Il nuovo anno scolastico si apre con una netta discrepanza tra le necessità reali delle istituzioni scolastiche e il piano di assunzioni autorizzato per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). Secondo i dati diffusi dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, a fronte di 33.981 posti vacanti nell'organico, il Governo ha autorizzato solo 12.284 immissioni in ruolo.
La segretaria generale della sigla sindacale, Gianna Fracassi, ha espresso forte preoccupazione per questa scelta, sottolineando come la decisione di limitare drasticamente il numero di assunzioni a tempo indeterminato finisca per alimentare strutturalmente il precariato all'interno delle segreterie e dei servizi scolastici.
Il divario tra organico e immissioni
Il calcolo fornito dal sindacato evidenzia che oltre 21.000 posti rimarranno scoperti rispetto alle effettive vacanze disponibili. Questa situazione costringerà le scuole a ricorrere massicciamente alle supplenze annuali per garantire il regolare funzionamento delle attività didattiche e amministrative.
Le criticità sollevate riguardano in particolare l'impatto sulla continuità del servizio. Il personale ATA, che svolge un ruolo fondamentale per la gestione quotidiana degli istituti, si trova spesso in una condizione di incertezza contrattuale che, secondo la FLC CGIL, non favorisce la stabilità necessaria per una corretta gestione dei processi scolastici, dalla didattica in senso stretto alla sicurezza degli edifici.
Le ragioni della protesta
La critica mossa dalla segretaria Fracassi si concentra sulla strategia di lungo periodo dell'amministrazione. Secondo il sindacato, il ricorso sistematico ai contratti a termine non rappresenta solo un problema per i lavoratori, ma si traduce in un vero e proprio "spreco" di risorse e competenze. La mancanza di una programmazione basata sul fabbisogno reale, infatti, impedisce di consolidare le professionalità acquisite dal personale precario nel corso degli anni.
A destare ulteriore preoccupazione è anche la mancata indicazione dei criteri di ripartizione regionale dei posti autorizzati, che genera incertezza sulla distribuzione effettiva delle risorse sul territorio. Parallelamente, resta alta l'attesa per la definizione dei tempi previsti per l'emanazione delle note operative sulle supplenze, indispensabili per chiarire le modalità di gestione delle graduatorie e il calendario delle nomine.
Si ricorda, a tal proposito, che le procedure di conferimento delle supplenze annuali devono attenersi alle disposizioni contenute nel DM 138/2024 e alle successive circolari ministeriali, che definiscono le tempistiche e i termini ultimi per la presentazione delle istanze da parte degli aspiranti, fondamentali per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico.
L'auspicio espresso dalle rappresentanze sindacali è che il Ministero dell'Istruzione e del Merito possa rivedere le proprie politiche di reclutamento, avviando un confronto più serrato per colmare il divario tra i posti autorizzati e quelli che di fatto risultano vacanti e disponibili per le assunzioni.
Cosa comporta la situazione attuale
Per il personale interessato, la situazione si traduce in una conferma del precariato per l'anno scolastico 2026/2027. I posti non coperti dalle immissioni in ruolo saranno infatti destinati alle nomine dei supplenti, secondo le procedure di scorrimento delle graduatorie di istituto e di terza fascia, gestite tramite il portale Istanze Online.
Nelle prossime settimane, con l'avvicinarsi dell'avvio delle lezioni, sarà fondamentale monitorare le circolari ministeriali relative alle operazioni di supplenza, al fine di comprendere come le singole scuole gestiranno la copertura dei posti vacanti rimasti privi di titolare.