Se stai cercando un bando aperto per iscriverti a un percorso abilitante da 60, 36 o 30 CFU, al momento la risposta è chiara: i bandi di iscrizione del terzo ciclo si sono chiusi tra febbraio e marzo scorsi e il quarto ciclo non è ancora arrivato alla fase in cui gli aspiranti docenti possono presentare domanda. Quello che è partito è un passaggio precedente, tutto tra ministeri e atenei. Vediamo cosa significa in concreto e cosa conviene fare adesso.
Il terzo ciclo è alle spalle
I corsi dell'anno accademico 2025/2026 dovevano concludersi entro il 30 giugno, termine fissato per consentire l'inserimento (anche con riserva) nella prima fascia delle GPS. Le iscrizioni si erano aperte in inverno e chiuse in primavera. Alcuni atenei, per profili specifici o per i percorsi da 30 CFU rivolti a chi è già abilitato o specializzato, avevano riaperto finestre più avanti, ma si tratta di casi circoscritti e legati alla singola università. In generale, chi non ha fatto domanda in quella tornata deve guardare al ciclo successivo.
Quarto ciclo: a che punto siamo davvero
Per l'anno accademico 2026/2027 il Ministero dell'Università e della Ricerca ha avviato la procedura di accreditamento degli atenei. La finestra per università e istituzioni AFAM per presentare la propria offerta formativa è aperta dal 19 giugno al 19 luglio. È un punto che genera spesso confusione, quindi va detto senza ambiguità: questa scadenza riguarda gli atenei, non gli aspiranti docenti. Non è il termine per iscriversi a un corso.
Dopo la chiusura di quella finestra il percorso amministrativo prevede il parere dell'ANVUR e il successivo decreto di accreditamento e autorizzazione dei posti. Solo dopo quel decreto le università potranno pubblicare i propri bandi di iscrizione con l'indicazione delle classi di concorso e dei posti effettivamente disponibili. In altre parole, i bandi veri e propri per i candidati arriveranno più avanti: le tempistiche sembrano più anticipate rispetto ai cicli passati, ma una data ufficiale di apertura delle iscrizioni non è ancora stata fissata. Chi indica l'autunno 2026 sta facendo una stima, non citando un atto ufficiale.
Chi accede a ciascun percorso
La distinzione tra i vari percorsi resta quella definita dal DPCM 4 agosto 2023 e dipende dalla situazione di partenza di ognuno:
- 60 CFU: è il percorso completo, per chi deve conseguire l'abilitazione da zero e possiede la laurea idonea alla classe di concorso.
- 36 CFU: riservato a chi ha già acquisito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022; è un percorso di completamento.
- 30 CFU per i "triennalisti": destinato a chi ha maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque (nelle scuole statali o paritarie), di cui almeno uno sulla specifica classe di concorso per cui si chiede l'abilitazione.
- 30 CFU per i vincitori di concorso senza abilitazione, come forma di completamento della formazione.
C'è poi il percorso da 30 CFU ex art. 13, pensato per chi è già abilitato o specializzato sul sostegno e punta a una seconda abilitazione su un'altra classe. Su questo va segnalata una cautela: nella procedura di accreditamento per il 2026/2027 la possibilità di attivare nuovi corsi art. 13 risulta, allo stato, sospesa. Chi è interessato a questa strada dovrà quindi attendere di capire come sarà regolata nel nuovo ciclo.
Un'avvertenza che vale per tutti: l'abilitazione è specifica per la classe di concorso per cui si segue il percorso. Non esiste un effetto "a cascata" su altre classi; per abilitarsi su più classi servono percorsi distinti.
Cosa fare adesso
In attesa dei bandi di ateneo, ci sono alcune cose utili da mettere a punto fin da ora:
- Verifica il tuo titolo: controlla che la tua laurea dia effettivamente accesso alla classe di concorso a cui punti e in quale percorso (60, 36 o 30 CFU) rientri in base ai tuoi requisiti di servizio o ai CFU già posseduti.
- Individua gli atenei che nei cicli precedenti hanno attivato la tua classe di concorso: sono quelli più probabili anche stavolta, ma l'elenco definitivo dipenderà dal decreto ministeriale.
- Tieni pronta la documentazione di servizio e di carriera, così da non dover rincorrere certificati quando i bandi apriranno, spesso con finestre di pochi giorni.
- Non versare quote a corsi o percorsi presentati come "già aperti" prima del decreto ufficiale: i posti reali per classe di concorso sono definiti solo dall'autorizzazione ministeriale.
Per seguire gli sviluppi conviene monitorare i canali istituzionali, in particolare la pagina dedicata alla formazione degli insegnanti del MUR e le comunicazioni del Ministero dell'Istruzione e del Merito, oltre alle pagine dei singoli atenei. Aggiorneremo l'articolo appena il decreto di autorizzazione dei posti renderà noti tempi e numeri del quarto ciclo.




