Una nota del Ministero dell'Istruzione e del Merito agli Uffici Scolastici Regionali ha acceso in queste ore un forte scontro politico e sindacale. Il documento chiede ai dirigenti scolastici di segnalare le iniziative delle scuole legate al mondo islamico — incontri con imam, visite alle moschee, dibattiti a tema. La FLC CGIL parla di "schedatura" e ne chiede il ritiro immediato; il Ministero nega e la definisce una normale raccolta di informazioni. Per docenti, dirigenti e famiglie, nell'immediato, non cambia nulla: le attività regolarmente inserite nel PTOF proseguono come prima.

Cosa chiede la nota

Secondo la ricostruzione del sindacato e delle principali agenzie di stampa, la comunicazione partita dagli USR chiede ai dirigenti di "verificare e comunicare" se sul territorio ci siano istituti che abbiano ospitato incontri o visite di questo tipo, indicando dove possibile il numero delle scuole coinvolte. Il Ministero, si legge, ha domandato di acquisire "con urgenza" alcuni elementi informativi su un tema di particolare attenzione nel dibattito pubblico. La richiesta prevede un riscontro anche quando l'esito della ricognizione è negativo, cioè quando non risulta nessuna iniziativa.

In alcuni casi, denuncia la FLC CGIL, ai dirigenti sarebbe stato chiesto di riferire non solo sulle attività della propria scuola, ma anche su quelle svolte da altri istituti del territorio.

La posizione della FLC CGIL

Il giudizio del sindacato è netto. In un comunicato diffuso il 2 luglio, la Federazione lavoratori della Conoscenza CGIL definisce l'iniziativa un "fatto gravissimo" e "inaccettabile", parlando di "ennesima operazione di controllo ideologico" e di un attacco all'autonomia scolastica. Secondo la FLC, mobilitare gli USR e i dirigenti per monitorare chi affronta tematiche interculturali richiama "dinamiche di controllo del tutto estranee ai principi costituzionali".

"La scuola non è un luogo di schedature, ma di conoscenza e confronto", conclude il sindacato, chiedendo il ritiro immediato della nota.

La replica del Ministero

Da Viale Trastevere la risposta è arrivata rapidamente. La Capo Dipartimento per il sistema educativo, Carmela Palumbo, ha smentito ogni intento di schedatura, parlando di una "doverosa e consueta raccolta di informazioni" presso gli Uffici Scolastici Regionali. L'obiettivo, secondo il Ministero, sarebbe rispondere a due risoluzioni parlamentari attualmente all'esame della VII Commissione (Cultura) della Camera dei deputati, a firma degli onorevoli Rossano Sasso e Giovanna Miele: la prima riguarda il rischio di "indottrinamento islamista", la seconda il rafforzamento delle garanzie di pluralismo nelle scuole.

Sulla stessa linea è intervenuta la sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti, che ha definito "fuori luogo" sia chi parla di schedature sia chi vuole trasformare un lavoro istruttorio in uno scontro politico. Frassinetti ha inoltre fornito un dato: su oltre 7.000 istituti coinvolti nella ricognizione, le segnalazioni relative a progetti sulle religioni sarebbero risultate pochissime, e i casi emersi risulterebbero regolarmente inseriti nei Piani triennali dell'offerta formativa.

Cosa cambia per chi lavora a scuola

Al di là della polemica, per il personale scolastico il quadro operativo resta quello ordinario. Le attività didattiche già approvate e inserite nel PTOF non subiscono modifiche, e la libertà di insegnamento — nel rispetto della Costituzione — rimane garantita. La ricognizione riguarda una segnalazione di iniziative, non l'introduzione di nuovi obblighi o autorizzazioni per organizzare uscite, incontri o dibattiti.

Resta aperta la questione politica: la FLC CGIL chiede il ritiro della nota, mentre il Ministero rivendica la legittimità della raccolta dati. È una vicenda in evoluzione, e nei prossimi giorni potrebbero arrivare ulteriori prese di posizione da parte di sindacati, forze politiche e associazioni professionali. Per chi lavora nelle scuole, il consiglio pratico è quello di sempre: mantenere tracciabili e conformi al PTOF le attività di carattere interculturale, come già previsto dalla normale prassi.

Per seguire gli sviluppi ufficiali è possibile consultare la sezione comunicati del Ministero dell'Istruzione e del Merito.