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Educazione affettiva a scuola: il consenso informato è legge

Educazione affettiva a scuola: il consenso informato è legge

Il consenso informato a scuola è ufficialmente legge: il Senato ha dato il via libera definitivo il 4 giugno scorso, con 78 voti favorevoli e 38 contrari. La norma prevede che nelle scuole secondarie di primo e secondo grado le attività di educazione sessuo-affettiva possano svolgersi solo dopo l'acquisizione del consenso scritto e preventivo dei genitori (o degli studenti maggiorenni), mentre nelle scuole dell'infanzia e primaria queste attività sono vietate.

Aggiornamento giugno 2026: il testo, già approvato dalla Camera a dicembre 2025, ha concluso l'iter parlamentare ed è diventato legge dello Stato.

Cosa prevede la nuova legge

Il provvedimento, composto da tre articoli, regola l'insegnamento dei temi legati all'affettività e alla sessualità nelle scuole. Riguarda in particolare le attività extracurriculari e le iniziative di ampliamento dell'offerta formativa previste dal Piano triennale (PTOF), non i contenuti dei programmi curricolari ordinari. Per consultare il testo e i provvedimenti attuativi è possibile fare riferimento al sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Come funziona il consenso informato

Il consenso è l'autorizzazione preventiva, in forma scritta, che permette allo studente di partecipare alle attività. Gli elementi chiave sono:

  • deve essere firmato dai genitori (o da chi esercita la responsabilità genitoriale) per i minorenni, oppure dagli studenti stessi se maggiorenni;
  • la richiesta deve esplicitare finalità, obiettivi educativi, contenuti, temi, modalità di svolgimento ed eventuale presenza di esperti esterni;
  • va richiesto almeno sette giorni prima dello svolgimento dell'attività;
  • la scuola deve mettere a disposizione il materiale didattico per la visione delle famiglie;
  • in assenza di adesione, lo studente non partecipa e viene esentato da quelle specifiche attività.

Dove si applica e dove no

Grado di scuolaCosa prevede la legge
Infanzia e primariaAttività di educazione sessuale vietate
Secondaria di I e II gradoConsentite previo consenso scritto dei genitori o degli studenti maggiorenni

La posizione del Ministero

Secondo il Ministero dell'Istruzione e del Merito, la norma applica il principio costituzionale che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli e tutela i minori, lasciando alle famiglie la scelta sui temi dell'identità di genere. Il Ministero ha inoltre precisato che resta obbligatoria, in tutti i gradi di scuola, l'educazione al rispetto, alle relazioni e all'empatia, che l'educazione sessuale in senso biologico continua nei programmi di scienze e che nelle medie viene introdotta la prevenzione dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili.

Le critiche

Il provvedimento ha aperto un acceso dibattito. Le opposizioni e diverse organizzazioni — tra cui Save the Children — hanno espresso contrarietà, sostenendo che il consenso preventivo obbligatorio rischia di indebolire l'alleanza educativa tra scuola e famiglia e di accentuare i divari educativi già esistenti, in un Paese segnato da episodi di violenza di genere. Viene inoltre sollevato il timore che la necessità di raccogliere le adesioni renda più difficile, nella pratica, l'avvio dei progetti. È un confronto che riflette posizioni profondamente diverse sul ruolo educativo della scuola e delle famiglie.

Cosa fare adesso

  • Per le scuole: predisporre la modulistica per il consenso informato, esplicitando obiettivi, contenuti ed esperti coinvolti, e mettere a disposizione i materiali con almeno sette giorni di anticipo.
  • Per le famiglie: verificare le comunicazioni della scuola, visionare i materiali e decidere se autorizzare la partecipazione del proprio figlio.
  • Per i docenti: programmare le attività extracurriculari di affettività tenendo conto dei tempi e degli adempimenti previsti dalla legge.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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