Un docente precario escluso dalle nomine dall'algoritmo delle Graduatorie provinciali per le supplenze ha diritto alla supplenza annuale che gli era stata negata, al recupero del punteggio e alle differenze retributive maturate. Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Rimini, resa nota lo scorso 5 giugno, che torna a mettere sotto la lente il funzionamento del sistema informatizzato di attribuzione degli incarichi. Una pronuncia destinata a far discutere, perché interviene proprio nel periodo in cui i docenti si preparano alla domanda per le supplenze del prossimo anno scolastico.
Il caso deciso dal Tribunale di Rimini
Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, il giudice del lavoro ha riconosciuto le ragioni di un insegnante inserito nelle GPS con un punteggio superiore a quello di colleghi che avevano invece ottenuto l'incarico nelle precedenti tornate di nomina. L'amministrazione è stata condannata a riconoscere all'aspirante la supplenza, il corretto punteggio e gli arretrati corrispondenti alle differenze retributive.
Il nodo riguarda il modo in cui l'algoritmo aveva trattato la posizione del candidato: l'aspirante era stato considerato automaticamente rinunciatario per non aver espresso tutte le preferenze disponibili e, di conseguenza, era stato escluso dai turni di nomina successivi, scavalcato da candidati con punteggio inferiore.
Il meccanismo del "non ritorno" sotto accusa
La vicenda chiama in causa un aspetto da anni al centro del contenzioso scolastico: il cosiddetto meccanismo del "non ritorno". Negli anni passati, una volta esaminata la posizione di un candidato, se il software non trovava posti disponibili tra le preferenze espresse passava semplicemente all'aspirante successivo. Se un posto di interesse si fosse liberato in un momento successivo, ad esempio per una rinuncia, l'algoritmo non tornava indietro a riconsiderare chi era già stato "saltato".
È proprio da questa impostazione che sono nati negli anni numerosi ricorsi, in più casi accolti dai giudici del lavoro. La decisione del Tribunale di Rimini si inserisce in questo filone, ribadendo che l'esclusione di un aspirante meglio collocato in graduatoria, a vantaggio di candidati con punteggio più basso, non è compatibile con i principi di corretto scorrimento delle graduatorie che regolano le supplenze ai sensi della legge 3 maggio 1999, n. 124.
Cosa prevede ora l'algoritmo con l'OM 27/2026
La buona notizia per i precari è che il difetto contestato dovrebbe essere superato già a partire dalle nomine del prossimo anno scolastico. L'Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, che disciplina le supplenze per gli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028, ha introdotto il meccanismo del cosiddetto "ripescaggio": gli aspiranti non soddisfatti nei primi turni di nomina vengono recuperati per le disponibilità sopravvenute, anche per effetto di rinunce, senza essere considerati definitivamente rinunciatari.
In altri termini, l'algoritmo "torna indietro": le disponibilità che si determinano successivamente diventano oggetto di ulteriori fasi di attribuzione delle supplenze a favore di chi era utilmente collocato in graduatoria e non aveva ricevuto un incarico in base alle preferenze espresse. Si tratta di una modifica auspicata da tempo da docenti e organizzazioni sindacali e valida sia per le GaE sia per le GPS.
Le ricadute per i precari in vista delle supplenze 2026/27
La pronuncia ha quindi un doppio valore. Da un lato conferma che, per gli incarichi assegnati con le regole precedenti, chi è stato penalizzato dal meccanismo del "non ritorno" può rivolgersi al giudice del lavoro per ottenere il riconoscimento del posto, del punteggio e degli arretrati. Dall'altro segnala l'importanza delle scelte che i docenti compiranno nelle prossime settimane.
La domanda per le 150 preferenze, con cui si partecipa all'assegnazione delle supplenze al 31 agosto e al 30 giugno, è attesa dal 16 al 29 luglio 2026 sulla piattaforma POLIS – Istanze online. Anche con il nuovo "ripescaggio", restano centrali la corretta indicazione delle sedi, la disponibilità agli spezzoni e le opzioni di completamento: una compilazione attenta riduce il rischio di restare esclusi dalle nomine. Per chi ritiene di essere stato danneggiato nelle tornate passate, la sentenza di Rimini conferma che la via del ricorso resta percorribile, possibilmente con il supporto di un'organizzazione sindacale o di un legale.
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