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Maturità 2026, scena muta all'orale: ora si rischia la bocciatura

Maturità 2026, scena muta all'orale: ora si rischia la bocciatura

Con gli orali della Maturità 2026 partiti da martedì 23 giugno, chi si rifiuta di sostenere il colloquio o fa "scena muta" in modo deliberato rischia la bocciatura, indipendentemente dai crediti accumulati e dai voti delle prove scritte. È la novità più discussa del primo esame riformato: il colloquio non è più un passaggio "aggirabile" contando sul tesoretto di punti, ma una prova da affrontare davvero, come gli scritti.

Aggiornamento giugno 2026: secondo l'ANSA, gli orali sono iniziati il 23 giugno per gli oltre 527mila maturandi; l'avvio effettivo varia da scuola a scuola, perché i colloqui possono partire solo due giorni dopo la pubblicazione degli esiti degli scritti (esclusi domeniche e festivi).

Cosa cambia con la Maturità riformata

Il quadro normativo è quello del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, convertito nella legge 30 ottobre 2025, n. 164, e attuato dall'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026. Il testo (consultabile anche su normattiva.it) ridenomina ufficialmente la prova "esame di maturità" e ridisegna soprattutto l'orale.

La regola cardine: l'esame è valido solo se il candidato sostiene regolarmente tutte le prove, colloquio compreso. Il rifiuto di interagire con la commissione, senza una reale giustificazione, comporta la mancata promozione. Cambia anche la struttura: il colloquio verte su quattro discipline fisse individuate dal MIM con il Decreto Ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026, e le commissioni passano da sette a cinque membri.

Scena muta volontaria o blocco emotivo: la differenza

Il punto più delicato riguarda la distinzione tra chi tace per scelta e chi si blocca. Secondo le ricostruzioni di skuola.net e orizzontescuola.it, la scena muta "strategica" — usata come protesta o come scorciatoia per chi ritiene di avere già punti a sufficienza — porta alla bocciatura. Diverso è il caso di chi va in difficoltà per ansia o scarsa preparazione: in base alle stesse fonti, in quel caso la commissione, applicando la griglia nazionale (Allegato A dell'OM 54), può comunque attribuire un punteggio minimo, evitando l'esclusione automatica.

Situazione all'oraleConseguenza (in base alle ricostruzioni delle fonti citate)
Rifiuto deliberato di sostenere il colloquio / scena muta di protestaBocciatura, a prescindere da crediti e scritti
Blocco emotivo o difficoltà, ma con partecipazione alla provaValutazione possibile con punteggio minimo secondo la griglia

Resta fermo che il colloquio può valere fino a 20 punti sui 100 complessivi: una quota legata anche alla capacità di mostrare riflessione critica e raccordi tra le discipline.

Cosa dicono le FAQ del MIM

Per chiarire i dubbi di studenti e famiglie, il Ministero ha pubblicato apposite FAQ sull'orale, consultabili sul portale mim.gov.it, accompagnate da un video divulgativo dell'ispettrice Flaminia Giorda. I chiarimenti riguardano, tra l'altro, la riflessione iniziale del candidato sul proprio percorso (basata sul Curriculum dello studente), il ruolo dell'educazione civica, la durata del colloquio e i tempi tra esiti degli scritti e avvio degli orali. Il messaggio del Ministero è esplicito: l'orale non è un "campo minato di trabocchetti", ma una prova che va affrontata, non saltata.

La sentenza del Tribunale di Palermo

Che il silenzio possa costare caro lo conferma anche un precedente giudiziario, richiamato da Il Sole 24 Ore e ripreso da diverse testate. Si tratta di una sentenza del Tribunale di Palermo del 24 marzo 2026: una studentessa di un istituto professionale, presentatasi all'orale con 48/100, non era riuscita a rispondere alle domande della commissione. Il giorno successivo aveva prodotto un certificato medico che attribuiva il blocco a un attacco di panico, chiedendo di ripetere la prova. La richiesta era stata respinta e la candidata bocciata: secondo le fonti, i giudici hanno dato ragione alla commissione. Un caso che, pur precedente alla riforma, viene letto come segnale del nuovo orientamento.

Date da ricordare

  • 23 giugno 2026: avvio degli orali in molte scuole (variabile per sede).
  • Inizio dei colloqui: almeno due giorni dopo la pubblicazione degli esiti degli scritti, esclusi domeniche e festivi.
  • Sessione suppletiva: prevista a inizio luglio dall'OM 54 per chi non ha potuto sostenere le prove nelle date ordinarie.

Cosa fare adesso

Per i maturandi in attesa del colloquio, l'indicazione pratica è chiara: presentarsi e partecipare attivamente, perché è la partecipazione stessa a rendere valido l'esame. In caso di reale difficoltà di salute, è utile documentare tempestivamente la propria condizione e rivolgersi alla commissione, ma — come mostra il precedente di Palermo — un certificato presentato a prova conclusa potrebbe non bastare a ottenere la ripetizione. Per i dettagli ufficiali su griglia, struttura e calendario restano i riferimenti l'OM 54 del 26 marzo 2026 e le FAQ pubblicate dal Ministero.

Francesco Perrone

Presidente UNLA Bovalino

Scuola e territorio Politiche educative Dispersione scolastica

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