Chi aspira al ruolo per il prossimo anno scolastico ha finalmente un calendario: secondo le tempistiche illustrate dal Ministero ai sindacati, la fase ordinaria delle nomine dovrebbe concludersi entro il 30 luglio, mentre le successive fasi dedicate al sostegno slitterebbero più avanti (con scadenze indicate fino al 13 e al 21 agosto), per chiudere l'intera partita delle assunzioni in tempo per la presa di servizio del 1° settembre. Manca però ancora il dato più importante: il numero dei posti autorizzati, che dipende dal via libera del Ministero dell'Economia.
Il quadro è stato presentato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito alle organizzazioni sindacali nell'informativa del 26 giugno scorso, insieme alla bozza delle istruzioni operative che gli Uffici scolastici dovranno seguire per procedere alle nomine. Attenzione, però: si tratta di un cronoprogramma di massima, non ancora tradotto in circolari ufficiali. Finché non arriva l'autorizzazione sul contingente, le date restano indicative e le operazioni di fatto ferme.
Il nodo che blocca tutto: manca il contingente
Il punto è semplice. Prima di assegnare le cattedre, gli Uffici scolastici devono sapere quanti posti possono coprire. Questo numero — il cosiddetto contingente — viene fissato con un decreto solo dopo l'ok del Ministero dell'Economia e della Funzione Pubblica, nel rispetto dei vincoli di bilancio. Al momento quel via libera non è ancora arrivato.
È utile chiarire un equivoco frequente: i posti rimasti liberi dopo la mobilità non sono le assunzioni. Sono la disponibilità teorica. Il tetto reale lo mette il decreto, che non crea cattedre nuove ma stabilisce un limite di spesa. Secondo l'elaborazione della FLC CGIL sui dati degli Uffici scolastici, dopo i movimenti del personale di ruolo resterebbero circa 46.826 posti vacanti: un bacino potenziale, non la garanzia che verranno tutti coperti. Quante saranno le immissioni effettive lo si saprà solo con il decreto e con la successiva ripartizione tra Regioni, province e classi di concorso.
Sulla suddivisione, la regola resta quella consueta: metà dei posti alle Graduatorie ad Esaurimento (GaE) e metà alle graduatorie dei concorsi. Dove le GaE risultano esaurite — situazione frequente alla secondaria — la quota confluisce nelle procedure concorsuali.
Le tappe del calendario
Fatta salva l'uscita del decreto, questa è la scansione illustrata ai sindacati:
- Entro il 30 luglio: chiusura della fase ordinaria, con assegnazione delle sedi per le assunzioni a tempo indeterminato da GaE e da graduatorie concorsuali (compresi i contratti finalizzati al ruolo per i vincitori del concorso PNRR non ancora abilitati) ed eventuali scorrimenti degli elenchi regionali.
- Agosto: assunzioni sul sostegno da prima fascia GPS, prima all'interno della provincia di iscrizione e poi, per chi resta fuori, su base interprovinciale con la cosiddetta mini call veloce per i posti residui; per queste fasi le informative indicano scadenze successive, collocate fino al 13 e al 21 agosto.
- Entro il 31 agosto: conclusione delle operazioni, così da consentire la presa di servizio al 1° settembre.
Sostegno da GPS: la finestra per la domanda
Per chi punta al sostegno dalla prima fascia GPS, la domanda dovrebbe potersi presentare dal 16 al 29 luglio tramite i consueti servizi telematici del Ministero, su Istanze Online (POLIS). Le date, però, non risultano ancora formalizzate in circolare: conviene attendere la nota ufficiale prima di considerarle definitive. In quella stessa finestra è prevista anche la compilazione delle 150 preferenze per le supplenze, quindi vale la pena organizzarsi per non arrivare all'ultimo.
Un punto pratico da non sottovalutare riguarda l'accettazione. Chi riceve una proposta di nomina — sia con le procedure ordinarie sia con quelle straordinarie — deve rispettare i termini di accettazione fissati dall'amministrazione, che sono perentori e possono variare a seconda della procedura (in particolare per le nomine massive o gestite direttamente da graduatoria, dove le modalità e le tempistiche seguono le indicazioni operative degli Uffici scolastici). La mancata risposta nei termini equivale a rinuncia, e l'amministrazione procede con lo scorrimento della graduatoria. Resta comunque possibile, nello stesso anno, accettare una proposta e poi lasciarla per accettarne un'altra.
Cosa fare adesso
Nell'attesa del decreto, l'unica mossa sensata è tenere d'occhio due canali: la sezione news del Ministero dell'Istruzione e del Merito e i comunicati delle organizzazioni sindacali. Il Ministero ha annunciato una nuova informativa non appena sarà disponibile il contingente nazionale: è da quel passaggio che dipende l'avvio concreto delle nomine.
Chi partecipa a più canali — per esempio GaE e concorso, oppure graduatorie di regioni diverse — farà bene a prestare particolare attenzione: possono arrivare proposte in parallelo, da gestire con cura seguendo le indicazioni operative degli Uffici scolastici regionali. Con date così ravvicinate tra fine luglio e metà agosto, il rischio di sovrapposizioni è concreto: il monitoraggio quotidiano, in quella fase, diventa decisivo.