Le nomine da Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) cambiano volto a partire dall'anno scolastico 2026/27. L'Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, che ha disciplinato l'aggiornamento delle graduatorie per il biennio 2026/27 e 2027/28, introduce un meccanismo atteso da anni da sindacati e docenti: il cosiddetto "ripescaggio". L'obiettivo dichiarato è rendere le assegnazioni più coerenti con il punteggio e ridurre il contenzioso che, negli anni passati, ha portato a numerosi ricorsi.
Cosa cambia per il 2026/27
Il nuovo criterio vale per le supplenze conferite tramite il sistema informatizzato e si applica sia alle Graduatorie a Esaurimento (GAE) sia alle GPS. Le graduatorie costituiscono il bacino da cui l'amministrazione attinge per le nomine annuali (al 31 agosto) e per quelle fino al termine delle attività didattiche (al 30 giugno), compresa la riconferma del docente su posto di sostegno. La novità non riguarda chi ha titolo a presentare domanda, ma il modo in cui l'algoritmo lavora le disponibilità.
Come funziona il ripescaggio
Nel sistema precedente le cattedre libere venivano assegnate con una logica sequenziale: chi non otteneva un incarico compatibile nel turno iniziale rischiava di restare escluso, anche con un punteggio elevato, se le preferenze indicate non corrispondevano alle disponibilità del momento.
Con il ripescaggio il meccanismo diventa dinamico. Le disponibilità che si determinano successivamente — ad esempio per effetto di rinunce o di posti che si liberano — sono oggetto di ulteriori fasi di attribuzione. In queste fasi l'algoritmo riesamina gli aspiranti utilmente collocati in graduatoria che non sono ancora risultati assegnatari di un incarico sulla base delle preferenze espresse, dando spazio a chi ha punteggio utile ma era rimasto senza sede compatibile. In pratica, il sistema non riparte dall'ultimo nominato, ma rilavora la graduatoria per intercettare le posizioni rimaste scoperte.
Più libertà nella scelta delle preferenze
Una conseguenza pratica riguarda la compilazione delle preferenze. Finora molti docenti tendevano ad allargare il più possibile l'elenco delle sedi, per il timore di restare senza incarico se le poche scuole indicate risultavano sature. Con il ripescaggio l'aspirante può, almeno in linea teorica, selezionare con maggiore serenità solo le preferenze a cui è davvero interessato, sapendo di poter essere riconsiderato nelle fasi successive.
Resta comunque essenziale ragionare sulle scelte: indicare un numero troppo ristretto di sedi può ridurre le occasioni di nomina, mentre un elenco coerente con la propria disponibilità reale resta la strategia più equilibrata.
Attenzione alle sanzioni
Il nuovo sistema introduce anche un punto fermo da non sottovalutare. Gli aspiranti che rinunciano all'assegnazione della supplenza conferita, oppure che non assumono servizio entro il termine indicato dall'Amministrazione, non possono partecipare alle ulteriori fasi di attribuzione delle supplenze — anche per disponibilità sopraggiunte — per tutte le graduatorie a cui hanno titolo e per l'intero periodo di vigenza delle stesse.
È una previsione che richiede attenzione: accettare una sede e poi rinunciare, o non presentarsi, può precludere il ripescaggio per l'intero biennio. La valutazione delle preferenze va quindi fatta in anticipo e con realismo.
Le prossime tappe
L'algoritmo entra in gioco dopo una serie di passaggi già in corso. In questo periodo sono attese le graduatorie provvisorie, pubblicate provincia per provincia, seguite dalla fase dei reclami e dalla pubblicazione delle definitive. Successivamente si aprirà la domanda per le massimo 150 preferenze, con cui gli aspiranti indicheranno le sedi utili alle nomine: la finestra è prevista dal 16 al 29 luglio. Le indicazioni operative di dettaglio sono state fornite dal Ministero anche con la circolare n. 11814 del 6 maggio 2026.
Una volta espresse le preferenze, il sistema procederà con le nomine vere e proprie, applicando il ripescaggio nelle fasi successive alla prima assegnazione.
Cosa fare adesso
Per i docenti precari il consiglio è duplice. Da un lato, verificare con attenzione la propria posizione nelle graduatorie provvisorie ed eventualmente presentare reclamo nei termini previsti, perché è il punteggio corretto a determinare le possibilità nel nuovo algoritmo. Dall'altro, arrivare preparati alla domanda delle 150 preferenze, studiando con anticipo le sedi davvero raggiungibili e sostenibili: con il ripescaggio le scelte pesano, ma anche le rinunce, e una pianificazione attenta resta la migliore tutela per ottenere un incarico nel 2026/27.
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