Sono online da venerdì 29 maggio gli esiti della mobilità del personale docente per l'anno scolastico 2026/27: migliaia di insegnanti di ruolo possono ora verificare trasferimenti, passaggi di cattedra e di ruolo, conoscere la nuova sede di titolarità e, in caso di anomalie, attivarsi entro pochi giorni. Le indicazioni diffuse da più fonti fissano al 7 giugno il termine per i reclami, mentre restano scoperti migliaia di posti che peseranno sulle prossime nomine e supplenze.
Dove e come consultare gli esiti
Le operazioni sono regolate dall'Ordinanza Ministeriale n. 43 del 12 marzo 2026, che disciplina la mobilità di personale docente, educativo e ATA, e dal Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sottoscritto il 10 marzo 2026 per il triennio 2025-2028. Le domande dei docenti erano state presentate, tramite il portale Istanze Online del Ministero, tra il 16 marzo e il 2 aprile scorsi. La procedura riguarda sia la mobilità territoriale, cioè il cambio di scuola, comune o provincia, sia quella professionale, che comprende i passaggi di ruolo, di cattedra o di profilo.
Gli elenchi con i movimenti sono pubblicati negli albi online degli Uffici scolastici territoriali di destinazione e riportano, per ciascun docente, la sede assegnata, la tipologia di posto, il punteggio complessivo e le eventuali precedenze riconosciute, comprese quelle previste dalla Legge 104/1992. Chi ha ottenuto il movimento riceve comunicazione all'indirizzo e-mail associato a Istanze Online; chi non lo ha ottenuto può comunque consultare l'esito della propria domanda nella stessa area riservata.
Reclami e conciliazione: i tempi da rispettare
Per chi riscontra errori, ad esempio una sede assegnata a un collega con punteggio inferiore, è prevista la possibilità di presentare un reclamo motivato all'Ufficio scolastico competente, eventualmente accompagnato da una richiesta di accesso agli atti. Secondo le indicazioni diffuse, il reclamo va inoltrato entro dieci giorni dalla pubblicazione, ossia entro il 7 giugno.
Sul piano contrattuale, l'articolo 17 del CCNI sulla mobilità prevede inoltre la possibilità di esperire un tentativo di conciliazione, da attivare entro quindici giorni dall'atto ritenuto lesivo dei propri diritti, secondo le procedure richiamate dal CCNL del 29 novembre 2007. È bene ricordare, come sottolinea la FLC CGIL, che i bollettini sono atti definitivi: al di fuori delle vie previste, le contestazioni sull'esito dei trasferimenti possono essere portate soltanto in sede di giustizia amministrativa o civile.
Rinuncia al trasferimento: margini ridotti
Con la pubblicazione, il movimento diventa efficace e il docente acquisisce la nuova titolarità con decorrenza 1° settembre 2026. Da quel momento non è ammessa la rinuncia ordinaria: l'OM n. 43/2026 consente l'annullamento del movimento solo per gravi motivi sopravvenuti e debitamente documentati, e a condizione che il posto nella scuola di provenienza sia ancora vacante. La valutazione resta comunque rimessa all'amministrazione, che può anche respingere la richiesta, dato che non esiste un diritto automatico alla rinuncia.
I posti residui e le prossime scadenze
Un dato di particolare interesse riguarda le disponibilità residue. Secondo le rilevazioni della UIL Scuola, dopo i movimenti restano scoperti circa 46.800 posti su tutto il territorio nazionale, distribuiti tra i diversi ordini e gradi di scuola. Sono cattedre destinate ad alimentare le successive operazioni, dalle immissioni in ruolo fino alle supplenze da graduatoria, e che interessano da vicino i precari iscritti alle GPS.
Il calendario della mobilità, peraltro, non si chiude qui: la pubblicazione degli esiti per il personale educativo è fissata al 4 giugno, quella per gli insegnanti di religione cattolica al 5 giugno e quella per il personale ATA al 12 giugno. Solo al termine di tutte le fasi il quadro degli organici per il 2026/27 sarà completo.
Per i docenti coinvolti i prossimi giorni sono decisivi: conviene verificare quanto prima il proprio esito nell'area riservata di Istanze Online e, in caso di anomalie, muoversi senza attendere, rispettando i tempi stretti per reclami e conciliazione. Per i precari, invece, la fotografia dei posti rimasti liberi rappresenta il primo indicatore concreto delle possibilità di nomina in vista del prossimo anno scolastico.