Vai al contenuto
banner laurea
Immissioni in ruolo 2026: 46.826 posti dopo la mobilità, ora il MEF

Immissioni in ruolo 2026: 46.826 posti dopo la mobilità, ora il MEF

Chiusa la fase della mobilità per il prossimo anno scolastico, il mondo della scuola guarda ora alla partita più attesa dai precari: quella delle immissioni in ruolo 2026/27. Secondo l'elaborazione della FLC CGIL sui dati ministeriali pubblicati dopo i trasferimenti, sono circa 46.826 i posti vacanti tra posto comune e sostegno, distribuiti su tutti i gradi di scuola. Una cifra ampia, ma ancora provvisoria: il numero delle assunzioni a tempo indeterminato che verranno effettivamente disposte non dipende solo dalle cattedre libere, bensì dall'autorizzazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Da dove arriva il dato dei 46.826 posti

Gli esiti della mobilità docenti per il 2026/27 sono stati resi noti il 29 maggio scorso. Sulla base delle disponibilità residuate sull'organico di diritto, la FLC CGIL ha calcolato in 46.826 i posti rimasti liberi dopo trasferimenti, passaggi di ruolo e cessazioni. Si tratta di posti utilizzabili sia per le immissioni in ruolo sia per le supplenze annuali.

Il sindacato stesso precisa che non si tratta di dati definitivi: potrebbero subire variazioni a seguito di rettifiche delle operazioni di mobilità. Per questo è opportuno leggere il numero come una fotografia di partenza, non come il totale delle future assunzioni.

Perché il numero non coincide con le assunzioni

Qui sta il punto più delicato. Avere una cattedra vacante non significa automaticamente poterla coprire con un'assunzione a tempo indeterminato. Il meccanismo prevede che il Ministero dell'Istruzione e del Merito proponga al MEF il contingente di immissioni in ruolo, ma sarà poi quest'ultimo a stabilire quanti posti autorizzare sulla base delle valutazioni economiche e della sostenibilità finanziaria. È il cosiddetto contingente annuale delle immissioni in ruolo.

Solo dopo questo doppio passaggio – richiesta del Ministero e via libera del MEF – si conoscerà quante delle cattedre vacanti verranno effettivamente trasformate in posti di ruolo per il 2026/27. La cornice che disciplina le assunzioni nel pubblico impiego, e quindi anche l'autorizzazione del contingente, fa capo al D.Lgs. 165/2001 sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.

Come vengono ripartiti i posti

La ripartizione resta quella consolidata: il 50% dei posti destinati alle immissioni viene assegnato ai concorsi e alle graduatorie di merito, l'altro 50% alle graduatorie ad esaurimento (GaE). Per il 2026/27 vale inoltre una regola precisa sul cosiddetto posto dispari: quando il numero non si divide in modo esatto, la cattedra residua viene assegnata alle immissioni in ruolo. Il quadro normativo delle assunzioni a tempo indeterminato del personale docente trova il proprio riferimento nella Legge 107/2015.

Una quota rilevante delle disponibilità riguarda il sostegno, settore in cui il fabbisogno resta strutturalmente elevato e dove la copertura dei posti vacanti incide direttamente sulla continuità didattica degli alunni con disabilità.

Il calendario delle altre operazioni

Le immissioni in ruolo si inseriscono in un calendario fitto. Dopo gli esiti della mobilità docenti del 29 maggio, restano in corso le procedure per le altre categorie di personale: per il personale educativo gli esiti della mobilità erano attesi il 4 giugno, mentre per il personale ATA la pubblicazione è prevista per il 12 giugno. Sul fronte ATA è inoltre in fase di elaborazione la graduatoria delle posizioni economiche.

Gli Uffici scolastici regionali stanno pubblicando, regione per regione, le tabelle delle disponibilità nelle singole scuole, al netto di eventuali esuberi. È in questa fase che molti aspiranti confrontano i posti rimasti liberi con le proprie graduatorie di riferimento.

Cosa fare in attesa dell'autorizzazione

Per i precari in attesa di stabilizzazione il consiglio operativo è non confondere i diversi numeri in circolazione: i posti banditi dei concorsi rappresentano una programmazione del fabbisogno distribuita su più anni; le disponibilità dopo la mobilità sono le cattedre attualmente libere; i posti autorizzati saranno solo quelli sui quali il MEF darà il via libera. Tenere distinti questi piani evita sia allarmismi sia aspettative eccessive.

In concreto, conviene verificare con attenzione la propria posizione nelle graduatorie utili, monitorare le comunicazioni degli USR e tenere pronta la documentazione, così da non perdere tempo quando partiranno le convocazioni. Il presupposto resta uno: tutto si delineerà davvero soltanto con la pubblicazione del decreto autorizzativo del contingente. Le assunzioni dovranno comunque concludersi in tempo utile per la presa di servizio, fissata di norma al 1° settembre.

Nelle prossime settimane il passaggio chiave sarà dunque la trasmissione della richiesta del Ministero al MEF e la successiva firma del decreto. Da lì in avanti si saprà quanti dei 46.826 posti diventeranno cattedre di ruolo e quanti, invece, finiranno nel circuito delle supplenze annuali da graduatoria.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

Normativa scolastica Graduatorie GPS Concorsi docenti

Segui NewsIstruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola