Conclusa la fase dei trasferimenti definitivi, si apre per i precari della scuola la stagione delle assunzioni a tempo indeterminato. Dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità dei docenti, avvenuta venerdì 29 maggio, gli Uffici scolastici stanno diffondendo gli elenchi dei posti rimasti vacanti che potranno essere destinati alle immissioni in ruolo 2026/2027. Le prime ricognizioni indicano un dato vicino ai 47.000 posti a livello nazionale, ma il numero effettivo delle assunzioni resta tutto da definire.
I posti liberi dopo la mobilità
Secondo le stime riportate dalla stampa di settore e ricavate dagli avvisi provinciali, i posti complessivamente disponibili sarebbero circa 46.800, calcolati al netto degli accantonamenti. Si tratta delle cattedre rimaste scoperte una volta concluse le operazioni di mobilità, che quest'anno hanno seguito un calendario scaglionato: i docenti il 29 maggio, il personale educativo il 4 giugno e il personale ATA atteso per venerdì 12 giugno.
Il meccanismo è quello consueto: nella terza fase dei movimenti del personale docente, relativa ai trasferimenti interprovinciali e alla mobilità professionale, i posti vacanti vengono ripartiti in misura del 50% tra mobilità e immissioni in ruolo. Per il 2026/2027, l'eventuale posto in eccedenza nella divisione viene assegnato alle assunzioni.
Perché il numero non è ancora definitivo
Avere quasi 47.000 posti liberi non significa che verranno coperti tutti con contratti a tempo indeterminato. Il passaggio decisivo è duplice: prima il Ministero dell'Istruzione e del Merito formula la richiesta di autorizzazione, poi spetta al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) stabilire quante assunzioni autorizzare, sulla base della sostenibilità finanziaria. È il cosiddetto contingente, che negli ultimi anni è arrivato tra la fine di giugno e le prime settimane di luglio.
Le assunzioni nel pubblico impiego, comprese quelle della scuola, restano infatti soggette alla programmazione e all'autorizzazione previste dal quadro normativo sul D.Lgs. 165/2001. Non di rado, negli anni recenti, il contingente autorizzato è risultato inferiore al totale delle cattedre disponibili, anche per l'assenza di candidati nelle graduatorie utili in determinate classi di concorso.
Il doppio canale: GaE e concorsi
Una volta noto il contingente, le immissioni in ruolo seguiranno il meccanismo del doppio canale previsto dal Testo Unico della scuola, il D.Lgs. 297/1994: il 50% dei posti è riservato alle Graduatorie ad Esaurimento (GaE) e il 50% alle graduatorie dei concorsi, laddove le GaE siano ancora presenti. Dove le GaE risultano esaurite, la quota corrispondente confluisce sul canale concorsuale.
Il nodo del concorso PNRR3
A pesare sui tempi sarà anche il concorso PNRR3, bandito con i DD.DD.GG. n. 2938 e n. 2939 del 9 ottobre 2025 per complessivi 58.135 posti, comuni e di sostegno, su infanzia, primaria e secondaria. Le graduatorie di merito dovrebbero essere approvate, secondo l'atto di indirizzo del Ministero, entro il 30 giugno: una scadenza legata anche agli obiettivi del PNRR, che fissa per il 2026 il target delle assunzioni con il nuovo reclutamento. La pubblicazione tempestiva delle graduatorie è quindi la condizione per poterle utilizzare già nelle nomine di quest'estate.
Tempi e prossimi passaggi
Il quadro reale delle assunzioni 2026/2027 inizierà a delinearsi soltanto dopo l'autorizzazione del contingente da parte del MEF. A quel punto gli Uffici scolastici renderanno note le ripartizioni dei posti per provincia e classe di concorso, e prenderanno avvio le operazioni vere e proprie, tradizionalmente concentrate tra luglio e agosto, con presa di servizio fissata al 1° settembre 2026.
Per i precari interessati, l'indicazione pratica è monitorare i siti degli Uffici scolastici provinciali, dove vengono pubblicati gli elenchi dei posti disponibili, e tenere aggiornata la propria posizione nelle graduatorie di riferimento. NewsIstruzione.it seguirà la pubblicazione del contingente e l'avvio delle nomine non appena gli atti saranno ufficiali.
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