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Filiera 4+2: dal prossimo settembre 532 nuovi percorsi

Filiera 4+2: dal prossimo settembre 532 nuovi percorsi

Dal prossimo settembre la filiera formativa tecnologico-professionale, il cosiddetto modello "4+2", entra stabilmente nell'offerta del secondo ciclo di istruzione. Con i decreti degli Uffici scolastici regionali si è conclusa la fase di autorizzazione dei percorsi quadriennali per il 2026/27: sono 532 i nuovi percorsi approvati, che si aggiungono a quelli già avviati in via sperimentale negli ultimi due anni scolastici.

Da sperimentazione a ordinamento

Il passaggio chiave è normativo. L'articolo 2 del decreto-legge 127/2025, convertito nella legge 164/2025, ha modificato l'articolo 25-bis del decreto-legge 144/2022, stabilendo che, a partire dall'anno scolastico 2026/2027, i percorsi della filiera tecnologico-professionale rientrino a pieno titolo nell'offerta formativa del secondo ciclo. Le modalità operative per l'attivazione sono state poi definite dal decreto ministeriale n. 221 del 14 novembre 2025.

Fino a oggi questi percorsi erano stati attivati soltanto in forma sperimentale: con l'ingresso ordinamentale, la filiera diventa una componente stabile del sistema di istruzione e formazione.

I numeri: 532 percorsi, oltre 700 scuole

Secondo i dati relativi alle autorizzazioni, i nuovi percorsi quadriennali approvati per il 2026/27 sono 532. Circa 400 sono le scuole che per la prima volta contemplano un'offerta di questo tipo, mentre il totale degli istituti che propongono percorsi quadriennali sale a oltre 700, comprendendo anche quelli già coinvolti nella fase sperimentale dei due anni precedenti. Le istituzioni già autorizzate per la sperimentazione non hanno infatti dovuto ripresentare la candidatura per la medesima tipologia di percorso.

Come funziona il modello 4+2

Il modello prevede un percorso di quattro anni di istruzione tecnica o professionale, seguito da due anni presso un ITS Academy. Sul piano didattico, le ore previste per il quinto anno nell'ordinamento tradizionale vengono ridistribuite nei quattro anni, con un aumento delle attività laboratoriali e l'introduzione di ore di compresenza e potenziamento. A queste si aggiungono le cosiddette "attività di filiera", svolte in collaborazione con gli ITS Academy e con le aziende partner del territorio.

L'area di istruzione generale resta comune a tutti gli indirizzi, a garanzia di una formazione di base solida. Il Ministero ha precisato che il nuovo assetto non comporta una riduzione dell'organico docente, ma una sua riorganizzazione interna.

Cosa cambia per studenti e famiglie

Per gli studenti, la filiera consente di conseguire il diploma in quattro anni, come già avviene in molti Paesi europei, mantenendo poi un canale di proseguimento naturale verso l'istruzione terziaria professionalizzante. Il punto di forza dichiarato è il collegamento stretto con il mondo del lavoro: gli ITS Academy registrano tassi di occupazione tra i più elevati del panorama formativo. La scelta, però, va valutata con attenzione, perché comporta un percorso più intenso e fortemente orientato alla pratica laboratoriale.

L'avvio riguarderà le classi prime a partire da settembre 2026, con introduzione graduale negli anni successivi.

Una riforma che cresce

L'ingresso ordinamentale della filiera si accompagna a investimenti dedicati: oltre alle risorse per gli ITS Academy, per il 2026 sono previsti finanziamenti specifici per l'attivazione dei campus della filiera tecnologico-professionale, da erogare alle Regioni dopo l'approvazione dei piani di fattibilità. Per le famiglie e gli studenti che si orienteranno verso l'istruzione tecnica e professionale, la novità rappresenta un'opzione in più nell'offerta del secondo ciclo. I prossimi mesi diranno come i nuovi percorsi si distribuiranno sul territorio e con quale risposta da parte delle iscrizioni.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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