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TFA sostegno XI ciclo: 30.241 posti, prove a luglio

08 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Cresce l'attesa per l'XI ciclo del TFA sostegno. Con la Nota n. 4660 del 14 aprile 2026 il Ministero dell'Università e della Ricerca ha fissato in 30.241 il fabbisogno nazionale di posti per i percorsi di specializzazione sul sostegno. Manca però ancora il decreto di autorizzazione agli atenei: solo dopo la sua pubblicazione le Università potranno far partire i bandi, con le prove preselettive attese nel mese di luglio.

I numeri e l'iter: 30.241 posti, manca il decreto

Le Università interessate hanno avuto tempo fino al 7 maggio per inserire nella banca dati ministeriale le proprie proposte di attivazione, suddivise per grado di scuola. Conclusa questa fase, si attende il decreto ministeriale con la ripartizione definitiva dei posti e le date ufficiali. È un passaggio decisivo: prima del provvedimento gli atenei non possono pubblicare i bandi e i candidati non hanno certezze sulle scadenze delle domande né sul calendario delle prove.

Va inoltre ricordato che la nota ministeriale ha definito un fabbisogno complessivo, mentre i numeri indicati da alcune università nelle settimane scorse rappresentano richieste avanzate dagli stessi atenei, non ancora definitive in attesa dell'autorizzazione. Per la secondaria di secondo grado, in particolare, la nota iniziale non prevedeva uno specifico contingente, sebbene diversi atenei abbiano chiesto l'attivazione di posti.

Bandi a giugno, preselettive a luglio

Una volta pubblicato il decreto, ciascun ateneo procederà con il proprio bando, che conterrà date di apertura e chiusura delle domande, quota di iscrizione (in genere tra 50 e 200 euro) e modalità telematiche di presentazione. Le scadenze non saranno simultanee: ogni università gestisce autonomamente il calendario, nel rispetto della data nazionale delle preselettive.

Le prove preselettive, secondo le tempistiche al momento più probabili, dovrebbero svolgersi a luglio con calendario unico nazionale, differenziato per ordine e grado di scuola; l'avvio dei corsi è atteso a settembre 2026, con conclusione del percorso entro giugno 2027. La preselettiva non è un test di cultura generale: verifica competenze linguistiche e di comprensione del testo, competenze didattiche e pedagogiche e la conoscenza della normativa sull'inclusione, a partire dal decreto legislativo 66 del 2017. Accede alla prova scritta, di norma, un numero di candidati pari al doppio dei posti banditi.

Chi può partecipare: i requisiti per grado di scuola

I requisiti di accesso variano in base al grado per cui ci si intende specializzare. Per la scuola dell'infanzia e primaria serve la laurea in Scienze della Formazione Primaria (o titolo equiparato). Per la secondaria di primo e secondo grado occorre l'abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure una laurea magistrale o a ciclo unico coerente con la classe di concorso e completa di tutti i CFU previsti dal DPR 19/2016.

Per gli insegnanti tecnico-pratici (ITP) resta valida la norma transitoria che, fino al 31 dicembre 2026, consente l'accesso con il solo diploma idoneo all'insegnamento della specifica classe di concorso. I candidati possono presentare domanda in più atenei per gradi diversi, ma non per lo stesso grado in due sedi: una scelta che va ponderata leggendo con attenzione ogni bando, anche in relazione ai posti disponibili e alle modalità di frequenza.

Come prepararsi e cosa tenere d'occhio

In attesa del decreto, il consiglio per gli aspiranti è di non perdere tempo: la struttura delle prove è rimasta nel tempo sostanzialmente stabile e iniziare a esercitarsi prima della pubblicazione dei bandi rappresenta un vantaggio concreto, vista la selettività della preselettiva. Utile rivedere le teorie psicopedagogiche, le metodologie didattiche, la normativa sull'inclusione e le competenze linguistiche.

Sul piano operativo, conviene monitorare i siti ufficiali degli atenei e i canali del MUR, predisporre per tempo SPID e documentazione e verificare i requisiti per il grado prescelto. Il TFA sostegno resta una delle opportunità più rilevanti per chi punta alla specializzazione e, in prospettiva, alla stabilizzazione: arrivare preparati alle scadenze, che si annunciano ravvicinate, farà la differenza.

Tags: precariato sostegno TFA sostegno
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