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Assegnazioni provvisorie 2026/27: cosa cambia dopo la mobilità

Assegnazioni provvisorie 2026/27: cosa cambia dopo la mobilità

Con la pubblicazione degli esiti della mobilità del personale docente, avvenuta lo scorso 29 maggio, si apre la seconda fase della stagione dei trasferimenti: quella delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie per l'anno scolastico 2026/27. È il passaggio che consente a migliaia di docenti di avvicinarsi a casa per un anno, e che questa volta potrebbe arricchirsi di una nuova deroga ai vincoli. A spostare ora l'attenzione è proprio la chiusura dei movimenti ordinari: secondo le prime ricostruzioni della stampa specializzata, al termine della mobilità resterebbero disponibili oltre 46mila posti, una base ampia su cui si innesteranno le richieste di mobilità annuale.

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: due strade diverse

Spesso i due termini vengono confusi, ma rispondono a finalità distinte. L'utilizzazione serve a impiegare temporaneamente un docente per esigenze legate al servizio, ad esempio in caso di esubero nella propria classe di concorso o di titolarità su posto poi non più disponibile. L'assegnazione provvisoria, invece, ha natura personale e familiare: permette di chiedere, per un solo anno scolastico, una sede in una provincia diversa da quella di titolarità, soprattutto per ricongiungersi al coniuge, ai figli o a familiari in particolari condizioni. Entrambe le operazioni sono regolate dal Contratto collettivo nazionale integrativo sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per il triennio 2025/26-2027/28, la cui ipotesi è stata sottoscritta il 10 luglio 2025 e la cui modulistica è pubblicata sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Vincoli e deroghe: il quadro del CCNI

Il nodo più delicato resta quello dei vincoli. I docenti neoassunti a tempo indeterminato sono soggetti al vincolo triennale di permanenza previsto dall'articolo 13, comma 5, del D.Lgs. 59/2017, che limita la possibilità di chiedere mobilità e assegnazione provvisoria. Il CCNI conferma però una serie di deroghe che consentono comunque di presentare domanda a chi si trova in determinate condizioni: tra queste, l'assistenza a familiari con dissabilità ai sensi della Legge 104/1992, la presenza di figli minori e altre situazioni di ricongiungimento. Per i docenti rientranti nei vincoli è prevista la compilazione di specifiche dichiarazioni da allegare all'istanza, un adempimento da curare con attenzione per non incorrere nell'esclusione.

La possibile novità: il genitore ultrasessantacinquenne

La principale novità in discussione arriva dall'iter parlamentare del decreto PNRR 2026. Secondo le ricostruzioni, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che introdurrebbe la possibilità di chiedere l'assegnazione provvisoria per assistere o ricongiungersi a un genitore di età superiore ai 65 anni, una condizione finora non riconosciuta tra le deroghe al vincolo triennale. Non avrebbe invece trovato accoglimento la proposta di estendere le deroghe ai docenti con figli fino a 16 anni. Trattandosi di una misura legata a un provvedimento ancora in fase di conversione, gli effetti concreti sulle domande 2026/27 saranno chiari soltanto con il testo definitivo e con le successive indicazioni operative del Ministero.

Le date delle domande e il nodo ATA

Le date per la presentazione delle istanze non sono ancora state fissate ufficialmente. Come riferimento, lo scorso anno la finestra si era aperta a metà luglio, con domande dal 14 al 25 luglio 2025 su Istanze online per i docenti di ruolo e in forma cartacea per altre categorie. Per il 2026/27 si attende la nota ministeriale con il calendario definitivo. Sul fronte del personale ATA, gli esiti della mobilità sono attesi nelle settimane successive a quelli dei docenti, indicativamente intorno alla metà di giugno: solo dopo quella pubblicazione si completerà il quadro delle disponibilità per provincia.

Errori nei movimenti: reclami e accesso agli atti

Chi, consultando il proprio movimento, rileva un errore materiale può segnalarlo tempestivamente all'Ufficio scolastico territoriale, che ha la possibilità di intervenire in autotutela. Per i reclami amministrativi i termini sono in genere ristretti — di norma alcuni giorni dalla pubblicazione, ma è sempre opportuno verificare l'ordinanza relativa alla propria figura — mentre lo strumento dell'accesso agli atti consente di prendere visione dei dati e dei punteggi utilizzati nelle operazioni, utile nei casi dubbi prima di valutare eventuali ricorsi.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Per i docenti che attendono la mobilità annuale, le indicazioni pratiche sono due: tenere monitorate la propria casella di posta su Istanze online e gli albi degli Uffici scolastici, dove vengono pubblicati i movimenti, e prepararsi per tempo raccogliendo la documentazione necessaria a sostenere deroghe e precedenze. Una volta diffuso il calendario ufficiale, i tempi per compilare l'istanza e allegare le dichiarazioni saranno, come ogni anno, piuttosto compressi. La fase delle assegnazioni provvisorie, del resto, è quella che incide più direttamente sulla vita quotidiana di chi insegna lontano da casa, ed è anche quella in cui un dettaglio formale può fare la differenza tra una domanda accolta e una respinta.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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