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Indicazioni nazionali 2026/27: cosa cambia a primaria e medie

Indicazioni nazionali 2026/27: cosa cambia a primaria e medie

Dal prossimo settembre la scuola del primo ciclo cambia impianto: entrano in vigore le nuove Indicazioni nazionali per infanzia, primaria e secondaria di primo grado, che sostituiscono quelle del 2012. Per le famiglie e i docenti la novità più visibile è il ritorno del latino alle medie, in forma opzionale; sul piano didattico cambiano accenti e priorità, con più attenzione alla grammatica italiana, alla scrittura a mano e a un uso più consapevole del digitale. L'avvio è graduale: nessuna rivoluzione tutta in una volta, ma una transizione che parte dalle classi prime e dall'infanzia.

Il quadro normativo è già definito. Le nuove Indicazioni sono adottate con un decreto ministeriale del 9 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026. Restano però in attesa, come sempre, gli atti operativi e le iniziative di formazione che il Ministero ha annunciato per accompagnare dirigenti e insegnanti nei prossimi due anni scolastici.

Chi parte per primo e chi resta sulle vecchie Indicazioni

Il passaggio non riguarda tutte le classi insieme. Dal 2026/27 le nuove Indicazioni si applicano a tutte le sezioni dell'infanzia e partono in modo progressivo dalle classi prime di primaria e secondaria di primo grado. Le classi intermedie già avviate continueranno a lavorare sulle Indicazioni del 2012 fino alla conclusione del loro percorso. In concreto, per qualche anno i due impianti convivranno: per questo i collegi dei docenti dovranno rimodulare i curricoli d'istituto, soprattutto dove cambia la scansione temporale degli obiettivi.

C'è un'eccezione da segnare in agenda: per la storia, le classi terze della primaria anticiperanno l'adozione delle nuove Indicazioni dal 2027/28. Il superamento definitivo del modello 2012 è invece previsto in modo differenziato negli anni successivi, prima per la secondaria di primo grado e poi per la primaria.

Il latino alle medie: opzionale, non obbligatorio

È la novità che ha fatto più discutere. Le nuove Indicazioni reintroducono il latino alla scuola media, ma con due paletti importanti che conviene chiarire subito ai genitori. Primo: è opzionale, non una materia obbligatoria nel quadro orario. Secondo: riguarda seconda e terza media, non la prima.

La disciplina si chiama "Latino per l'educazione linguistica" e nasce con un'impostazione diversa da quella tradizionale: non un esercizio di traduzione fine a sé stesso, ma uno strumento per capire meglio l'italiano, riconoscere l'origine delle parole e ragionare sulla lingua. In questa prima fase ogni istituto decide se attivarlo, utilizzando gli spazi di autonomia e flessibilità del PTOF; l'orientamento ministeriale parla di circa un'ora alla settimana. Sarà quindi la scuola, classe per classe, a proporlo alle famiglie, che potranno scegliere se aderire.

Più grammatica, scrittura a mano e digitale consapevole

Al di là del latino, il filo conduttore delle nuove Indicazioni è un ritorno di attenzione alle conoscenze di base. Si insiste sulla centralità dell'educazione linguistica in italiano — grammatica, lessico, comprensione e produzione del testo — come fondamento per tutte le altre discipline. Tornano in evidenza strumenti "tradizionali" come la scrittura manuale e il riassunto, accanto a un'organizzazione rinnovata della storia.

Sul fronte opposto, le Indicazioni guardano anche al presente: le discipline scientifiche e tecnologiche vengono ricondotte a un'area STEM più integrata e si introduce un primo approccio critico al digitale, intelligenza artificiale compresa, sempre mediato dal docente. L'idea di fondo è che le tecnologie non sostituiscano l'apprendimento, ma vengano usate con consapevolezza.

I libri di testo da aggiornare

La riforma tocca anche l'editoria scolastica, ed è un punto pratico che interessa direttamente le famiglie per i costi e i docenti per le adozioni. Gli editori dovranno adeguare i manuali alle nuove Indicazioni: i primi testi rinnovati saranno quelli delle classi prime di primaria e secondaria di primo grado, per l'anno 2026/27. Per la storia in terza primaria l'aggiornamento è previsto dal 2027/28. Nelle classi che restano sulle Indicazioni 2012 non cambia nulla nell'immediato.

Cosa fare adesso

Per i docenti del primo ciclo il lavoro vero si fa nei dipartimenti e nei collegi: leggere il testo delle Indicazioni, mappare gli scostamenti rispetto al 2012 e ridefinire il curricolo verticale d'istituto. È utile non aspettare l'ultimo momento, perché la fase di transizione, con due impianti che convivono, richiede scelte coordinate tra infanzia, primaria e medie.

Per i genitori, in vista del prossimo anno scolastico, il consiglio è seguire le comunicazioni della scuola: l'eventuale attivazione del latino, le modalità con cui sarà proposto e le adozioni dei nuovi libri arriveranno dai singoli istituti. Per gli aggiornamenti ufficiali e le note di accompagnamento il riferimento è il portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, in attesa delle circolari operative che chiariranno gli ultimi dettagli applicativi.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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