Prosegue all'ARAN la trattativa per il rinnovo della parte normativa del CCNL "Istruzione e Ricerca" 2025-2027. Dopo l'incontro dello scorso 26 maggio, dedicato soprattutto al sistema delle relazioni sindacali e al lavoro agile, le parti si sono date appuntamento al 24 giugno alle ore 15. Sul tavolo non ci sono nuove risorse: la parte economica è già stata definita con la firma del 1° aprile, e ora si discutono diritti, procedure e organismi a costo invariato.
A che punto è il negoziato
Il confronto sulla parte normativa è ripartito il 12 maggio e ha avuto la sua seconda tappa martedì 26 maggio. In apertura di seduta, il presidente dell'ARAN Antonio Naddeo ha fatto il punto sullo stato della certificazione della parte economica del contratto, il cui iter dovrebbe concludersi in tempo utile per la firma definitiva entro giugno. Lo stesso Naddeo ha ricordato un vincolo che pesa su tutto il negoziato: avendo le parti scelto di destinare l'intero stanziamento agli aumenti della retribuzione tabellare, come da ipotesi sottoscritta il 1° aprile, le modifiche alla parte normativa non potranno comportare nuovi oneri economici.
I temi sul tavolo: relazioni sindacali, lavoro agile e mobilità
Il cuore della discussione del 26 maggio è stato il sistema delle relazioni sindacali. Le organizzazioni hanno chiesto di rafforzare il ruolo della contrattazione, riportando alla negoziazione alcune materie che negli ultimi contratti erano state ricondotte al semplice confronto o all'informativa, soprattutto quando hanno ricadute economiche sul personale. Forte è anche la richiesta di maggiore trasparenza a livello di singola istituzione scolastica, con pieno accesso ai dati sulle risorse del fondo di istituto e sui compensi accessori, e con regole chiare su chi può esercitare le prerogative sindacali.
Tra gli altri istituti affrontati figura il lavoro agile, che i sindacati chiedono di trasformare in uno strumento strutturale dell'organizzazione del lavoro, non più residuale o rimesso alla sola discrezionalità del dirigente scolastico. Sul fronte della mobilità è stata sottolineata l'esigenza che la contrattazione integrativa nazionale possa intervenire anche rispetto ai vincoli introdotti per legge, negli spazi consentiti dall'ordinamento. Restano sullo sfondo i temi del welfare contrattuale, dei buoni pasto e delle tutele sulla salute e sicurezza, fino al riconoscimento del rischio burnout, rilanciati in particolare dall'ANIEF.
Quanto pesa la parte economica già firmata
La parte normativa è stata scorporata da quella economica proprio per accelerare i tempi. L'ipotesi del 1° aprile ha definito gli incrementi degli stipendi tabellari, erogati in tre tranche annuali con decorrenza 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, comprensivi dell'anticipazione IPCA già corrisposta ai sensi dell'articolo 47-bis del D.Lgs. 165/2001. Secondo le tabelle diffuse dai sindacati, a regime dal 1° gennaio 2027 l'incremento medio del comparto è di circa 137 euro lordi per tredici mensilità, che per il personale docente della scuola si traduce in circa 143 euro medi. È previsto inoltre il riconoscimento degli arretrati per il periodo gennaio 2025-giugno 2026, mediamente intorno agli 800 euro lordi secondo le stime della FLC CGIL.
Le posizioni dei sindacati
Pur con accenti diversi, le sigle convergono sull'obiettivo di chiudere il rinnovo in tempi rapidi e di rafforzare le tutele. La FLC CGIL ribadisce l'impegno a ottenere, nei primi provvedimenti utili, stanziamenti aggiuntivi che valorizzino professionalità e carichi di lavoro del personale, oltre a un fondo di perequazione per allineare la scuola agli altri comparti pubblici. La CISL Scuola legge il percorso in continuità con il precedente rinnovo. La UIL Scuola RUA punta sulla revisione organica degli istituti giuridici, non limitata ai soli temi già trattati nel contratto 2022-2024. L'ANIEF insiste su contrattazione integrativa, parità di trattamento tra personale precario e di ruolo e nuove tutele su mobilità e sicurezza.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Nel frattempo proseguiranno gli incontri tecnici bilaterali sui singoli argomenti, così da arrivare al tavolo del 24 giugno con i nodi più maturi. Il quadro resta quello di una trattativa "a saldo invariato", in cui i margini si giocano soprattutto sulla qualità delle regole e sui diritti del personale. Per docenti e ATA la posta in palio è concreta: dalle relazioni sindacali alla mobilità, dal lavoro agile al welfare, gli istituti in discussione incideranno sull'organizzazione quotidiana del lavoro nelle scuole. NewsIstruzione seguirà gli sviluppi del confronto e gli esiti dell'incontro di fine giugno.
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