Con la pubblicazione, lo scorso 29 maggio, degli esiti della mobilità dei docenti, prende avvio una delle fasi più attese dell'estate scolastica: le immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/2027. I posti rimasti vacanti dopo i trasferimenti confluiranno nel contingente delle assunzioni a tempo indeterminato, che quest'anno si arricchisce di una novità di sistema, i nuovi elenchi regionali degli idonei. Vediamo da quali graduatorie si attinge, con quali percentuali e quali sono le regole per chi aspira al ruolo.
Dalla mobilità ai posti per il ruolo
Il calendario delle operazioni segue le ordinanze ministeriali sulla mobilità 2026/2027. Gli esiti per i docenti sono stati resi noti il 29 maggio, con la possibilità di presentare reclamo entro dieci giorni dalla pubblicazione; seguono gli esiti del personale educativo, attesi per il prossimo 4 giugno, degli insegnanti di religione cattolica il 5 giugno e del personale ATA il 12 giugno.
Solo dopo la definizione dell'organico e il completamento dei trasferimenti gli Uffici Scolastici potranno individuare i posti effettivamente disponibili per le assunzioni, al netto di eventuali esuberi. La copertura dei posti, come ogni anno, resta subordinata all'autorizzazione del Ministero dell'Economia. Saranno poi gli Uffici Scolastici territoriali a pubblicare, scuola per scuola, le sedi disponibili.
Come si dividono i posti: GaE e concorsi
L'impianto resta quello consolidato: il contingente autorizzato viene ripartito a metà tra le Graduatorie ad Esaurimento (GaE) e le graduatorie dei concorsi. Dove le GaE risultino esaurite, i posti corrispondenti vengono trasferiti al canale concorsuale.
Sul versante dei concorsi pesano i vincoli del PNRR. Per le procedure bandite a partire dal 2023, le graduatorie di merito non si limitano più ai soli vincitori, ma vengono integrate con gli idonei nel limite del 30% dei posti messi a bando; a questi scorrimenti, per effetto degli impegni europei, è riconosciuta priorità rispetto alle graduatorie del concorso ordinario 2020.
La novità: gli elenchi regionali degli idonei
La principale innovazione di quest'anno è l'avvio degli elenchi regionali, istituiti dall'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45 e disciplinati dal Decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026, come illustrato nella scheda della FLC CGIL. Si tratta di graduatorie aggiornabili ogni anno, distinte per grado di scuola, tipologia di posto e classe di concorso, che intervengono in coda alle graduatorie di merito, sulla quota destinata ai concorsi, quando queste si esauriscono.
Secondo la documentazione ministeriale, possono iscriversi i docenti che abbiano superato la prova orale di un concorso bandito dal 1° gennaio 2020, riportando un punteggio di almeno 70/100, e che non siano già titolari di un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato finalizzato al ruolo; le graduatorie di riferimento dovevano risultare pubblicate entro il 10 dicembre 2025. Le domande di inserimento sono state presentate tra il 6 e il 25 maggio scorsi, tramite il Portale del reclutamento o Istanze on line.
Lo scorrimento segue l'ordine cronologico di indizione dei concorsi e, a parità di criterio, dà priorità a chi chiede l'iscrizione nella stessa regione in cui ha sostenuto la prova. Un aspetto rilevante riguarda il punteggio: negli elenchi conta la somma dei voti delle prove scritta e orale, senza valutazione dei titoli culturali né del servizio pregresso, per garantire omogeneità su tutto il territorio nazionale.
Sostegno: prima fascia GPS e mini call veloce
Per i posti di sostegno che dovessero residuare dopo lo scorrimento degli altri canali, restano attivabili le assunzioni straordinarie dalla prima fascia delle GPS sostegno a pieno titolo e la mini call veloce. La domanda potrà essere presentata insieme a quella per le 150 preferenze, secondo le istruzioni che il Ministero diffonderà.
Tempi stretti: cosa fare ora
Chi punta al ruolo deve prepararsi a una procedura rapida. In caso di nomina, l'accettazione della sede assegnata va espressa entro cinque giorni: il silenzio equivale a rinuncia. È inoltre utile ricordare che l'accettazione del ruolo è incompatibile con gli incarichi a tempo determinato per l'intero anno scolastico di riferimento.
Nell'immediato, l'attenzione si concentra su due fronti. Da un lato, i docenti coinvolti nella mobilità devono verificare i bollettini pubblicati dagli Uffici Scolastici ed eventualmente presentare reclamo nei termini. Dall'altro, gli aspiranti al ruolo, soprattutto chi è inserito negli elenchi regionali o in prima fascia GPS sostegno, dovranno seguire da vicino le indicazioni ministeriali e la procedura delle 150 preferenze, prevista per la seconda metà di luglio. La fase decisiva dell'anno, per molti, è appena cominciata.
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