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Scuola

Supplenze sostegno: la scuola va messa come prima preferenza?

26 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Per ottenere la conferma sul posto di sostegno non è obbligatorio indicare la scuola dell'anno scorso come prima preferenza nella domanda delle 150 sedi. Lo ha chiarito in questi giorni Chiara Cozzetto, segretaria generale ANIEF, rispondendo a uno dei dubbi più ricorrenti tra i supplenti: la continuità didattica viaggia su un binario proprio, dentro una sezione dedicata della stessa istanza, e non dipende dal posto che quella scuola occupa nell'elenco delle preferenze.

Il chiarimento arriva a ridosso della scadenza: la domanda si presenta su Istanze Online (POLIS) e le funzioni restano aperte fino alle ore 14 di mercoledì 29 luglio. Chi ha compilato di fretta, o ha stravolto l'ordine delle sedi per "proteggere" la continuità, ha ancora qualche giorno per rimettere mano all'istanza.

Due procedure diverse dentro la stessa domanda

La confusione nasce dal fatto che l'istanza estiva raccoglie più procedure insieme. Una cosa è la conferma sul sostegno, che parte dalla richiesta della famiglia dell'alunno con disabilità, passa dal dirigente scolastico e dal GLO e si chiude con l'espressione di volontà del docente in una sezione apposita del modello. Altra cosa sono le 150 preferenze, cioè l'elenco di scuole, comuni e distretti su cui si concorre alle supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche.

Le regole di entrambe stanno nell'ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, che all'articolo 13 disciplina proprio le conferme sui posti di sostegno. Le indicazioni operative sono poi state dettagliate dal Ministero con le note del 26 marzo e del 6 maggio 2026. In nessuno di questi testi compare l'obbligo di collocare la sede della continuità in cima alla lista.

Attenzione però: le preferenze non sono ininfluenti

Qui sta il punto che rischia di sfuggire. La conferma non è automatica e non scatta per il solo fatto che la famiglia l'ha chiesta: perché venga disposta servono due condizioni. La prima è che il posto sia ancora libero dopo mobilità, immissioni in ruolo, assegnazioni provvisorie e utilizzazioni. La seconda è che il docente risulti "nominabile" nel cosiddetto bollettino zero, cioè che abbia titolo a una nomina in base al punteggio e — questo è il passaggio decisivo — in base alle preferenze che ha effettivamente espresso in domanda.

Come spiega la nota ministeriale del 26 marzo 2026, l'ufficio scolastico verifica che il docente abbia titolo a una qualsiasi nomina su uno dei posti disponibili nell'ambito delle procedure di conferimento delle supplenze. Se in quella simulazione il docente non risulta nominabile per nessuna delle sedi indicate, la conferma non può essere assegnata. Tradotto: la scuola della continuità non deve stare al primo posto, ma una lista di preferenze troppo corta o troppo selettiva può far saltare la conferma, anche con il posto libero e la richiesta della famiglia già acquisita.

Pesa allo stesso modo la tipologia di contratto indicata nella sezione dedicata alla continuità. Chi dichiara di accettare soltanto un incarico al 31 agosto rischia di restare fuori se nella scuola risulta disponibile solo un posto al 30 giugno, o uno spezzone. È una scelta da fare a occhi aperti, non da spuntare in automatico.

La scelta di luglio è definitiva

Va ricordato che il "sì" espresso adesso è vincolante. Se tutte le condizioni si realizzano, il docente viene confermato sul posto dell'anno precedente e viene escluso dalle successive operazioni di conferimento delle supplenze, interpelli compresi. Chi invece dice "no" resta in gioco per le nomine ordinarie da GaE e GPS e per le graduatorie d'istituto, senza penalizzazioni. La sezione, in ogni caso, compare solo ai docenti già inseriti nella platea dei confermabili dopo i passaggi di primavera: chi non la vede non deve cercarla altrove.

Un'ultima avvertenza sul resto della domanda: l'algoritmo scorre le preferenze nell'ordine esatto in cui sono state inserite e si ferma alla prima soluzione utile. Non confronta le sedi tra loro, non torna sui propri passi per cercare qualcosa di meglio. Per questo l'ordine conta moltissimo per le supplenze ordinarie, anche se non conta per la continuità.

Come non sbagliare la compilazione

Se la lista è lunga, se si concorre su più classi di concorso o se la posizione in graduatoria è incerta, vale la pena farsi affiancare. Chi preferisce non rischiare può rivolgersi a un servizio a pagamento come la compilazione 150 scuole di madscuola.it, in cui un consulente esperto costruisce l'elenco delle preferenze insieme al docente. Non è un servizio gratuito, ma su una domanda che decide un anno intero di lavoro può essere una spesa ragionata.

Da ricordare: la sede della continuità non va messa per forza al primo posto e la conferma non passa dall'ordine dell'elenco; le 150 preferenze vanno però compilate con la stessa cura di chi punta a una supplenza ordinaria, perché è da lì che si misura la nominabilità; la tipologia di contratto scelta nella sezione continuità può fare la differenza; la domanda si chiude alle ore 14 del 29 luglio su Istanze Online.

Tags: sostegno GPS scuola supplenze
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