Aggiornamento giugno 2026: le famiglie hanno tempo fino a martedì 30 giugno 2026 per presentare il nuovo ISEE e non perdere gli arretrati dell'Assegno unico universale (AUU). Chi non aggiorna la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) riceve da marzo solo l'importo minimo, circa 58 euro a figlio; chi invece presenta l'ISEE entro la scadenza ottiene il ricalcolo e il versamento delle differenze maturate da marzo.
La scadenza riguarda in particolare i nuclei che non avevano trasmesso la documentazione entro il termine ordinario del 28 febbraio e che, da marzo, stanno ricevendo la quota minima. Ecco cosa cambia e come muoversi prima che la finestra si chiuda.
Cosa scade il 30 giugno e perché conta
Secondo le indicazioni dell'INPS contenute nella circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, presentando la DSU 2026 entro il 30 giugno l'Istituto ricalcola l'importo dell'Assegno unico e riconosce gli eventuali arretrati a partire da marzo 2026. Le informazioni ufficiali e l'accesso al servizio sono disponibili sul portale dell'INPS.
Chi presenta l'ISEE dopo il 30 giugno ottiene comunque il ricalcolo, ma con decorrenza dal mese successivo: in pratica perde gli arretrati relativi ai mesi precedenti. La regola pratica è semplice: l'ISEE entro la scadenza conserva il diritto al ricalcolo da marzo.
Cosa succede se non rinnovi l'ISEE
In assenza di un ISEE valido, dal mese di marzo 2026 l'Assegno unico viene corrisposto negli importi minimi previsti dalla normativa, a prescindere dalla reale situazione economica del nucleo. Per ottenere l'importo pieno spettante è quindi indispensabile un'attestazione ISEE 2026 in corso di validità.
Gli importi 2026 per fascia ISEE
Per il 2026 l'INPS ha rivalutato importi e soglie dell'1,4%, sulla base della variazione del costo della vita rilevata dall'ISTAT per il 2025. Di seguito i valori base per figlio minore a carico, secondo le tabelle INPS:
| Fascia ISEE | Importo base mensile per figlio |
|---|---|
| Fino a 17.091,74 € | fino a 203,80 € (importo massimo) |
| Tra 17.091,74 € e 45.574,96 € | importo decrescente in base all'ISEE |
| Oltre 45.574,96 € o senza ISEE | 58,30 € (importo minimo) |
Agli importi base si sommano le maggiorazioni previste, ad esempio per figli con disabilità, famiglie numerose o nuclei con entrambi i genitori che lavorano.
Chi deve aggiornare la domanda e chi no
Per il 2026 non serve presentare una nuova domanda di Assegno unico se la domanda risulta già in stato "accolta": l'erogazione prosegue d'ufficio. L'aggiornamento della domanda è invece necessario in alcuni casi specifici:
- domanda decaduta, revocata, rinunciata o respinta;
- nascita di un nuovo figlio;
- compimento dei 18 anni di un figlio (per il quale cambiano le condizioni).
Attenzione: il rinnovo automatico della domanda non sostituisce l'ISEE aggiornato. Anche con la domanda attiva, senza DSU 2026 si resta all'importo minimo.
Come presentare l'ISEE
La procedura può essere completata in autonomia con la DSU precompilata, che integra automaticamente molti dati già in possesso di Agenzia delle Entrate e INPS, riducendo tempi e documentazione. I canali disponibili sono:
- il Portale unico ISEE sul sito INPS, con SPID, CIE o CNS;
- l'app INPS Mobile;
- un CAF o un patronato, per chi preferisce assistenza.
È utile verificare che l'ISEE risulti effettivamente "attestato" (non "in lavorazione") e che i dati di pagamento, a partire dall'IBAN, siano corretti e aggiornati.
Date da ricordare
- 28 febbraio 2026: termine ordinario già scaduto per mantenere la continuità dell'importo aggiornato da marzo;
- Da marzo 2026: senza ISEE valido scatta l'importo minimo;
- 30 giugno 2026 (martedì): ultimo giorno per presentare la DSU e recuperare gli arretrati da marzo;
- Dopo il 30 giugno: ricalcolo solo dal mese successivo, con perdita degli arretrati precedenti.
Cosa fare adesso. Chi sta ricevendo l'Assegno unico al minimo dovrebbe controllare subito sul portale INPS se risulta un ISEE 2026 valido e, in caso contrario, presentare la DSU entro il 30 giugno tramite il sito, l'app o un CAF. Una volta attestato l'ISEE, conviene verificare nelle mensilità successive che l'importo sia stato adeguato e che siano stati accreditati gli arretrati spettanti da marzo. L'Assegno unico, ricordiamo, è erogato in base al D.Lgs. 230/2021 che ha istituito la misura.
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