È iniziata nei giorni scorsi la pubblicazione delle graduatorie del concorso docenti PNRR3 per la scuola secondaria di primo e secondo grado, uno dei canali principali da cui passeranno le immissioni in ruolo del prossimo anno scolastico. Dai primi elenchi diffusi dagli Uffici scolastici regionali emerge però un dato che riguarda da vicino aspiranti e precari: in diverse classi di concorso e in più regioni i candidati che hanno superato le prove sono pari o inferiori ai posti banditi, lasciando una parte delle cattedre senza idonei su cui contare per gli scorrimenti.
Le graduatorie in pubblicazione
Il concorso è stato bandito con il D.D.G. 9 ottobre 2025, n. 2939 per la scuola secondaria, che prevede complessivamente 30.759 posti tra cattedre comuni e di sostegno. Insieme al gemello per infanzia e primaria (D.D.G. n. 2938/2025, 27.376 posti), la procedura porta a 58.135 il totale dei posti messi a concorso nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La pubblicazione delle graduatorie di merito è partita a fine maggio e prosegue con aggiornamenti regione per regione e classe per classe. I candidati possono consultare la propria posizione direttamente nell'area personale della piattaforma ministeriale "Concorsi e procedure selettive". Le procedure concorsuali, secondo la programmazione del Ministero, dovrebbero concludersi entro la fine di giugno, in tempo utile per le assunzioni a decorrere dal 1° settembre 2026.
Come è costruita la graduatoria
Per ogni classe di concorso e regione la graduatoria è composta da un numero di vincitori pari, al massimo, ai posti messi a bando, a cui si aggiunge un elenco di idonei nel limite del 30% dei posti. Questo elenco resta valido per un triennio dalla pubblicazione: è il bacino da cui attingere in caso di rinunce o per gli scorrimenti negli anni successivi.
Proprio su questo punto si concentra la criticità emersa dai primi atti. Le graduatorie, infatti, sono efficaci solo per chi ha superato tutte le prove con un punteggio sufficiente, e in diversi casi i numeri non tengono.
Dove i posti restano scoperti
Negli avvisi pubblicati dagli Uffici scolastici regionali si leggono situazioni ricorrenti che spiegano perché non tutte le cattedre troveranno copertura piena:
- classi di concorso in cui il numero dei candidati che hanno superato le prove è pari ai posti banditi: non si forma quindi alcun elenco aggiuntivo di idonei;
- classi di concorso in cui i candidati idonei risultano inferiori ai posti disponibili, con cattedre che restano scoperte;
- casi limite in cui nessun candidato ha raggiunto il punteggio minimo di 70/100 richiesto per il superamento della prova scritta, con la conseguente assenza di una graduatoria utile per quella classe in quella regione.
Si tratta di un fenomeno che tocca soprattutto le classi di concorso dell'area tecnico-scientifica, storicamente più difficili da coprire per la minore presenza di candidati abilitati. La conferma definitiva del quadro arriverà solo al termine della pubblicazione di tutte le graduatorie regionali, ma il segnale è già chiaro: i posti banditi non si tradurranno automaticamente in altrettante assunzioni.
Posti banditi e assunzioni reali: la differenza
È un equivoco da chiarire. Il numero dei posti a bando indica il tetto della procedura, non le immissioni in ruolo effettive. Queste ultime dipendono ogni anno dai posti vacanti e disponibili, dall'autorizzazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dalla ripartizione tra le diverse graduatorie utilizzate per il reclutamento, secondo il sistema definito dal D.Lgs. 59/2017. Quando in una classe di concorso mancano idonei, quei posti non vanno persi: confluiscono nelle altre procedure e canali di nomina previsti per l'anno scolastico 2026/27.
Cosa significa per precari e aspiranti
Per chi ha partecipato al concorso, la pubblicazione della graduatoria è il momento della verità: chi rientra tra i vincitori ha buone prospettive di nomina in ruolo, mentre chi è collocato nell'elenco idonei punta sullo scorrimento, possibile nel triennio in caso di rinunce. Per i precari che attendono dalle Graduatorie provinciali per le supplenze, invece, le cattedre rimaste senza idonei nel concorso possono tradursi in maggiori opportunità di supplenza o, dove previsto, di nomina dalle GPS.
Il consiglio resta quello di monitorare con attenzione gli aggiornamenti delle graduatorie sul portale del Ministero e sui siti degli Uffici scolastici regionali nelle prossime settimane, decisive per conoscere numeri, tempi e disponibilità effettive del piano assunzioni 2026/27.
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