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Carta del docente, supplenti brevi ancora esclusi: ricorsi e tagli

Carta del docente, supplenti brevi ancora esclusi: ricorsi e tagli

La Carta del docente per l'anno scolastico 2025/2026 vale 383 euro, contro i 500 degli anni precedenti, e per la prima volta raggiunge in modo strutturale supplenti annuali e personale educativo. Restano però esclusi i supplenti brevi e saltuari, nonostante una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea abbia riconosciuto loro il diritto al bonus. Su questo nodo si è già aperto un nuovo fronte di ricorsi.

Cosa prevede il decreto n. 59

Il quadro per l'anno in corso è fissato dal decreto interministeriale n. 59 del 31 marzo 2026, firmato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il provvedimento, riferiscono FLC CGIL e altre sigle, definisce criteri, modalità e importo della Carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento del personale docente, con la piattaforma riattivata già dal 9 marzo scorso.

La platea dei beneficiari si amplia: oltre al personale di ruolo, rientrano i docenti con supplenza annuale su posto vacante (con incarico fino al 31 agosto), i docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e il personale educativo. L'estensione recepisce le pronunce della giurisprudenza europea e nazionale e porta i beneficiari a superare il milione di unità, con circa 190.000 nuovi aventi diritto.

Perché l'importo è sceso a 383 euro

La riduzione dell'importo non dipende da un taglio del fondo statale, che resta invariato, ma proprio dall'allargamento della platea: a parità di risorse, più beneficiari significano una quota individuale più bassa. Così il valore nominale scende da 500 a 383 euro. La determinazione dell'importo è ora variabile di anno in anno, in base allo stanziamento complessivo e al numero effettivo dei destinatari, secondo l'impianto introdotto dalle modifiche all'articolo 1, comma 121, della Legge 107/2015, la "Buona Scuola" che ha istituito il bonus.

Il decreto introduce anche alcune regole operative: l'acquisto di hardware e software è consentito alla prima erogazione e poi con cadenza quadriennale, è ammesso l'acquisto di servizi di trasporto, e le somme non spese restano utilizzabili nell'anno successivo. Previsti inoltre il blocco della Carta durante l'eventuale sospensione disciplinare e l'impossibilità di utilizzarla dopo la cessazione dal servizio, salvo gli importi riconosciuti da sentenze favorevoli.

I supplenti brevi restano fuori, ma la UE dice il contrario

Il punto più controverso riguarda chi non è stato incluso: i supplenti brevi e saltuari, anche quando una successione di contratti copre di fatto l'intero anno scolastico, e il personale ATA. Una scelta che si scontra con l'orientamento europeo. Con la sentenza del 3 luglio 2025 nella causa C-268/24, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che escludere i precari con supplenze brevi dal beneficio viola la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE: a determinare il diritto, hanno chiarito i giudici, non è la durata del contratto ma le funzioni effettivamente svolte.

La pronuncia si inserisce in un percorso più ampio, che comprende una precedente decisione europea del 18 maggio 2022 e la sentenza della Corte di Cassazione n. 29961 del 27 ottobre 2023, con cui il beneficio era già stato esteso ai supplenti al 31 agosto e fino al 30 giugno.

I ricorsi e gli arretrati

Dopo la decisione di Lussemburgo, le corti italiane hanno iniziato a muoversi. La Corte d'Appello di Brescia, Sezione Lavoro, con sentenza depositata il 5 febbraio 2026 ha riconosciuto il diritto alla Carta del docente a un'insegnante che aveva svolto supplenze brevi e temporanee negli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, riformando il giudizio di primo grado e condannando il Ministero ad accreditare il bonus per ciascuna annualità riconosciuta.

Sul fronte sindacale, l'ANIEF ha attivato due linee d'azione per i supplenti brevi in servizio: un ricorso al TAR per impugnare il decreto interministeriale e ottenere il riconoscimento del bonus per l'anno in corso, e un ricorso al giudice del lavoro per recuperare gli arretrati degli ultimi anni, indicati fino a un massimo di circa 2.500 euro. Va ricordato che, in precedenza, la Corte Costituzionale aveva respinto la questione di legittimità sollevata sulla mancata copertura finanziaria, affermando che spetta al legislatore, e non al giudice, reperire le risorse.

Cosa fare adesso

Per i docenti di ruolo e i supplenti annuali e fino al 30 giugno, la Carta è già disponibile per gli acquisti consentiti, nei limiti del nuovo importo. I supplenti brevi, invece, restano formalmente esclusi dal decreto: chi ritiene di avervi diritto può valutare, anche con il supporto delle organizzazioni sindacali, le vie del contenzioso aperte dalle sentenze più recenti. NewsIstruzione continuerà a seguire l'evoluzione normativa e giurisprudenziale sulla Carta del docente e gli eventuali interventi correttivi.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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