Scuola

Social media e scuola: l'accordo Meta per proteggere i minori dagli algoritmi

23 maggio 2026 di Vincenzo Schirripa

Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, ha raggiunto un accordo con diverse istituzioni scolastiche e governi europei per limitare l'uso degli algoritmi di raccomandazione sui minori. L'intesa prevede filtri rafforzati, limiti di orario e strumenti di controllo parentale, in risposta alle crescenti preoccupazioni sul benessere digitale degli studenti.

Il contesto normativo europeo e italiano

Il Digital Services Act (DSA) dell'Unione Europea, entrato pienamente in vigore nel 2024, impone alle piattaforme di grandi dimensioni come Meta obblighi stringenti in materia di tutela dei minori. In Italia, il D.Lgs. 70/2003 sui servizi della società dell'informazione e il Codice del Consumo tutelano gli utenti vulnerabili online. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha introdotto nelle scuole programmi di educazione digitale nell'ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

Le misure previste dall'accordo Meta-scuole

L'accordo, che coinvolge oltre 500 istituti scolastici europei come progetto pilota, prevede:

Le reazioni del mondo scolastico

L'accordo ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, molti dirigenti scolastici e associazioni di genitori accolgono positivamente le misure. Dall'altro, esperti di media education sottolineano che la vera sfida non è limitare l'accesso ai social, ma sviluppare negli studenti le competenze critiche per usarli consapevolmente. Il Consiglio Nazionale degli Studenti Medi ha chiesto di essere coinvolto nelle future decisioni in materia.

Cosa possono fare le scuole

Le istituzioni scolastiche possono già oggi adottare misure concrete per proteggere il benessere digitale degli studenti: inserire nel PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa) percorsi di educazione digitale, attivare il filtro dei contenuti sulla rete Wi-Fi scolastica e formare i docenti attraverso i fondi del Piano Nazionale di Formazione previsto dalla Legge 107/2015 (La Buona Scuola).


Tags: scuola studenti docenti
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