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Scuola

Carta docente precari 2026: chi ne ha diritto e scadenze

04 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Se sei un docente precario, la cosa da fare subito è una sola: accedi al tuo borsellino elettronico e controlla quanto hai da spendere. Chi ha ancora residui dell'accredito ricevuto lo scorso anno scolastico ha tempo fino al 31 agosto 2026 per usarli; l'accredito nuovo, quello del 2025/2026, ha invece una scadenza più lontana. Fare confusione tra i due significa rischiare di perdere dei soldi.

La Carta del docente non è più un'esclusiva del personale di ruolo. Da questo anno scolastico il beneficio spetta in modo strutturale anche a diverse categorie di supplenti, dopo le pronunce della giustizia europea che avevano bocciato l'esclusione dei precari. Vediamo chi rientra, quanto vale e cosa conviene controllare adesso.

Chi ne ha diritto

Per l'anno scolastico 2025/2026 la Carta è riconosciuta, oltre a tutti i docenti di ruolo, anche ai supplenti con incarico annuale su posto vacante e disponibile (contratto fino al 31 agosto), ai supplenti con contratto fino al termine delle attività didattiche (fino al 30 giugno) e al personale educativo. È il perimetro indicato dal Ministero e ripreso dalle FAQ della FLC CGIL dedicate ai precari.

Restano invece fuori dall'accredito automatico i supplenti con contratti brevi e saltuari, anche quando la somma di più spezzoni copre di fatto l'intero anno. Su questo fronte il contenzioso è aperto e in movimento, ma al momento per questa categoria non c'è un riconoscimento automatico sulla piattaforma: chi vuole far valere il proprio diritto lo fa per via giudiziaria, tramite ricorso individuale.

Quanto vale e come si ottiene

L'importo per il 2025/2026 è di 383 euro, non più i 500 euro degli anni scorsi. La cifra è scesa perché la platea si è allargata di oltre duecentomila persone a fronte di un fondo che è rimasto sostanzialmente lo stesso: più beneficiari, quindi importo pro capite più basso. Il dato è stato confermato dal MIM a inizio marzo e ripreso nelle FAQ sindacali.

Non serve presentare alcuna domanda. Il credito viene accreditato in automatico: basta entrare con SPID o CIE sulla piattaforma ufficiale cartadeldocente.istruzione.it e verificare il saldo. Non è un "click day": non c'è una gara a chi arriva prima, per cui se la piattaforma è lenta conviene semplicemente riprovare in orari meno affollati.

Le due scadenze da non confondere

Qui sta il punto più delicato per chi ha lavorato anche l'anno scorso. Le somme hanno una durata di due anni scolastici, quindi convivono due scadenze diverse:

Le due somme si sommano nello stesso portafoglio e si vedono direttamente nella dashboard, senza alcuna pratica da fare. L'importante è ricordare che il residuo più vecchio scade prima.

Cosa si può comprare

Le voci ammesse restano quelle note e quest'anno si sono ampliate: libri, riviste e pubblicazioni per l'aggiornamento professionale (anche in formato digitale), corsi di formazione accreditati, corsi di laurea e master, ingressi a musei, mostre, teatro, cinema e spettacoli, hardware e software. Tra le novità dell'edizione in corso figurano i servizi di trasporto (biglietti e abbonamenti ferroviari e per i mezzi pubblici) e gli strumenti musicali.

Attenzione a una regola nuova sui dispositivi: hardware e software si possono acquistare una sola volta ogni quattro anni. Il conteggio parte dal 2025/2026. In pratica, se compri ora un pc o un tablet, dovrai attendere il ciclo successivo per un nuovo acquisto tecnologico; se non lo fai adesso, per le FAQ FLC CGIL il prossimo acquisto resta comunque collocato tra quattro anni. Vale la pena valutare bene la spesa prima di generare il buono.

Cosa non dare per scontato sul 2026/2027

Un avvertimento utile per evitare aspettative sbagliate: le regole appena descritte valgono per l'anno scolastico in corso. Cosa accadrà con il prossimo anno — a chi verrà accreditata la Carta, con quale importo e con quali tempi — dipenderà dai provvedimenti e dalle indicazioni operative che verranno pubblicati a tempo debito. Finché non arrivano quelle indicazioni, meglio non dare per certo nulla per il 2026/2027 e concentrarsi su ciò che si può fare ora.

Cosa fare adesso

In sintesi: entra sulla piattaforma con SPID o CIE, controlla il saldo e distingui i residui vecchi (da spendere entro il 31 agosto 2026) dall'accredito 2025/2026. Se hai un avanzo dell'anno scorso, questa estate è il momento giusto per usarlo. E se stai pensando a un dispositivo tecnologico, tieni presente il vincolo dei quattro anni prima di decidere.

Tags: precariato supplenze carta docente
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