Anche i cedolini di giugno, visibili su NoiPA, non portano con sé gli aumenti del nuovo contratto né gli arretrati attesi da oltre un anno. Per il personale della scuola la parte economica del CCNL "Istruzione e Ricerca" 2025-2027 è stata firmata il 1° aprile scorso, ma il passaggio dei soldi in busta paga resta legato al completamento dell'iter di certificazione. La FLC CGIL parla di circa 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori che attendono ancora il riconoscimento economico.
Perché in busta paga non è arrivato nulla
L'ipotesi di accordo sulla parte economica è stata sottoscritta all'ARAN il 1° aprile 2026 da tutte le principali sigle del comparto — CISL Scuola, FLC CGIL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF — e interessa circa 1,2 milioni di dipendenti tra scuola, università, ricerca e AFAM. Tuttavia, perché aumenti e arretrati arrivino concretamente nei cedolini, l'accordo deve completare il percorso di certificazione previsto per i contratti pubblici. Secondo quanto emerso ai tavoli, l'iter dovrebbe concludersi in tempo utile per la firma definitiva entro giugno.
Quanto vale l'aumento
Secondo le tabelle diffuse dai sindacati, a regime dal 1° gennaio 2027 l'incremento medio del comparto è di circa 137 euro lordi per tredici mensilità, che per il personale docente si traduce in circa 143 euro medi; per il personale ATA l'aumento medio è stimato intorno ai 107 euro. Gli incrementi sono erogati in tre tranche annuali, con decorrenza 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, e sono comprensivi dell'anticipazione IPCA già corrisposta ai sensi dell'articolo 47-bis del D.Lgs. 165/2001.
Gli arretrati: a quanto ammontano
Accanto agli aumenti a regime è previsto il riconoscimento degli arretrati per il periodo gennaio 2025 - giugno 2026. Secondo le stime della FLC CGIL, l'importo medio si aggira intorno agli 800 euro lordi per dipendente, con cifre più alte in alcuni settori del comparto. Si tratta delle somme maturate per la quota di incremento non ancora corrisposta, che dovrebbero essere liquidate una volta perfezionata la firma definitiva.
La parte normativa e i prossimi passi
La parte economica è stata volutamente scorporata da quella normativa per accelerare i tempi. Il confronto sulla parte normativa — relazioni sindacali, lavoro agile, diritti e procedure — è ripreso a maggio e proseguirà all'ARAN il prossimo 24 giugno, a risorse invariate: le parti hanno infatti scelto di destinare tutti gli aumenti alla retribuzione tabellare, per cui le modifiche normative non potranno essere onerose.
Per docenti e personale ATA le prossime settimane sono dunque decisive. La firma definitiva entro giugno è la condizione perché aumenti e arretrati possano comparire nei cedolini, presumibilmente nei mesi successivi al perfezionamento dell'accordo. Il consiglio è monitorare il proprio cedolino su NoiPA e seguire gli aggiornamenti delle organizzazioni sindacali, che hanno già annunciato di voler tenere alta la pressione per accorciare i tempi.