Procedura in dirittura d'arrivo per il personale ATA. Dopo la chiusura delle domande, fissata al 19 maggio, l'aggiornamento delle graduatorie permanenti provinciali di prima fascia — le cosiddette graduatorie "24 mesi" — entra nella fase di valutazione delle istanze da parte degli Uffici scolastici. Il passo successivo sarà la compilazione dell'Allegato G, con cui gli aspiranti sceglieranno le scuole. Un appuntamento decisivo in vista delle assunzioni e delle supplenze per il prossimo anno scolastico.
A che punto siamo
La procedura è stata avviata con la nota ministeriale prot. n. 10009 del 15 aprile 2026, seguita dalla pubblicazione dei bandi regionali tra il 20 e il 21 aprile. La finestra per la presentazione delle domande si è aperta alle ore 14:00 del 28 aprile e si è chiusa alle ore 14:00 del 19 maggio 2026. Da quel momento gli Uffici scolastici provinciali hanno iniziato a esaminare le istanze, verificando titoli, servizi e requisiti dichiarati dai candidati.
Cosa sono le graduatorie "24 mesi"
Si tratta delle graduatorie provinciali permanenti di prima fascia, lo strumento attraverso cui le scuole statali coprono i posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Da queste graduatorie si attinge sia per le assunzioni a tempo indeterminato (immissioni in ruolo), sia per il conferimento delle supplenze annuali (fino al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). Per chi aspira a stabilizzare la propria posizione nella scuola, l'ingresso in prima fascia rappresenta il passaggio più significativo.
Chi poteva presentare domanda
Requisito di accesso è aver maturato almeno 24 mesi di servizio (pari ad almeno 23 mesi e 16 giorni), anche non continuativi, nelle scuole statali, nello stesso profilo per cui si concorre o in un profilo dell'area immediatamente superiore. Hanno potuto aggiornare il punteggio anche gli aspiranti già inseriti in graduatoria che hanno nel frattempo maturato nuovi servizi o conseguito ulteriori titoli.
Da segnalare il ruolo della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD), introdotta come requisito dal contratto di comparto: è obbligatoria per tutti i profili ad eccezione del collaboratore scolastico. Un elemento che, negli ultimi mesi, ha spinto molti aspiranti a regolarizzare il proprio titolo digitale.
Il prossimo passo: l'Allegato G
Conclusa la valutazione delle domande, gli aspiranti saranno chiamati a compilare l'Allegato G, con cui si indicano le istituzioni scolastiche presso le quali si intende essere convocati, fino a un massimo di 20 preferenze. È una scelta strategica: da essa dipende, in concreto, la possibilità di ricevere convocazioni per supplenze e incarichi. Conviene quindi ragionare per tempo sulle sedi, tenendo conto della distanza, delle esigenze personali e della reale disponibilità di posti nelle diverse scuole.
Riserve e tempi
Tra le tutele previste rientra la riserva del 15% dei posti a favore di chi ha concluso il servizio civile universale o nazionale senza demerito, da dichiarare correttamente in domanda. Le graduatorie definitive vengono di norma pubblicate in tempo per l'avvio dell'anno scolastico: il quadro completo, dunque, dovrebbe delinearsi nel corso dell'estate, in vista delle operazioni di nomina del 2026/27. La cornice generale del reclutamento del personale ATA resta quella definita dal D.Lgs. 297/1994, il Testo Unico della scuola.
E la terza fascia?
Chi non ha ancora maturato i 24 mesi di servizio non rientra in questa procedura, ma potrà guardare al rinnovo delle graduatorie di istituto di terza fascia, atteso nella primavera del 2027 e valido per il triennio 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030. Nel frattempo, la messa a disposizione resta uno strumento per iniziare ad accumulare servizio, pur con un peso ridimensionato dall'obbligo degli interpelli previsto dalla normativa sulle supplenze.
Cosa fare ora
Per gli aspiranti il consiglio è di seguire con attenzione le comunicazioni del proprio Ufficio scolastico provinciale: alla pubblicazione delle graduatorie provvisorie sarà infatti possibile verificare punteggio e posizione e, in caso di errori, presentare reclamo nei termini indicati. Un controllo accurato in questa fase è fondamentale, perché anche una piccola differenza di punteggio può incidere sull'ordine di convocazione e, quindi, sulle concrete possibilità di lavorare nella scuola il prossimo anno.
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