
Il voto finale è espresso in centesimi: serve almeno 60/100 per ottenere il diploma, il massimo è 100, con la possibilità della lode. Il punteggio nasce dalla somma di quattro componenti, senza alcuna media tra le prove:
- Credito scolastico del triennio: fino a 40 punti;
- Prima prova scritta (italiano): fino a 20 punti;
- Seconda prova scritta (disciplina d'indirizzo): fino a 20 punti;
- Colloquio orale: fino a 20 punti.
La somma dà il voto in centesimi. Un errore ricorrente è provare a fare la media: le prove non si mediano, i punti si sommano. Un 16 e un 14 agli scritti non danno "15", ma 30 punti su 40 a cui aggiungere colloquio e crediti.
Bonus e lode: le regole di quest'anno
Una novità della sessione riguarda il bonus della commissione, che è stato ridotto da 5 a un massimo di 3 punti. La commissione può attribuirlo, con decisione motivata e non automatica, solo ai candidati che raggiungono almeno 90 punti sommando credito e prove. Il bonus resta comunque un'integrazione entro il tetto dei 100 punti, non oltre.
La lode ha requisiti più stringenti: va raggiunto il punteggio pieno di 100 senza ricorrere al bonus, avendo maturato il credito scolastico massimo nel triennio, e serve la deliberazione all'unanimità della commissione. Chi arriva a 100 grazie al bonus ottiene il punteggio pieno, ma non la menzione di lode. La cornice normativa è il decreto legislativo n. 62 del 2017, tradotto nelle regole operative dell'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026.
Cosa fare se l'esame non è superato
Se accanto al nome, invece del punteggio, compare l'indicazione del mancato superamento, è importante distinguere due situazioni molto diverse, spesso confuse leggendo il tabellone con l'ansia del momento.
Chi non è stato ammesso all'esame in sede di scrutinio non ha concluso positivamente l'ultimo anno: la strada ordinaria è ripetere la classe quinta e ripresentarsi l'anno successivo, oppure candidarsi da privatista superando l'esame preliminare.
Chi invece è stato regolarmente ammesso e ha svolto le prove ma non ha superato l'esame si trova in una condizione diversa: il quinto anno è già stato concluso, quindi non c'è ripetenza automatica della classe. Le opzioni concrete previste dall'ordinamento sono in sostanza due: ripresentarsi all'esame di Stato l'anno successivo come candidato esterno, con la scuola di riferimento che collabora per la documentazione, oppure imboccare percorsi alternativi al diploma quinquennale, come i percorsi di istruzione e formazione professionale. Va ricordato che l'iscrizione all'università richiede il diploma: senza superamento dell'esame non è possibile immatricolarsi.
C'è poi un caso pratico da conoscere: il colloquio è obbligatorio. Chi non lo sostiene non supera l'esame, perché la prova è validamente conclusa solo se il candidato svolge tutte le prove previste.
Se il voto sembra ingiusto
L'esito è un atto amministrativo della commissione e, come tale, può essere contestato. Le vie sono due e alternative: il ricorso al TAR entro 60 giorni dalla pubblicazione dell'esito, oppure il ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni; scelta una strada, l'altra non è più percorribile. Va però tenuto presente un principio consolidato: il giudice amministrativo non riesamina il tema o l'interrogazione e non si sostituisce alla commissione. Il ricorso ha margini reali solo di fronte a vizi di legittimità o a errori materiali, per esempio un errore nel calcolo del punteggio. Prima di decidere conviene chiedere in segreteria copia dei verbali e delle griglie di valutazione e valutare la situazione con un legale.
Cosa fare adesso
- Controlla il registro elettronico e gli avvisi della scuola: sono i canali ufficiali dove il voto compare per primo.
- Verifica il conteggio sommando le quattro componenti; in caso di dubbi, chiedi alla segreteria prima di trarre conclusioni.
- Se l'esito è negativo, non decidere a caldo: informati sulle opzioni (candidato esterno, percorsi alternativi) e, solo se ritieni ci siano errori, richiedi gli atti.