Si apre la stagione delle immissioni in ruolo dei docenti per il 2026/27. Dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità, avvenuta il 29 maggio, restano vacanti quasi 47mila cattedre (46.826 secondo i conteggi diffusi dai sindacati). È il bacino da cui potranno arrivare le nuove assunzioni a tempo indeterminato, ma il numero effettivo non è ancora certo: l'ultima parola spetta al Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Quanti sono i posti dopo la mobilità
La chiusura dei trasferimenti e dei passaggi di ruolo del personale già di ruolo è il passaggio preliminare che determina i posti disponibili per i precari. Nella terza fase dei movimenti — trasferimenti interprovinciali e mobilità professionale — i posti vacanti vengono ripartiti al 50% tra mobilità e immissioni in ruolo, con l'eventuale posto dispari assegnato alle assunzioni. Gli Uffici Scolastici, provinciali e regionali, stanno pubblicando in questi giorni gli elenchi delle disponibilità nelle varie province, al netto degli accantonamenti.
I numeri, però, vanno letti con cautela: la cifra complessiva indica le cattedre potenzialmente libere, non le assunzioni che verranno effettivamente autorizzate. La distribuzione tra ordini e gradi di scuola è stata elaborata dalle organizzazioni sindacali sulla base dei dati ministeriali.
Perché l'ultima parola spetta al MEF
Anche in presenza di cattedre libere, le assunzioni a tempo indeterminato devono essere autorizzate annualmente dal Ministero dell'Economia attraverso il cosiddetto contingente delle immissioni in ruolo. In altre parole, il Ministero dell'Istruzione propone il fabbisogno, ma è il MEF a stabilire quante immissioni autorizzare, sulla base delle valutazioni economiche e di sostenibilità finanziaria. Per questo, pur a fronte di quasi 47mila posti, non è possibile affermare oggi che tutte le cattedre saranno coperte con contratti stabili.
Negli ultimi anni il contingente autorizzato è risultato spesso inferiore alle disponibilità, anche per la mancanza di candidati nelle graduatorie utili. La situazione reale, dunque, si delineerà solo dopo l'autorizzazione ufficiale del contingente e la pubblicazione delle istruzioni operative.
Da dove arriveranno le assunzioni
Il reclutamento, secondo l'impianto definito dalla legge 107 del 2015, segue il doppio canale: una quota dalle Graduatorie ad Esaurimento (GaE) e una dalle graduatorie dei concorsi. Tra queste ultime rientrano anche le graduatorie del concorso PNRR3, i cui posti sono programmati fino al 2028 e potranno quindi essere utilizzati anche negli anni successivi al 2026/27.
A queste si aggiungono le nomine finalizzate al ruolo dalla prima fascia delle GPS sostegno e, dove previste, le procedure semplificate come la mini call veloce per coprire i posti residui. L'esatta destinazione dei posti dipenderà dalle domande presentate al Ministero dell'Istruzione e dalle autorizzazioni complessive.
Tempi e consigli per gli aspiranti
Le immissioni in ruolo sono attese, come di consueto, tra luglio e agosto, a ridosso dell'avvio del nuovo anno scolastico e dopo l'autorizzazione del contingente da parte del MEF. Nelle prossime settimane gli Uffici Scolastici completeranno il quadro delle disponibilità provinciali e regionali; solo allora si conoscerà il numero definitivo dei posti destinati alle assunzioni.
Agli aspiranti conviene monitorare con regolarità gli avvisi degli Uffici Scolastici territoriali e controllare la propria posizione nelle GaE e nelle graduatorie concorsuali, verificando per tempo titoli e preferenze. Una preparazione attenta della documentazione e l'attenzione alle scadenze restano gli strumenti migliori per non perdere eventuali opportunità di nomina nella fase estiva.