L'XI ciclo del TFA Sostegno 2026 è ai blocchi di partenza. Il Ministero dell'Università e della Ricerca, con la Nota n. 4660 del 14 aprile 2026, ha avviato l'iter recependo il fabbisogno comunicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito con la Nota prot. 7496 del 25 marzo 2026: in tutto 30.241 posti di specializzazione sul sostegno per l'anno accademico 2025/2026. Manca ancora il decreto attuativo con la ripartizione definitiva tra gli atenei e il calendario delle prove, atteso a breve, ma il quadro è già delineato, compreso il dato che fa più discutere: per la scuola secondaria di II grado il fabbisogno è pari a zero.
Quanti sono i posti e come si distribuiscono
Il contingente dell'XI ciclo conferma la pressione sul fabbisogno di docenti specializzati, ma con una distribuzione tutta sbilanciata sui gradi inferiori. La ripartizione per grado dei 30.241 posti complessivi è la seguente:
- Scuola primaria: 21.202 posti, oltre il 70% del totale;
- Scuola dell'infanzia: 4.809 posti;
- Scuola secondaria di I grado: 4.230 posti;
- Scuola secondaria di II grado: nessun posto.
Il dato complessivo è in calo rispetto al X ciclo, che destinava una quota rilevante proprio alle scuole superiori. Sui numeri e sulla distribuzione iniziale eravamo già intervenuti con l'analisi della ripartizione dell'XI ciclo per regione e grado di scuola, utile per inquadrare l'evoluzione del fabbisogno.
Secondaria di II grado a quota zero: cosa significa davvero
Una scelta di programmazione, non un calo di alunni
L'assenza di posti per le superiori non va letta come una diminuzione di alunni con disabilità in quel grado, ma come una scelta di programmazione basata sul fabbisogno dichiarato. Per la secondaria di II grado il livello di saturazione dei docenti già specializzati è tale che il Ministero dell'Istruzione non ha richiesto l'attivazione di nuovi corsi.
Zero posti alla secondaria di II grado non significa che nelle superiori non servano docenti di sostegno: indica che, per l'XI ciclo, il fabbisogno comunicato dal Ministero non prevede nuovi posti da autorizzare su quel grado.
Il margine di incertezza da monitorare
Si tratta di una discontinuità netta rispetto al ciclo precedente e di un segnale chiaro per chi puntava alla specializzazione sulle superiori: per l'XI ciclo quella porta, almeno nella programmazione iniziale, resta chiusa. Va però seguito un margine di incertezza, perché alcuni atenei hanno comunque manifestato richieste di posti anche per il II grado. Tali richieste, tuttavia, non equivalgono in automatico ad autorizzazione, che resta di competenza del decreto ministeriale.
Dove si concentra il fabbisogno e gli idonei del X ciclo
Sul piano territoriale, il fabbisogno si addensa nel Nord Italia: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto assorbono da sole circa il 60% dei posti, seguite da Puglia, Lazio e Liguria, mentre Molise e Basilicata restano le regioni con minore disponibilità. La nota del MUR chiede agli atenei di calibrare l'offerta sul reale fabbisogno, evitando di formare nuovi specializzati dove l'esubero è già evidente. Un punto operativo rilevante riguarda inoltre gli idonei del X ciclo, che potranno essere ammessi in soprannumero presso le stesse sedi in cui hanno sostenuto le prove, salvo deroghe motivate.
I tempi: dal decreto MUR ai bandi degli atenei
L'iter è scandito da passaggi precisi. Ecco le tappe della procedura:
- Gli atenei hanno inserito le proposte di attivazione nella Banca Dati RAD-SUA CdS nella finestra dal 23 aprile al 7 maggio 2026;
- Conclusa questa fase, è atteso il decreto attuativo del MUR con la ripartizione definitiva dei posti per università e il calendario nazionale delle prove preselettive;
- A seguire, ciascun ateneo pubblicherà il proprio bando con costi, scadenze e modalità di iscrizione;
- Le prove preselettive sono orientativamente collocate nel periodo estivo.
I primi avvisi informativi sono già comparsi sui siti universitari. Chi è interessato dovrebbe quindi tenere d'occhio sia i canali ministeriali sia le pagine dei singoli atenei di riferimento, ricordando che la domanda non segue una procedura unica nazionale ma va presentata secondo le modalità del singolo ateneo.
Requisiti, prove ed esoneri dalla preselettiva
Il TFA Sostegno è un percorso universitario di specializzazione da 60 CFU a frequenza obbligatoria, articolato in tre fasi: prova preselettiva, prova scritta e prova orale. La preselezione non è un test di cultura generale, ma verifica competenze linguistiche, comprensione del testo e conoscenze psicopedagogiche, metodologiche e normative sull'inclusione. Sono previsti esoneri dalla preselettiva nei seguenti casi:
- candidati con almeno tre anni di servizio sul sostegno nello specifico grado negli ultimi dieci anni;
- candidati con disabilità pari o superiore all'80% (art. 20, comma 2-bis, della Legge 104/1992);
- tutti i candidati quando il numero degli iscritti non supera il doppio dei posti banditi per quel grado.
I costi del corso variano da ateneo ad ateneo, collocandosi indicativamente tra i 2.500 e i 3.800 euro, e restano un tema dibattuto tra gli aspiranti specializzati.
TFA universitario o II ciclo INDIRE: come scegliere
Accanto al TFA universitario procede il II ciclo INDIRE dei percorsi di specializzazione, già attivato e pensato in particolare per chi ha maturato esperienza di servizio sul sostegno: ad oggi rappresenta la principale via concreta per specializzarsi sul II grado, proprio in assenza di posti TFA su quel grado. I due canali sono incompatibili: chi è iscritto a uno deve rinunciarvi formalmente prima di iscriversi all'altro. La scelta dipende dal profilo, perché il TFA ordinario resta la via maestra verso la prima fascia delle GPS sostegno e il ruolo, mentre il percorso INDIRE intercetta chi ha già alle spalle anni di servizio. Per gli aspiranti ITP, infine, va ricordato che il diploma consente l'accesso agli insegnamenti tecnico-pratici fino al 31 dicembre 2026, fermo restando che per l'XI ciclo non risultano autorizzati posti sulla secondaria di II grado. Continua a seguire le nostre news sul sostegno e sulle graduatorie per non perdere il decreto del MUR e l'apertura dei bandi.