Al Liceo classico, nella seconda prova di venerdì 19 giugno, è uscita la versione di latino di Marco Fabio Quintiliano, materia caratterizzante dell'indirizzo. Il brano è tratto dall'Institutio Oratoria e affronta il valore educativo della musica nella formazione del perfetto oratore: un autore che non veniva proposto alla maturità dal 2013.
La prova chiedeva di tradurre il passo e di rispondere a tre quesiti su comprensione, lingua e approfondimento. La traccia, come tutte quelle dell'esame di Stato, è stata predisposta dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e pubblicata in PDF sul portale ministeriale.
Cosa è uscito al Liceo classico
All'apertura del plico è stato l'indirizzo classico a "rompere gli indugi" del toto-autore: il Ministero ha scelto Quintiliano, retore e pedagogo di origine spagnola, con un brano tratto dal primo libro dell'Institutio Oratoria. L'opera, databile tra il 90 e il 96 d.C., è il capolavoro dell'autore e l'unica giunta integra: un vero e proprio manuale di retorica e pedagogia, ideale prosecuzione del De oratore di Cicerone.
Il brano: la musica nella formazione dell'oratore
Il passo proposto sostiene la centralità della musica nell'educazione di chi aspira all'eloquenza. Per dimostrarne il valore, Quintiliano richiama una serie di esempi che attraversano filosofia, politica e ambito militare:
- il riferimento a Platone, comprensibile in alcuni passi (come nel Timeo) solo da chi conosce anche la musica;
- Socrate che, ormai anziano, non si vergognava di imparare a suonare la lira;
- i grandi condottieri che cantavano accompagnandosi con strumenti, e gli eserciti spartani animati da ritmi musicali, con il richiamo al legislatore Licurgo;
- il parallelo con i corni e le trombe delle legioni romane.
Il filo conduttore è chiaro: la musica non è un ornamento, ma parte integrante della formazione dell'homo completus, istruito in tutte le discipline.
I quesiti: comprensione, lingua e approfondimento
Oltre alla traduzione, ai maturandi sono stati chiesti tre quesiti a risposta aperta:
- comprensione e interpretazione del contenuto del brano;
- analisi linguistica e stilistica, sulle scelte espressive dell'autore;
- approfondimento e riflessioni personali, con possibili collegamenti culturali.
Una struttura ormai consolidata, che valuta non solo la resa in italiano ma anche la capacità di leggere il testo nel suo contesto.
Le difficoltà della versione
Secondo i primi commenti degli esperti, il grado di difficoltà è stato medio: Quintiliano scrive per farsi capire, con uno stile lineare. Qualche insidia, però, era presente:
- la correlazione cum… tum… nella prima frase, da riconoscere per non perdere la struttura del periodo;
- l'omissione dell'ausiliare in alcune forme verbali;
- il termine musice, declinato alla greca, con il genitivo musices da gestire con attenzione.
Difficoltà tutto sommato superabili da chi si è esercitato con costanza sulla traduzione dell'autore.
Perché Quintiliano
La scelta ha un significato preciso: Quintiliano non fu solo un maestro di retorica, ma soprattutto un pedagogo, attento alla formazione completa del giovane. Per molti studenti del classico è stato un autore "sperato", percepito come più accessibile rispetto a Seneca o Tacito. All'uscita di diversi istituti la reazione è stata di sollievo, con la sensazione di una prova "fattibile".
Cosa fare adesso
- i testi ufficiali delle tracce per ogni indirizzo sono disponibili sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito;
- chi deve ancora sostenere l'orale può rivedere i temi del brano (il ruolo della musica nell'educazione antica) per eventuali collegamenti interdisciplinari;
- la correzione e l'attribuzione del punteggio spettano alle commissioni: la prova scritta concorre, insieme al colloquio e al credito scolastico, al voto finale.
Conclusa anche la seconda prova, per i maturandi del classico l'attenzione si sposta ora sui colloqui orali e sulla pubblicazione degli esiti.
Segui NewsIstruzione su Google News
Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola