Docenti

Organici docenti 2026/27: tagliati 1.407 posti di potenziamento

04 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Posti comuni stabili, ma 1.407 cattedre di potenziamento in meno. È questo il dato che pesa sugli organici dei docenti per il 2026/2027, definiti dal decreto interministeriale firmato dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di concerto con il titolare dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Un taglio lineare che, secondo i sindacati, rischia di comprimere l'offerta formativa proprio mentre prendono il via le operazioni di mobilità e immissione in ruolo.

A livello nazionale i posti comuni dell'organico dell'autonomia restano fermi a 614.572 unità, identici al 2025/2026. A cambiare è il potenziamento: le cattedre scendono da 50.202 a 48.795, con un saldo negativo di 1.407 posti distribuiti tra scuola primaria e secondaria. Le cifre, contenute nella Nota MIM n. 10164 del 16 aprile 2026 e nello schema di decreto interministeriale, sono state anticipate da Italia Oggi. L'organico dell'autonomia, introdotto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, viene determinato ogni anno entro i limiti delle risorse disponibili e senza nuovi oneri per la finanza pubblica.

Perché si taglia: la base normativa

La riduzione non è una novità improvvisa. Trova il proprio fondamento nell'articolo 13 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, il cosiddetto "decreto PNRR scuola", che prevede la progressiva decurtazione della dotazione organica per finanziare gli incrementi retributivi legati alla nuova progressione di carriera dei docenti, articolata in tre cicli triennali di formazione con valutazione finale. A spingere verso il basso pesa inoltre il calo demografico, con il numero di alunni in costante diminuzione.

La mappa dei tagli: Campania, Lombardia e Puglia

Il taglio è di tipo lineare ed è ripartito su tutte le regioni. Secondo i dati anticipati, la più penalizzata sarebbe la Campania, con 201 cattedre di potenziamento in meno, davanti alla Lombardia (-183) e alla Puglia (-142). La Lombardia resta comunque la regione con il maggior numero di posti comuni in assoluto, pari a 91.894 unità, seguita da Campania, Sicilia e Lazio. La distribuzione conferma il peso del fattore demografico, che incide in modo diverso da un territorio all'altro.

Sostegno, classi in deroga e dimensionamento

Sul fronte del sostegno l'organico di diritto cresce di appena 134 unità: un incremento giudicato insufficiente dalle organizzazioni sindacali a fronte delle decine di migliaia di posti che ogni anno vengono attivati in deroga per garantire l'assistenza agli alunni con disabilità. La Nota conferma anche il ricorso alle classi in deroga ai parametri sul dimensionamento fissati dal D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81, rinviando a uno specifico decreto interministeriale, in fase di predisposizione, la disciplina di dettaglio. Dal contingente di potenziamento dovranno inoltre essere ricavati i posti della classe A023, destinata all'insegnamento dell'italiano agli alunni di recente immigrazione.

Cosa cambia per scuole e docenti

La definizione degli organici di diritto è il presupposto delle operazioni di mobilità — i cui esiti sono stati pubblicati lo scorso 29 maggio — e delle successive immissioni in ruolo e nomine dei supplenti. La riduzione del potenziamento, però, tocca una risorsa flessibile che le scuole utilizzano per attività di recupero, inclusione, ampliamento dell'offerta formativa e sostituzioni brevi. A farne le spese, avvertono FLC CGIL e UIL Scuola Rua tra le sigle più critiche, sarebbero soprattutto i territori con maggiore complessità sociale e più alta dispersione scolastica. Per docenti e dirigenti la sfida del prossimo anno sarà far quadrare i conti con un organico più rigido, in un sistema attraversato dal calo demografico, dall'avvio della riforma degli istituti tecnici e dai vincoli di spesa.

Tags: docenti organici potenziamento
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