Per il secondo anno scolastico consecutivo, l'Istituto Comprensivo "Iqbal Masih" di Pioltello (MI) adotta circolari e comunicazioni ufficiali in doppia lingua — italiano e arabo. La dirigenza, con delibera del Consiglio di Istituto dell'anno scolastico 2025/2026, ha confermato e ampliato la misura avviata sperimentalmente nel 2024/2025, con l'obiettivo di garantire che ogni comunicazione istituzionale raggiunga effettivamente i destinatari, superando le barriere linguistiche che spesso rallentano la collaborazione tra docenti e genitori. Secondo i dati rilevati dall'istituto, circa il 40% degli alunni è di origine arabofona. La scelta arriva in un contesto già segnato dal dibattito nazionale: nel marzo 2024 la stessa scuola aveva fatto notizia per la chiusura in occasione della fine del Ramadan, una decisione che il Ministro Valditara aveva poi vietato con una circolare apposita per tutte le scuole italiane.
Comunicazione efficace per abbattere le barriere
L'iniziativa non nasce da una volontà ideologica, ma da una necessità quotidiana riscontrata dal personale scolastico. Per i docenti e il personale ATA, la difficoltà di comunicare scadenze, permessi o semplici avvisi sull'andamento didattico rappresentava un ostacolo concreto. La scelta del bilinguismo nelle circolari mira a rendere le famiglie più partecipi nel percorso educativo dei propri figli. L'impatto pratico rilevato dall'istituto è stato una maggiore affluenza ai colloqui con i docenti, una gestione più snella delle pratiche burocratiche e una riduzione dei malintesi legati alla comprensione dei regolamenti interni.
Secondo quanto riportato dalla scuola, la risposta delle famiglie è stata positiva. Sentirsi interpellati nella propria lingua madre non solo facilita la comprensione dei contenuti, ma trasmette un segnale di accoglienza che favorisce il senso di appartenenza alla comunità scolastica. L'approccio si inserisce in una strategia di inclusione che vede la scuola come luogo di istruzione e punto di raccordo con il territorio.
Il supporto normativo all'integrazione
L'operato dell'istituto di Pioltello si muove nel solco di quanto previsto dalla normativa vigente. Il D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico Immigrazione), all'art. 38, comma 3, stabilisce che "la comunità scolastica accoglie le differenze linguistiche e culturali come valore da porre a fondamento del rispetto reciproco" e al comma 7, lett. b), prevede espressamente la definizione di "criteri e modalità di comunicazione con le famiglie degli alunni stranieri, anche con l'ausilio di mediatori culturali qualificati". Il D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, all'art. 45, comma 5, specifica che "il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri e alle modalità per la comunicazione tra la scuola e le famiglie degli alunni stranieri" e che, "ove necessario, l'istituzione scolastica si avvale dell'opera di mediatori culturali qualificati". La scuola fa inoltre riferimento agli Orientamenti interculturali del Ministero dell'Istruzione e del Merito (documento di indirizzo non vincolante, aggiornato nel 2022), che sottolineano l'importanza di valorizzare le lingue d'origine come ponte verso l'apprendimento dell'italiano e la piena partecipazione sociale.
Non mancano, tuttavia, visioni critiche. Alcuni esponenti del mondo della scuola e della politica ritengono che la traduzione delle comunicazioni in lingue diverse dall'italiano possa rallentare, anziché favorire, il percorso di integrazione linguistica degli alunni e delle loro famiglie, riducendo l'incentivo a imparare la lingua del Paese ospitante. Il dibattito resta aperto e strettamente intrecciato con le politiche nazionali sull'immigrazione scolastica.
I sindacati di settore, in particolare la FLC CGIL e la CISL Scuola, hanno in varie occasioni sostenuto la necessità di dotare le scuole ad alta presenza di alunni stranieri di maggiore flessibilità organizzativa e di mediatori linguistici qualificati. L'adozione di circolari bilingue è considerata da queste organizzazioni un esempio di risposta pratica alle esigenze del territorio, a condizione che sia accompagnata da adeguate risorse professionali e non sostituisca il lavoro dei mediatori culturali.
Il ruolo del personale e le sfide future
Per il personale ATA, in particolare per gli assistenti amministrativi, la disponibilità di moduli e avvisi già tradotti rappresenta una semplificazione del lavoro allo sportello. Avere a disposizione testi scritti in arabo permette di standardizzare le informazioni e ridurre i margini di errore nella comunicazione con utenti che hanno una scarsa padronanza della lingua italiana.
"L'obiettivo finale rimane sempre l'apprendimento della lingua italiana", spiegano i docenti coinvolti nel progetto, "ma per arrivare a questo traguardo è necessario che il canale di comunicazione con la famiglia sia sempre aperto e trasparente". La sfida per il prossimo anno scolastico sarà quella di integrare questi strumenti anche nei registri elettronici, consolidando un modello che potrebbe essere replicato — con le dovute valutazioni — in altri istituti con caratteristiche simili.
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