Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, ha raggiunto un accordo con diverse istituzioni scolastiche e governi europei per limitare l'uso degli algoritmi di raccomandazione sui minori. L'intesa prevede filtri rafforzati, limiti di orario e strumenti di controllo parentale, in risposta alle crescenti preoccupazioni sul benessere digitale degli studenti.
Il contesto normativo europeo e italiano
Il Digital Services Act (DSA) dell'Unione Europea, entrato pienamente in vigore nel 2024, impone alle piattaforme di grandi dimensioni come Meta obblighi stringenti in materia di tutela dei minori. In Italia, il D.Lgs. 70/2003 sui servizi della società dell'informazione e il Codice del Consumo tutelano gli utenti vulnerabili online. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha introdotto nelle scuole programmi di educazione digitale nell'ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).
Le misure previste dall'accordo Meta-scuole
L'accordo, che coinvolge oltre 500 istituti scolastici europei come progetto pilota, prevede:
- Disattivazione degli algoritmi di raccomandazione per gli utenti minorenni nelle ore scolastiche (8:00-18:00 nei giorni feriali)
- Notifiche ai genitori in caso di utilizzo prolungato della piattaforma da parte dei figli
- Filtri sui contenuti sensibili: blocco automatico di contenuti riguardanti autolesionismo, disturbi alimentari e violenza
- Dashboard per le scuole: strumenti di monitoraggio aggregato (anonimizzato) dell'uso dei social media tra gli studenti
- Moduli di educazione digitale: materiali didattici gratuiti prodotti da Meta per le classi dalla terza media alla quinta superiore
Le reazioni del mondo scolastico
L'accordo ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, molti dirigenti scolastici e associazioni di genitori accolgono positivamente le misure. Dall'altro, esperti di media education sottolineano che la vera sfida non è limitare l'accesso ai social, ma sviluppare negli studenti le competenze critiche per usarli consapevolmente. Il Consiglio Nazionale degli Studenti Medi ha chiesto di essere coinvolto nelle future decisioni in materia.
Cosa possono fare le scuole
Le istituzioni scolastiche possono già oggi adottare misure concrete per proteggere il benessere digitale degli studenti: inserire nel PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa) percorsi di educazione digitale, attivare il filtro dei contenuti sulla rete Wi-Fi scolastica e formare i docenti attraverso i fondi del Piano Nazionale di Formazione previsto dalla Legge 107/2015 (La Buona Scuola).