Mentre l'anno scolastico volge al termine, gli Uffici scolastici sono al lavoro sugli organici di diritto del personale docente per il 2026/27: la dotazione stabile di posti su cui si reggono titolarità, mobilità, immissioni in ruolo e supplenze. È in questa fase che, in diverse province, emergono anche le situazioni di soprannumero, con l'individuazione dei docenti perdenti posto. Un passaggio tecnico ma decisivo, che incide sulla vita professionale di migliaia di insegnanti e sull'organizzazione delle scuole per il prossimo anno.
Che cos'è l'organico di diritto
L'organico di diritto è la dotazione di posti assegnata in via "stabile" a ciascuna scuola e a ciascuna provincia, definita prima dell'avvio dell'anno scolastico. Rappresenta la base su cui vengono calcolati i posti comuni e di sostegno, le cattedre disponibili e le situazioni di esubero. La sua determinazione segue criteri fissati dalla normativa, in particolare dal decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, che disciplina la riorganizzazione delle dotazioni organiche.
Si tratta del primo tassello di una sequenza di operazioni: dall'organico di diritto dipendono infatti i posti che alimenteranno la mobilità, le assunzioni a tempo indeterminato e, a cascata, le supplenze annuali. Per questo la sua definizione è seguita con attenzione da docenti e sindacati.
La nota ministeriale e la tempistica
Le istruzioni operative per la determinazione degli organici del personale docente ed educativo per il 2026/27 sono state fornite dal Ministero dell'Istruzione e del Merito con un'apposita nota dello scorso aprile. Il documento ha indicato agli Uffici scolastici regionali criteri e modalità per la costruzione delle dotazioni, nel rispetto dei vincoli complessivi sul numero di posti.
Sulla base di queste indicazioni, gli Uffici stanno completando le operazioni in queste settimane, in tempo utile rispetto alle successive fasi di mobilità e immissione in ruolo. Le indicazioni di dettaglio e gli atti applicativi sono pubblicati sui canali del Ministero dell'Istruzione e del Merito e degli Uffici scolastici territoriali.
I docenti soprannumerari e i perdenti posto
Uno degli effetti più delicati della definizione degli organici riguarda i cosiddetti docenti soprannumerari, o perdenti posto. Si tratta degli insegnanti che, a seguito della riduzione o della riorganizzazione delle cattedre nella propria scuola, risultano in esubero rispetto ai posti disponibili.
In diverse province gli Uffici stanno pubblicando le individuazioni dei soprannumerari per ciascun grado di istruzione. Per i docenti coinvolti, la condizione di perdente posto comporta il coinvolgimento nelle operazioni di mobilità d'ufficio, con possibili trasferimenti verso altre sedi. È una situazione che genera comprensibile preoccupazione, soprattutto laddove le contrazioni di organico si concentrano su specifiche classi di concorso.
Il legame con mobilità, ruolo e supplenze
L'organico di diritto non è un dato fine a sé stesso: è il presupposto delle principali operazioni che caratterizzeranno l'estate. Una volta definita la dotazione e individuati gli eventuali esuberi, il quadro dei posti effettivamente disponibili confluisce nelle procedure di mobilità, di cui gli esiti del personale docente sono già stati resi noti, e poi nelle immissioni in ruolo attese nelle prossime settimane.
I posti che residueranno dopo queste operazioni andranno infine ad alimentare le supplenze annuali, che saranno attribuite a partire dalle graduatorie provinciali. È questa la ragione per cui i precari guardano con attenzione all'organico: dalla sua consistenza dipende, in larga parte, la disponibilità di cattedre per l'anno scolastico 2026/27.
Organico di diritto e organico di fatto
Va infine ricordata la distinzione tra organico di diritto e organico di fatto. Il primo è la dotazione stabile definita ora; il secondo è l'adeguamento che viene effettuato a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico, in genere tra fine agosto e settembre, per tener conto delle situazioni reali, come le variazioni del numero di alunni o l'attivazione di posti in deroga sul sostegno.
Per docenti titolari e aspiranti supplenti, il consiglio è seguire le comunicazioni del proprio Ufficio scolastico territoriale, dove vengono pubblicati gli atti relativi a organici e soprannumerari. Si tratta di un percorso fatto di passaggi tecnici, ma con ricadute molto concrete: dalla sede di servizio per i titolari alle possibilità di nomina per i precari. Nelle prossime settimane il quadro si farà più chiaro, man mano che alle dotazioni di diritto seguiranno mobilità, ruoli e, in autunno, l'organico di fatto.