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NASpI 2026 precari scuola: requisiti, importi e novità da conoscere

NASpI 2026 precari scuola: requisiti, importi e novità da conoscere

Con la fine delle lezioni, migliaia di docenti e ATA precari si avviano verso i mesi senza contratto, in attesa di una nuova supplenza a settembre. Per questo periodo lo strumento di sostegno al reddito è la NASpI, l'indennità di disoccupazione gestita dall'INPS. Per il 2026 l'importo massimo sale a 1.584,70 euro lordi al mese e arriva una novità sull'anticipazione per chi vuole avviare un'attività autonoma. Ecco requisiti, importi e scadenze da non perdere.

A chi spetta

La NASpI, introdotta dal D.Lgs. 22/2015 (Jobs Act), spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Rientrano quindi i precari della scuola con supplenza annuale (al 31 agosto), con contratto fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) o con supplenze temporanee giunte a scadenza: in tutti questi casi la cessazione non è volontaria e dà diritto all'indennità. Restano invece esclusi, in via ordinaria, i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni.

I requisiti

Per ottenere la NASpI occorrono due condizioni: lo stato di disoccupazione involontaria e almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto. Per chi ha lavorato con una supplenza lunga nel corso dell'anno scolastico, il requisito contributivo è in genere ampiamente soddisfatto.

Quanto spetta nel 2026

L'importo si calcola sulla retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni. Fino alla soglia di 1.456,72 euro mensili spetta il 75% della retribuzione; per la parte eccedente si aggiunge il 25%, sempre entro il massimale di 1.584,70 euro lordi, valore aggiornato dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 con la rivalutazione ISTAT. L'indennità è soggetta a tassazione IRPEF, quindi il netto in busta è inferiore al lordo.

La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi. Attenzione al cosiddetto décalage: a partire dal sesto mese di fruizione l'importo si riduce del 3% ogni mese. Per chi al momento della cessazione aveva già compiuto 55 anni, la riduzione scatta dall'ottavo mese.

Quando presentare la domanda

La domanda va inoltrata all'INPS in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, pena la decadenza. Esiste però una finestra più stretta che conviene conoscere: se la domanda è presentata entro 8 giorni dalla cessazione, l'indennità decorre dall'ottavo giorno successivo alla fine del contratto; se viene presentata dopo, decorre dal giorno successivo alla presentazione. In pratica, per un contratto che termina il 30 giugno, presentare la domanda entro l'8 luglio consente di non perdere nemmeno un giorno di indennità. Le informazioni e la procedura sono disponibili sul portale INPS.

La novità 2026: anticipazione in due rate

La principale modifica di quest'anno riguarda la NASpI anticipata, cioè la possibilità di ricevere in un'unica erogazione l'importo residuo dell'indennità per avviare un'attività di lavoro autonomo, una ditta individuale o per entrare in una cooperativa. Dal 1° gennaio 2026, per effetto della Legge di Bilancio, l'anticipazione non viene più liquidata in soluzione unica ma in due rate: una prima tranche pari al 70% subito dopo l'accoglimento della domanda e il restante 30% al termine della durata teorica dell'indennità o, comunque, entro un termine fissato dalla norma. Una novità che incide sulla pianificazione finanziaria di chi pensa di mettersi in proprio durante la disoccupazione.

Lavorare durante la NASpI

È possibile svolgere un'attività lavorativa percependo la NASpI, entro precisi limiti di reddito: 8.500 euro annui per il lavoro dipendente e 5.500 euro per il lavoro autonomo o con partita IVA. In questi casi l'indennità viene ridotta in misura pari all'80% del reddito previsto e occorre comunicarlo all'INPS, in genere entro 30 giorni, tramite l'apposito modello. Superati i limiti, la prestazione decade.

Il consiglio pratico

Per i tanti supplenti che concludono il servizio in queste settimane, la regola d'oro è muoversi per tempo: verificare la data esatta di cessazione, raccogliere la documentazione e presentare la domanda nei primi giorni utili, così da far decorrere l'indennità senza perdere giornate. La NASpI rappresenta, per chi vive l'instabilità del precariato scolastico, un ammortizzatore essenziale nel ponte estivo tra un anno scolastico e l'altro.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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