Mancano pochi giorni alla Maturità 2026, che prenderà il via giovedì 18 giugno alle ore 8:30 con la prima prova scritta di italiano. Per circa mezzo milione di studenti — oltre 527.000 candidati secondo le stime diffuse — sarà la prima edizione "a regime" della riforma dell'esame di Stato, con commissioni più snelle, un colloquio orale ridisegnato e regole più stringenti sul suo svolgimento. Giovedì 4 giugno scorso, intanto, il Ministero ha reso noti i nomi dei commissari esterni.
Il calendario delle prove
Le date sono fissate dall'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, che disciplina organizzazione e modalità dell'esame conclusivo del secondo ciclo. La prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi e dedicata alla lingua italiana, si terrà giovedì 18 giugno con una durata massima di sei ore. Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, è in programma la seconda prova, incentrata sulle discipline che caratterizzano ciascun corso di studio.
Una terza prova scritta è prevista solo per alcuni percorsi specifici — gli istituti con indirizzi EsaBac ed EsaBac techno e i licei con sezioni a opzione internazionale cinese, spagnola e tedesca — ed è calendarizzata per giovedì 25 giugno. I colloqui orali, invece, potranno partire da lunedì 22 giugno. Per chi non potrà sostenere le prove nelle date ordinarie, le sessioni suppletive sono fissate per il 1°, il 2 e il 7 luglio. Le commissioni si riuniranno in seduta plenaria di insediamento martedì 16 giugno, sempre alle 8:30, nell'istituto di assegnazione.
Commissioni più snelle e commissari esterni
Tra le novità più visibili c'è la nuova composizione delle commissioni. Ogni commissione è costituita per due classi e risulta "mista": il presidente è esterno, mentre i quattro commissari sono per metà interni e per metà esterni, per un totale di cinque membri. Si tratta di un assetto più ridotto rispetto ai sette componenti complessivi delle edizioni precedenti.
I nomi dei commissari esterni e dei presidenti sono stati pubblicati giovedì 4 giugno sul motore di ricerca del Ministero e sui siti degli Uffici scolastici regionali, dopo che nei giorni precedenti il servizio era rimasto in manutenzione. L'abbinamento dei commissari alle discipline è definito dal decreto ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026, lo stesso provvedimento che ha individuato le materie della seconda prova e quelle oggetto del colloquio.
Il nuovo colloquio sulle quattro discipline
Il cambiamento più rilevante riguarda la prova orale. Con la riforma introdotta dal decreto-legge 127/2025, poi convertito in legge, il colloquio non spazia più su tutte le materie dell'ultimo anno ma si concentra sulle quattro discipline individuate dal Ministero. Il candidato conosce quindi in anticipo il perimetro disciplinare della prova, mentre la commissione costruisce il colloquio entro riferimenti definiti.
L'altro nodo è l'obbligatorietà sostanziale dell'orale. Secondo l'impianto fissato dall'ordinanza, l'esame si considera validamente sostenuto solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove, colloquio compreso: chi si sottrae al colloquio, di fatto, mette a rischio il superamento dell'esame, anche quando il punteggio degli scritti e del credito sarebbe sufficiente. È una risposta diretta ai casi di "scena muta" registrati nelle scorse edizioni. Il colloquio mantiene comunque l'attenzione alla formazione scuola-lavoro e all'educazione civica.
Ammissione, punteggio e bonus
Restano confermati i requisiti di ammissione per i candidati interni: frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, partecipazione alle prove e una valutazione del comportamento non inferiore a sei decimi. In caso di condotta pari a sei, il consiglio di classe assegna un elaborato critico in materia di cittadinanza da discutere durante il colloquio; con una valutazione inferiore al sei scatta invece la non ammissione.
Il punteggio finale combina il credito scolastico maturato nel triennio e i risultati delle prove, con un minimo di 60/100 per il superamento e la possibilità di ottenere la lode. Cambia anche la soglia per il punteggio integrativo: la commissione può assegnare fino a tre punti aggiuntivi ai candidati che raggiungono almeno 90 punti complessivi, e non più 97 come in passato.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Per le scuole è una fase di adempimenti serrati. Dopo l'apertura, dal 4 giugno, delle funzioni sul portale SIDI per la trasmissione dei dati dei candidati, a ridosso dell'avvio dell'esame entrerà in gioco l'applicativo "Commissione Web", strumento digitale per la gestione delle attività d'esame dall'insediamento agli adempimenti finali. Le indicazioni operative e la modulistica sono disponibili sul portale ufficiale del Ministero dedicato agli esami.
Per gli studenti, il consiglio è di verificare la composizione della propria commissione e di concentrare la preparazione sulle quattro discipline indicate, senza trascurare il documento del consiglio di classe del 15 maggio, che resta il riferimento per costruire il colloquio. Per le famiglie, infine, vale la pena tenere a mente le date delle prove suppletive, utili in caso di assenze giustificate. Con la prima campanella del 18 giugno si apre così la prova che chiude il percorso scolastico di oltre mezzo milione di ragazze e ragazzi.
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