Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha chiesto formalmente al Ministero dell'Istruzione e del Merito di rendere pienamente operativo l'uso della Carta del Docente per i trasporti ferroviari e di estenderne l'utilizzo anche ai biglietti aerei. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di alleggerire il carico economico che grava su migliaia di insegnanti fuori sede, sia precari sia di ruolo, costretti a viaggiare a proprie spese per raggiungere le sedi di servizio in vista dell'imminente avvio dell'anno scolastico 2026/2027.
Il contesto normativo: l'apertura ai trasporti
La possibilità di utilizzare il bonus da 500 euro per le spese di viaggio rappresenta una delle proposte più attese per ampliare le categorie di spesa ammissibili con la Carta del Docente, includendovi proprio i servizi di trasporto di persone. Si tratta di una misura potenzialmente di grande impatto, pensata per dare una risposta concreta alle difficoltà economiche del personale scolastico costretto a lavorare lontano da casa.
Tuttavia, a ridosso del rientro in classe di settembre, il CNDDU evidenzia come non sia ancora possibile procedere a tale utilizzo. Molti docenti, infatti, segnalano l'impossibilità di generare e spendere i buoni per l'acquisto di titoli di viaggio.
Il nodo dei treni e le difficoltà di accreditamento
La prima criticità segnalata riguarda il trasporto su rotaia, in particolare i collegamenti ferroviari a media e lunga percorrenza e l'alta velocità. Al momento, non sono definite le modalità pratiche con cui gli insegnanti possono acquistare i biglietti presso i principali operatori nazionali, come Trenitalia e Italo.
Il CNDDU ritiene prioritario che il Ministero definisca rapidamente le convenzioni e fornisca istruzioni precise e canali di acquisto diretti sulla piattaforma ufficiale. Senza indicazioni certe sullo stato degli accreditamenti dei vettori, la misura rischia di rimanere inutilizzabile proprio nel momento di massimo flusso, ovvero durante i rientri di fine estate.
La proposta: estendere il bonus ai voli per i docenti delle isole
Accanto alla questione dei treni, l'associazione pone l'accento su un problema ancora più stringente: l'esclusione del trasporto aereo. Per una quota significativa di docenti fuori sede – in particolare quelli provenienti dalla Sicilia e dalla Sardegna, o coloro che prestano servizio a grandissima distanza dalla propria regione d'origine – l'aereo non è una scelta di comfort, ma l'unico mezzo di trasporto possibile per ridurre tempi di viaggio altrimenti insostenibili.
Escludere i voli dalla Carta del Docente rischia di creare una disparità di trattamento legata unicamente alla geografia del Paese. Chi risiede nelle isole maggiori, infatti, si trova penalizzato rispetto a chi può usufruire della rete ferroviaria, subendo un rincaro dei prezzi dei biglietti aerei che si fa astronomico in coincidenza con l'inizio delle lezioni, le festività natalizie e quelle pasquali.
L'appello al Ministro Valditara
In vista del rientro in classe, il Coordinamento ha rivolto un sollecito ufficiale al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo un intervento urgente per sbloccare la situation. L'associazione chiede di verificare lo stato di attuazione delle nuove disposizioni e di avviare un dialogo con le società di trasporto e le amministrazioni competenti per garantire la piena operatività della Carta per i treni e valutare l'estensione ai collegamenti aerei.
Per rimanere aggiornati sulle comunicazioni ufficiali riguardanti l'utilizzo del bonus e le relative guide operative, è possibile consultare periodicamente il portale istituzionale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito hashtagsicilia.it.