Manca solo l'ufficialità del decreto, ma l'XI ciclo del TFA sostegno è ormai ai nastri di partenza. Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha già comunicato 30.241 posti per la specializzazione sul sostegno, mentre il provvedimento che autorizzerà gli atenei ad attivare i percorsi è atteso nelle prossime settimane. Sulla scia dei cicli precedenti, le prove preselettive dovrebbero svolgersi a luglio: per gli aspiranti è il momento di verificare titoli e requisiti, prima dell'apertura dei bandi.
I numeri: 30.241 posti, per ora senza la secondaria di II grado
Con la nota n. 4660 del 14 aprile scorso, il MUR ha comunicato l'autorizzazione di 30.241 posti per l'XI ciclo del Tirocinio Formativo Attivo sul sostegno, relativo all'anno accademico 2025/2026. Il fabbisogno era stato definito a monte dal Ministero dell'Istruzione e del Merito con nota prot. 7496 del 25 marzo.
Secondo la ripartizione comunicata, i posti si distribuiscono tra scuola dell'infanzia (4.809), scuola primaria (21.202) e scuola secondaria di primo grado (4.230). Al momento non risultano posti per la secondaria di secondo grado: alcuni atenei ne hanno fatto richiesta in fase di proposta, ma sarà il decreto definitivo a stabilire se e in quale misura accoglierle.
Cosa manca ancora: il decreto del MUR
Il vero spartiacque operativo è il decreto ministeriale, che autorizza formalmente i singoli atenei, definisce la ripartizione finale dei posti e fissa il calendario nazionale unico delle prove. Prima di quel passaggio, le università non possono pubblicare i propri bandi e i candidati non hanno date certe.
La fase preliminare si è già conclusa: la banca dati per le proposte degli atenei (RAD-SUA CdS) è rimasta aperta dal 23 aprile al 7 maggio. Alla data odierna, però, il decreto non risulta ancora pubblicato. Guardando ai cicli passati, i tempi sono variabili: per il X ciclo il decreto arrivò il 26 giugno 2025, con prove preselettive fissate dal 15 al 18 luglio. È plausibile, quindi, una finestra analoga anche quest'anno.
Preselettiva attesa a luglio: come funziona
Le modalità di selezione restano quelle definite dal D.M. 8 febbraio 2019, n. 92. La prova preselettiva consiste in 60 quesiti a risposta multipla, con cinque opzioni ciascuno e una sola corretta, da svolgere in un tempo determinato. I quiz riguardano competenze linguistiche, capacità logico-deduttive e l'area socio-psico-pedagogica.
Accede alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti banditi da ciascun ateneo per quel grado. Sono esonerati dalla preselettiva i docenti che possono documentare almeno tre anni di servizio su posto di sostegno nello specifico grado, oltre ai candidati con disabilità pari o superiore all'80%. Tra i temi più ricorrenti delle prove figurano i modelli dell'inclusione e il Piano Educativo Individualizzato, disciplinati dal D.Lgs. 66/2017.
Requisiti e titoli: cosa verificare adesso
I titoli di accesso variano in base al grado per cui si concorre: per l'infanzia e la primaria serve, di norma, la laurea in Scienze della Formazione Primaria (o il diploma magistrale con valore abilitante entro i termini previsti); per la secondaria contano la laurea coerente con la classe di concorso e i CFU richiesti dalla Tabella A del D.P.R. 19/2016 e successivi aggiornamenti.
Chi ha crediti mancanti dovrebbe muoversi con anticipo, perché i tempi per integrarli tramite corsi singoli universitari possono essere stretti rispetto alle scadenze dei bandi. La domanda, è bene ricordarlo, non sarà gestita da una procedura nazionale unica: ogni ateneo definirà autonomamente date, modalità telematiche e quota di iscrizione, generalmente compresa tra 50 e 200 euro.
TFA universitario e percorsi INDIRE: due strade distinte
Accanto al TFA universitario ordinario restano attivi i percorsi abbreviati INDIRE del cosiddetto II ciclo, pensati per chi ha già maturato servizio sul sostegno: si tratta di 14.800 posti complessivi, di cui 10.800 riservati ai docenti con almeno tre anni di servizio (i cosiddetti "triennalisti") e 4.000 per chi ha conseguito la specializzazione all'estero in attesa di riconoscimento. Questi percorsi dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2026.
I due canali sono incompatibili: chi è iscritto a uno deve rinunciarvi formalmente prima di accedere all'altro. Va inoltre prestata attenzione agli eventuali "bandi preventivi" pubblicati da alcuni atenei prima del decreto: i numeri indicati rappresentano solo la richiesta inoltrata al Ministero, mentre il dato ufficiale arriverà con l'autorizzazione definitiva.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Una volta pubblicato il decreto, gli atenei procederanno rapidamente con i propri bandi e con l'avvio delle prove. La conclusione dei corsi e il conseguimento del titolo sono previsti, di norma, entro giugno 2027. Per gli aspiranti il consiglio resta lo stesso: monitorare i siti delle università e il portale del MUR, controllare per tempo titoli e CFU e prepararsi alla preselettiva, perché la specializzazione costituisce la via diretta all'inserimento in prima fascia delle GPS sostegno e alla partecipazione ai concorsi specifici per il posto di sostegno.