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Docenti

Religione cattolica, via libera a 2.628 assunzioni in ruolo

26 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Sono 2.628 le assunzioni a tempo indeterminato di insegnanti di religione cattolica autorizzate per l'anno scolastico 2026/2027, con decorrenza dal 1° settembre. Chi è collocato nelle graduatorie del concorso ordinario o della procedura straordinaria del 2024 non deve presentare alcuna domanda: l'unica cosa da fare, nei prossimi giorni, è tenere d'occhio il sito del proprio Ufficio scolastico regionale, che pubblicherà convocazioni e modalità operative.

Il via libera è arrivato con il decreto ministeriale n. 143 del 22 luglio scorso, con cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha autorizzato il contingente delle immissioni in ruolo del personale docente di religione cattolica. Secondo quanto riferisce la UIL Scuola, il provvedimento aveva ottenuto pochi giorni prima il nulla osta del Ministero dell'Economia. Al decreto sono allegate due tabelle: una con le compensazioni tra le procedure concorsuali, l'altra con la ripartizione dei posti fra le regioni, come segnala la documentazione ministeriale.

Quanti posti e in quali gradi di scuola

Il contingente si divide in due blocchi: 991 posti per la scuola dell'infanzia e la primaria e 1.637 posti per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Non si tratta di una quota decisa a tavolino: nell'informativa alle organizzazioni sindacali dello scorso 26 giugno, riferisce la CISL Scuola, il Ministero ha spiegato che il numero coincide con il totale dei posti risultati vacanti dopo le operazioni di mobilità.

La distribuzione regione per regione è quella contenuta nella tabella allegata al decreto ed è il riferimento operativo per gli Uffici scolastici regionali, che procederanno alle nomine entro il contingente assegnato. È previsto anche un meccanismo di flessibilità: se in una regione i posti destinati a uno dei due ruoli non possono essere utilizzati per intero, una parte può essere spostata sull'altro settore, nei limiti indicati dal Ministero.

Da quali graduatorie si attinge

Le nomine seguono un doppio canale. Come ricordano FLC CGIL e UIL Scuola, la normativa prevede che il 70% dei posti sia coperto scorrendo le graduatorie della procedura straordinaria e il restante 30% quelle del concorso ordinario, entrambi banditi nel 2024. Se una delle due graduatorie si esaurisce prima, i posti che restano scoperti passano all'altra.

Prima però c'è un passaggio che pesa sui numeri effettivi: le compensazioni. L'anno scorso, spiega la CISL Scuola, le graduatorie di merito del concorso ordinario non erano ancora definite e tutte le nomine furono fatte attingendo alla procedura straordinaria; ora quel disallineamento va recuperato a favore dei vincitori del concorso ordinario. Il decreto precisa che, se il contingente 2026/2027 non basta a completare il recupero, le compensazioni proseguiranno anche negli anni scolastici successivi. In concreto, in alcune regioni la quota realmente disponibile per lo scorrimento ordinario delle graduatorie sarà più bassa di quanto lasci pensare il dato grezzo.

Il passaggio in più: l'idoneità del vescovo

L'immissione in ruolo degli insegnanti di religione non funziona come quella degli altri docenti. Prima della firma del contratto, i direttori degli Uffici scolastici regionali trasmettono gli elenchi dei candidati all'Ordinario diocesano competente per territorio, che verifica l'idoneità all'insegnamento della religione cattolica. Solo dopo quel passaggio la nomina si perfeziona. Gli esiti delle individuazioni vengono comunicati agli interessati e pubblicati all'albo online dell'ufficio.

Al personale assunto viene assegnata una sede provvisoria: la conferma in ruolo arriva soltanto dopo il superamento con esito positivo del percorso annuale di formazione e prova.

Una tutela che vale la pena conoscere

C'è un aspetto che riguarda direttamente chi insegna anche altre materie e che è bene non dare per scontato. Come segnala la FLC CGIL, ai docenti di religione cattolica non si applica la regola che, superato l'anno di prova, comporta la cancellazione dalle altre graduatorie — di merito, d'istituto o a esaurimento — in cui il docente sia iscritto. Chi entra in ruolo su religione, quindi, non perde automaticamente la propria posizione altrove.

Sullo stesso terreno si muove una richiesta portata avanti dallo Snadir, il sindacato degli insegnanti di religione: secondo il sindacato è stata accolta la possibilità, per chi accetta la sede assegnata al momento dell'immissione in ruolo, di partecipare nello stesso anno scolastico anche alle procedure per incarichi a tempo determinato su altra tipologia di posto o classe di concorso, purché in possesso del titolo di accesso. Sempre lo Snadir riferisce di aver ottenuto il mantenimento dello stipendio già in godimento nell'anno precedente (il cosiddetto assegno ad personam) fino al passaggio alla nuova fascia stipendiale.

Sul piano dei numeri, però, la partita resta aperta. Lo Snadir sottolinea che il tetto fissato dalla legge del 2003 sull'insegnamento della religione cattolica limita la quota di posti trasformabili in ruolo e chiede un innalzamento progressivo di quel limite: una volta saturata la quota, avverte il sindacato, le assunzioni dipenderanno quasi solo dai pensionamenti.

Cosa fare adesso

Per chi è in graduatoria non ci sono adempimenti immediati né domande da presentare su Istanze Online. Le indicazioni pratiche arriveranno dagli Uffici scolastici regionali, che pubblicheranno i calendari di convocazione e le modalità di espressione delle preferenze di sede. Tre attenzioni utili nel frattempo: controllare regolarmente l'albo online e la sezione dedicata del sito dell'USR di riferimento, verificare che i propri recapiti nelle procedure di nomina siano aggiornati e tenere pronta la documentazione richiesta per la stipula del contratto, così da non arrivare impreparati quando la convocazione sarà pubblicata.

Tags: docenti immissioni in ruolo religione cattolica
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