Scuola

Caldo nelle scuole di Romagna, Cisl: servono interventi strutturali oltre i ventilatori

25 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

L’eccezionale ondata di calore che sta interessando la Romagna e gran parte del territorio nazionale sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema scolastico proprio nelle fasi cruciali dell’anno. Oggi, giovedì 25 giugno 2026, mentre si sono conclusi i colloqui della sessione pomeridiana dell’Esame di Stato e proseguono le attività nei servizi educativi per l’infanzia, il tema della vivibilità termica delle aule è diventato l’argomento centrale del dibattito tra istituzioni e parti sociali. Con temperature interne che in molti plessi hanno superato i livelli di comfort previsti, la gestione del microclima scolastico non può più essere considerata un’emergenza stagionale, ma una priorità strutturale.

La posizione della Cisl Scuola: tutelare la salute di studenti e personale

Nella mattinata di oggi, giovedì 25 giugno 2026, la Cisl Scuola Romagna ha diffuso una nota ufficiale per richiamare l’attenzione sulle condizioni di lavoro e di studio all’interno degli edifici scolastici. Il sindacato ha evidenziato come docenti, personale ATA e studenti, in particolare i maturandi impegnati nelle prove orali, si trovino a operare in ambienti spesso privi di adeguata ventilazione o isolamento termico. Secondo l’organizzazione sindacale, è necessario che il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e gli enti locali avviino un piano straordinario di adattamento climatico per le scuole.

Un punto centrale della protesta riguarda il confronto con altri settori lavorativi. La Cisl Scuola ha citato le recenti ordinanze della Regione Emilia-Romagna che, per far fronte ai picchi di calore di questa settimana, hanno disposto il divieto di lavoro nei settori agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili, nelle ore di maggiore esposizione solare. Il sindacato chiede che una tutela analoga venga garantita anche al comparto istruzione, dove il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) impone ai datori di lavoro di assicurare temperature adeguate agli ambienti di lavoro, un requisito che oggi, giovedì 25 giugno 2026, risulta disatteso in numerosi istituti del territorio.

Edilizia scolastica e soluzioni strutturali contro il surriscaldamento

Il problema del microclima nelle aule non è limitato alla sola giornata odierna. Con le attività delle scuole dell’infanzia che proseguiranno fino a martedì 30 giugno 2026, la preoccupazione riguarda soprattutto i soggetti più vulnerabili e il personale impegnato nei servizi estivi. Per NewsIstruzione.it, l’analisi dei dati tecnici suggerisce che l’acquisto di ventilatori o piccoli condizionatori portatili, spesso a carico dei fondi di istituto, rappresenti solo un palliativo. La vera sfida risiede nell’efficientamento energetico degli edifici scolastici, molti dei quali risalgono a periodi in cui non venivano adottati criteri di bioedilizia o isolamento termico moderno.

Le soluzioni proposte dalle parti sociali e dagli esperti di edilizia scolastica puntano sull’installazione di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) con recupero di calore, sulla posa di schermature solari esterne e sull’incremento del verde nelle aree perimetrali degli edifici per abbattere l’effetto "isola di calore". Tali interventi, finanziabili attraverso i fondi per la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, permetterebbero di mantenere temperature accettabili senza ricorrere a impianti di climatizzazione ad alto consumo energetico, in coerenza con le linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla sostenibilità.

Verso un protocollo per le ondate di calore

In attesa di interventi strutturali che richiederanno tempi lunghi di attuazione, la richiesta immediata avanzata oggi, giovedì 25 giugno 2026, è quella di definire protocolli chiari per la gestione delle ondate di calore. Attualmente, in assenza di una soglia termica nazionale che imponga la sospensione delle attività, la responsabilità ricade interamente sui Dirigenti Scolastici, che devono bilanciare il diritto allo studio con l’obbligo di tutela della salute. Un tavolo di confronto tra uffici scolastici territoriali, sindacati e comuni proprietari degli immobili appare dunque non più rimandabile per definire procedure operative standardizzate che possano essere attivate già dalle prossime settimane, in vista dei centri estivi e della programmazione del nuovo anno scolastico.

Tags: caldo scuole normativa scuola
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