Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha autorizzato 12.222 immissioni in ruolo per il personale ATA per l'anno scolastico in arrivo, a fronte di ben 34.970 posti rimasti vacanti dopo le operazioni di mobilità. La comunicazione è arrivata ai sindacati di categoria durante l'informativa ministeriale svolta il 4 agosto, confermando un piano straordinario di reclutamento che coprirà appena un terzo della reale disponibilità di organico nelle scuole italiane.
Per le segreterie scolastiche, i laboratori e i servizi di vigilanza ed assistenza degli istituti statali si prospetta dunque un altro anno all'insegna delle supplenze annuali: oltre 22.700 cattedre ed incarichi restano sprovvisti di un titolare di ruolo e verranno assegnati a tempo determinato attingendo dalle graduatorie d'istituto e provinciali.
La suddivisione delle assunzioni per profilo professionale
Le 12.222 autorizzazioni complessive sono state ripartite dal Ministero tra i diversi profili previsti dall'organico ATA. Nel dettaglio, le immissioni in ruolo deliberate sono così suddivise:
- Collaboratori scolastici: 8.379 posti;
- Assistenti amministrativi: 2.623 posti;
- Assistenti tecnici: 824 posti;
- Funzionari EQ: 326 posti;
I contingenti regionali e le tabelle di ripartizione provinciale saranno resi disponibili ufficialmente con l'emanazione del relativo decreto ministeriale e della nota operativa inviata agli Uffici Scolastici Regionali per la gestione della procedura di nomina.
La reazione dei sindacati: "Coperto un solo posto su tre"
I dati presentati dall'amministrazione hanno suscitato l'immediata reazione delle organizzazioni sindacali. Le sigle di settore mettono in evidenza il profondo divario tra il fabbisogno effettivo registrato dalle scuole e le posizioni lavorative effettivamente consolidate con contratti a tempo indeterminato.
Secondo quanto evidenziato dai report diffusi dalla FLC CGIL e dalla UIL Scuola RUA, la scelta di limitare le assunzioni al solo contingente corrispondente ai pensionamenti o alle disponibilità contingentate autorizzate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze non risolve le criticità strutturali degli istituti scolastici. Con più di 22.700 posti lasciati allo scoperto, la continuità amministrativa e la gestione quotidiana dei plessi scolastici poggeranno ancora una volta sull'apporto del personale precario.
"Un contingentamento che lascia scoperte oltre 22 mila posizioni stabili significa pianificare fin d'ora una massiccia ricorsa alle supplenze, a danno della continuità del servizio e dei diritti dei lavoratori precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole", lamentano le parti sociali al termine del confronto.
Cosa succede adesso e le fasi per le nomine
Con la formalizzazione del contingente autorizzato, gli Uffici Scolastici Regionali (USR) e le sezioni territoriali (USP) avvieranno la pubblicazione dei bandi di scelta sede ed elaborazione delle graduatorie permanenti (graduatorie 24 mesi) per le operazioni di ruolo.
I candidati utilmente collocati nelle graduatorie provinciali per le supplenze ATA che rientrano nelle posizioni utili dovranno prestare attenzione alle convocazioni e alle istruzioni operative inviate dagli USR competenti tramite il portale ministeriale o le comunicazioni ufficiali sui siti territoriali.
Al momento non sono state ancora indicate con precisione le tempistiche specifiche per la presentazione delle istanze tramite il portale POLIS (Istanze Online), né i criteri dettagliati per l'inserimento nelle graduatorie permanenti o provinciali per le supplenze, dettagli che saranno resi noti con i successivi provvedimenti ministeriali.
Al termine delle operazioni di immissione in ruolo per le 12.222 unità previste, le restanti disponibilità (comprese le oltre 22.700 cattedre non coperte da assunzioni stabili, oltre ai posti in organico di fatto e alle supplenze temporanee) saranno destinate al conferimento degli incarichi a tempo determinato con termine al 30 giugno o al 31 agosto.




