Cento milioni di euro sono stati ripartiti tra i Comuni per potenziare, nel 2026, il trasporto scolastico degli alunni con disabilità. È il contenuto di un decreto interministeriale del 18 maggio 2026, di cui il Ministero dell'Interno ha dato notizia a fine giugno. Attenzione però a un punto che genera spesso confusione: non è un bonus che le famiglie richiedono allo Stato. Sono soldi che arrivano direttamente ai Comuni, i quali devono usarli per far viaggiare più bambini verso la scuola.
Chi riguarda davvero
Il contributo è destinato agli alunni privi di autonomia che frequentano la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. Restano quindi fuori, da questo specifico finanziamento nazionale, gli studenti delle scuole superiori.
Sul piano territoriale, le risorse vanno ai Comuni delle Regioni a statuto ordinario e a quelli della Regione Siciliana e della Sardegna. Le Regioni a statuto speciale del Nord seguono canali di finanziamento propri.
Cosa cambia per le famiglie
Per un genitore, la traduzione pratica è semplice: questo decreto non prevede una domanda da presentare online a un portale ministeriale. Chi ha un figlio con disabilità e ha bisogno del trasporto per raggiungere la scuola deve rivolgersi, come sempre, al proprio Comune di residenza, che gestisce il servizio (o l'eventuale contributo economico alle famiglie) con propri avvisi e regolamenti.
L'effetto del finanziamento, semmai, è indiretto ma concreto: dando più risorse agli enti locali, l'obiettivo è ampliare il numero di bambini serviti e ridurre le liste d'attesa. Ogni Comune beneficiario, infatti, riceve un obiettivo di servizio: un numero di studenti con disabilità aggiuntivi da trasportare nel corso dell'anno.
Cosa fare, dunque, in concreto? Controllare il sito del proprio Comune (di norma nelle sezioni "Servizi sociali", "Istruzione" o "Diritto allo studio") per verificare la presenza di avvisi sul trasporto scolastico o sui contributi per l'anno scolastico 2026/2027. Le modalità, le scadenze e gli eventuali requisiti ISEE cambiano da un'amministrazione all'altra, perché è il singolo Comune a fissarli.
Cosa cambia per i Comuni
Per le amministrazioni la partita è più complessa. Le risorse non sono a pioggia: sono calcolate sulla base di una nota metodologica approvata dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard, che tiene conto del numero di alunni con disabilità sul territorio e del livello di copertura del servizio già esistente. In pratica, ricevono di più i Comuni che partono da una copertura più bassa e hanno più margine per crescere.
C'è poi un obbligo che gli uffici devono mettere in agenda fin da subito: la rendicontazione. I Comuni beneficiari dovranno trasmettere per via telematica, attraverso la piattaforma Sogei, la scheda di monitoraggio sull'utilizzo delle somme. Secondo quanto previsto dal decreto, il termine è fissato al 31 maggio 2027. L'adempimento riguarda anche gli enti che non hanno ottenuto finanziamenti, chiamati comunque a trasmettere la relazione.
Le risorse, inoltre, non possono essere usate liberamente: devono servire a potenziare il servizio di trasporto per gli alunni con disabilità privi di autonomia, scegliendo tra un paniere di interventi (ampliamento dei mezzi, delle tratte, del personale di accompagnamento e simili).
Il quadro delle risorse
Il finanziamento nasce dalla legge di bilancio per il 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213), che ha programmato una crescita graduale dello stanziamento: dopo i 100 milioni confermati per il 2026, è previsto un ulteriore incremento a partire dal 2027. Si tratta quindi di una misura strutturale, pensata per consolidarsi negli anni e non di un intervento una tantum.
Date da ricordare
- Decreto di riparto: 18 maggio 2026, con notizia diffusa dal Ministero dell'Interno a fine giugno.
- Rendicontazione dei Comuni: entro il 31 maggio 2027, tramite piattaforma Sogei.
- Per le famiglie: nessuna scadenza nazionale; fare riferimento agli avvisi del proprio Comune per il 2026/2027.
Il testo del provvedimento e l'elenco delle risorse per singolo Comune sono consultabili sul portale del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell'Interno. Chi volesse verificare l'importo assegnato al proprio Comune può cercare lì l'allegato con utenti e risorse aggiuntive.




