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Bonus mamme lavoratrici 2026: 60 euro al mese, a chi spetta

Bonus mamme lavoratrici 2026: 60 euro al mese, a chi spetta

Il Bonus mamme lavoratrici 2026 sale a 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro all'anno, esenti da IRPEF e contributi. Spetta alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui, e sarà pagato dall'INPS in un'unica soluzione a dicembre 2026. La misura interessa anche il personale della scuola — docenti e ATA con i requisiti — ed è stata potenziata dalla Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199).

Aggiornamento giugno 2026: l'importo e i requisiti sono confermati dalla manovra, ma la procedura telematica per il 2026 non è ancora aperta. L'INPS attiverà la domanda dopo la pubblicazione della circolare operativa, attesa nella seconda parte dell'anno.

Quanto vale il Bonus mamme 2026

Rispetto al 2025, quando l'assegno era di 40 euro mensili (fino a 480 euro l'anno), nel 2026 l'importo cresce del 50%. Il contributo si matura per ciascun mese, o frazione di mese, di attività lavorativa in cui risultano soddisfatti i requisiti.

AnnoImporto mensileMassimo annuo
202540 euro480 euro
202660 euro720 euro

La somma non è imponibile: non concorre alla formazione del reddito e non è soggetta a tassazione né a contribuzione. Non si tratta di uno sconto in busta paga, ma di una prestazione economica autonoma erogata direttamente dall'INPS, di norma con la mensilità di dicembre.

A chi spetta: requisiti 2026

Per accedere al beneficio occorre soddisfare tutte le condizioni previste. In sintesi:

  • Almeno due figli, con il bonus che spetta fino al mese di compimento del decimo anno del secondo figlio;
  • reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro su base annua;
  • essere lavoratrici dipendenti (è escluso il lavoro domestico) oppure autonome, incluse le iscritte alla Gestione Separata e alle casse professionali.

Una delle novità del 2026, segnalata anche negli approfondimenti sindacali come quello della First Cisl, è l'estensione del bonus alle lavoratrici autonome, prima non incluse nella platea.

Chi resta escluso

Il Bonus mamme da 60 euro non è cumulabile con l'esonero contributivo IVS riservato alle famiglie numerose. Restano quindi escluse:

  • le madri con tre o più figli a tempo indeterminato che già fruiscono dell'esonero totale dei contributi IVS (fino a 3.000 euro annui), previsto per il triennio 2024-2026;
  • le lavoratrici domestiche (colf, badanti);
  • secondo le indicazioni di prassi, le lavoratrici in regime forfettario che non versano contribuzione INPS.

Le due misure — bonus economico ed esonero contributivo — si rivolgono a platee diverse e si escludono a vicenda.

Da quando si potrà fare domanda

Al 24 giugno 2026 la finestra per le domande del nuovo anno non è ancora stata aperta. La piattaforma sarà attivata dall'INPS dopo l'emanazione della circolare operativa, sul modello di quanto avvenuto nel 2025 con la circolare n. 139 del 28 ottobre 2025. Per quell'annualità il pagamento è stato disposto a dicembre, con lavorazioni delle domande residue completate entro febbraio 2026.

Sulla base della tempistica dell'anno precedente, è plausibile che la procedura per il 2026 si apra verso la fine dell'anno, con erogazione in un'unica soluzione. Si tratta però di una previsione: le date ufficiali saranno fissate dall'INPS con apposite istruzioni.

Come si presenta la richiesta

La domanda andrà inoltrata esclusivamente in via telematica all'INPS, quando il servizio sarà disponibile. I canali sono:

  • area riservata del portale INPS, accedendo con SPID di livello 2, Carta d'Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • tramite patronato o intermediario abilitato, con assistenza gratuita;
  • contact center INPS per informazioni e supporto.

In fase di domanda la lavoratrice autocertifica la composizione del nucleo familiare e la propria posizione lavorativa. Il beneficio non è automatico: senza istanza non viene riconosciuto.

Date da ricordare

  • Importo 2026: 60 euro al mese, fino a 720 euro annui, esenti da tasse;
  • Requisiti: almeno due figli, reddito da lavoro entro 40.000 euro, fino ai 10 anni del secondo figlio;
  • Apertura domande: da definire con circolare INPS (attesa nella seconda parte del 2026);
  • Pagamento: previsto in un'unica soluzione, di norma a dicembre 2026.

Chi pensa di avere i requisiti può iniziare a verificare il proprio reddito da lavoro (il punto 1 della Certificazione Unica per le dipendenti) e tenere monitorate le comunicazioni ufficiali dell'INPS, così da presentare la domanda non appena la procedura sarà attiva.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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