Conto alla rovescia per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che punta all'attribuzione delle nuove posizioni economiche. Esaurita la fase delle graduatorie provvisorie e dei relativi reclami, gli Uffici scolastici sono chiamati ad approvare le graduatorie definitive entro venerdì 19 giugno 2026. Solo dopo questo passaggio formale i benefici economici potranno essere effettivamente riconosciuti al personale ATA utilmente collocato.
Il cronoprogramma: dalle provvisorie alle definitive
La tabella di marcia è stata fissata dalla nota ministeriale n. 14297 del 28 maggio 2026, con cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha rilasciato agli Uffici scolastici le funzioni informatiche per l'elaborazione delle graduatorie provinciali. La procedura riguarda i candidati che hanno sostenuto la prova finale di valutazione prevista dalla selezione bandita con il decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024. L'elaborazione è partita dalle ore 10:00 del 29 maggio; le graduatorie provvisorie dovevano essere pubblicate entro il 5 giugno sui siti degli Uffici scolastici territoriali, aprendo la finestra di 10 giorni per i reclami. Concluso l'esame delle istanze, gli elenchi definitivi vanno approvati entro il 19 giugno, con apposito decreto del Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale o del dirigente dell'Ambito territoriale delegato.
Come si forma la graduatoria
Gli aspiranti sono graduati distintamente per profilo professionale e tipologia di posizione economica, sulla base del punteggio conseguito nella prova finale. Tra i requisiti richiesti dalla procedura figurano i cinque anni di servizio maturati entro il 31 agosto 2024, mentre i titoli dichiarabili dovevano essere posseduti entro la scadenza della domanda, fissata al 13 dicembre 2024. In caso di parità di punteggio si applicano i criteri di preferenza previsti dalla normativa, con particolare attenzione al servizio prestato. È un dettaglio importante: il servizio successivo alle date indicate non può essere utilizzato per modificare oggi la posizione in graduatoria.
Reclami: cosa controllare
La fase dei reclami, ormai in chiusura nelle varie province, è il momento decisivo per correggere eventuali errori. Conviene verificare innanzitutto la presenza del proprio nominativo nella graduatoria corretta, per provincia, profilo e tipologia di posizione, e poi controllare con attenzione il punteggio attribuito: anni di servizio riconosciuti, valutazione nel profilo corretto, titoli, preferenze ed esattezza dei dati anagrafici. Un reclamo efficace è quello puntuale e documentato, che indica con precisione la voce contestata e il punteggio atteso, allegando ciò che dimostra l'errore. Un'istanza generica, al contrario, è più facilmente respingibile.
Quando arriva il beneficio economico
L'aspetto che più interessa il personale è naturalmente quello retributivo. Le posizioni economiche rappresentano un riconoscimento delle competenze maturate e si traducono in un incremento stipendiale, ma solo dopo l'approvazione delle graduatorie definitive e nei limiti dei contingenti disponibili. In altre parole, l'inserimento in graduatoria utile è condizione necessaria ma non sempre sufficiente: l'attribuzione effettiva dipende dal numero di posizioni assegnabili a ciascun profilo. L'intera procedura si inquadra nel rapporto di pubblico impiego, disciplinato dal D.Lgs. 165/2001, mentre la disciplina di dettaglio delle posizioni economiche è di matrice contrattuale.
Cosa fare ora
Per il personale ATA coinvolto, le indicazioni pratiche sono chiare: monitorare il sito del proprio Ufficio scolastico territoriale, dove saranno pubblicate le graduatorie definitive, e verificare con attenzione l'esito di eventuali reclami presentati. Chi non avesse ancora controllato la propria posizione farebbe bene a non attendere oltre, considerato che la finestra dei reclami si chiude a stretto giro e che gli elenchi definitivi sono attesi entro venerdì.
Con l'approvazione delle graduatorie si chiude così una procedura lunga, avviata con il bando del 2024 e arrivata ora alla fase conclusiva. Per molti lavoratori della scuola si tratta di un passaggio atteso, sia per il riconoscimento professionale sia per la ricaduta economica: ragioni più che sufficienti per seguire con attenzione gli ultimi adempimenti di questi giorni e assicurarsi che la propria posizione sia stata correttamente registrata.