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Nuovo ordinamento professionale ATA: lo slittamento nel DL PNRR

Nuovo ordinamento professionale ATA: lo slittamento nel DL PNRR

Una riforma attesa, ma ancora una volta rinviata. Con la conversione in legge del decreto PNRR, l'avvio del nuovo ordinamento professionale del personale ATA è stato posticipato all'anno scolastico 2027/28, rispetto al precedente termine del 2026/27. Si tratta del terzo slittamento per una misura che il contratto collettivo aveva fissato con decorrenza 1° maggio 2024 e che, di fatto, resta sulla carta in attesa della sua effettiva entrata in vigore.

Cosa prevede il nuovo ordinamento ATA

La riforma ridisegna la classificazione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, introducendo in particolare due nuove figure: l'operatore scolastico e il funzionario con elevata qualificazione (EQ). Si tratta di un riassetto profondo dei profili, pensato per valorizzare competenze e responsabilità del personale ATA e per adeguare l'organizzazione amministrativa delle scuole alle esigenze attuali. L'introduzione dei nuovi profili era prevista dal CCNL, ma la sua attuazione è stata progressivamente rinviata.

Il terzo rinvio: si parte nel 2027/28

Dopo i due precedenti slittamenti — a settembre 2025 e poi a settembre 2026 — il decreto PNRR ha disposto un ulteriore posticipo. Sul piano tecnico, l'intervento modifica l'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 127/2025, spostando in avanti la decorrenza dei nuovi profili professionali. La norma è contenuta nel decreto-legge 19/2026, il provvedimento PNRR poi convertito in legge nella primavera scorsa. In conseguenza del rinvio, vengono estese temporalmente le risorse destinate ai nuovi ordinamenti per gli anni 2025, 2026 e 2027.

Le risorse e gli incarichi temporanei

Lo slittamento si accompagna a una serie di misure di carattere finanziario e organizzativo. Per il biennio 2026/27 sono previste risorse aggiuntive — nell'ordine dei 19 milioni di euro distribuiti tra il 2026 e il 2027 — destinate, tra l'altro, a incarichi temporanei di personale ATA, a valere sui fondi della Missione 4 del PNRR. Il quadro complessivo, dunque, mantiene un sostegno al comparto, ma rinvia il salto di sistema rappresentato dai nuovi profili professionali, che avrebbe inciso su mansioni, responsabilità e prospettive di carriera del personale.

La posizione dei sindacati

Il rinvio non è passato senza polemiche. La FLC CGIL ha contestato con forza la scelta, chiedendo di sopprimere l'ulteriore slittamento e di ripristinare la decorrenza dal 2026/27. Secondo il sindacato si tratta di una decisione non accettabile, anche perché il sistema dei nuovi profili — operatore scolastico e funzionario EQ — è già stato rinviato due volte; in sede parlamentare la federazione aveva proposto un emendamento per anticipare l'entrata in vigore, sostenendo che il ripristino non avrebbe comportato nuovi oneri per la finanza pubblica. La richiesta, tuttavia, non è stata accolta nel testo definitivo.

La contrarietà espressa dalla FLC si inserisce in un clima sindacale già teso sui temi del personale ATA, dagli organici alla valorizzazione professionale. Per i lavoratori, il nodo non è soltanto formale: il nuovo ordinamento è atteso come occasione di riconoscimento delle competenze e di sviluppo di carriera, e ogni rinvio sposta in avanti questi benefici.

Cosa cambia in concreto

In attesa del 2027/28, per il personale ATA resta in vigore l'attuale classificazione professionale. Le nuove figure, dall'operatore scolastico al funzionario EQ, non entreranno quindi in funzione con il prossimo anno scolastico, mentre proseguono le procedure ordinarie di valorizzazione, comprese quelle legate alle posizioni economiche. Per gli interessati, l'indicazione è di seguire gli sviluppi del confronto contrattuale e gli eventuali interventi normativi successivi: la partita sull'ordinamento ATA, pur rinviata, non è chiusa, e i sindacati hanno già annunciato che continueranno a chiederne l'attuazione nei tempi più rapidi possibili.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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