Scuola

Sciopero scuola 7 maggio 2026: le motivazioni della protesta indetta da USB e le info utili

28 aprile 2026 di Vincenzo Schirripa

Il calendario delle mobilitazioni sindacali per il comparto istruzione si arricchisce di un nuovo, rilevante appuntamento che promette di paralizzare le attività didattiche in tutta Italia. Oggi, martedì 28 aprile 2026, il panorama scolastico si trova a fare i conti con la formalizzazione della protesta indetta dall'Unione Sindacale di Base (USB), che ha proclamato uno sciopero generale del settore per la giornata di giovedì 7 maggio 2026.

La mobilitazione, che vedrà la partecipazione congiunta di personale docente, ATA e movimenti studenteschi, non si limiterà alla sola giornata del 7 maggio. Per garantire la massima copertura contrattuale a tutti i lavoratori, la sigla sindacale ha esteso la proclamazione anche a mercoledì 6 maggio 2026. Al centro della protesta non ci sono solo rivendicazioni salariali, ma una critica radicale all'intero impianto delle riforme varate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM).

Le motivazioni della protesta: dalla riforma dei tecnici ai nuovi Licei

Il malcontento che porterà alla manifestazione nazionale a Roma, prevista per le ore 9:00 davanti alla sede del MIM in viale Trastevere, affonda le radici in diversi provvedimenti legislativi recenti. Sotto la lente d'ingrandimento sindacale è finita la riforma degli istituti tecnici e professionali, con il modello cosiddetto "4+2". Secondo l'USB, questa riorganizzazione piegherebbe i programmi scolastici alle sole esigenze produttive dei distretti industriali, erodendo la formazione critica generale.

A questa critica si aggiunge la netta opposizione alle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, il cui testo è stato pubblicato dal Ministero lo scorso 22 aprile 2026. La protesta contesta la visione identitaria e il ridimensionamento di discipline come la geostoria, oltre alle modalità di consultazione del personale, ritenute poco trasparenti. Non meno importante è il tema dell'innovazione tecnologica: l'introduzione dell'intelligenza artificiale nelle aule, in attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act europeo, viene criticata per la mancanza di una formazione strutturata e di investimenti reali per il personale che dovrà gestirla.

Inclusione, salari e il boicottaggio delle prove INVALSI

Un altro fronte caldo riguarda il sostegno e l'inclusione. Nella giornata di ieri, lunedì 27 aprile 2026, le assemblee sindacali hanno ribadito la forte preoccupazione per gli effetti del decreto legislativo 62/2024, che secondo i rappresentanti dei lavoratori comporterebbe tagli lineari agli organici di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità. A questo si somma la richiesta di una stabilizzazione definitiva per i precari e di un rinnovo contrattuale che adegui gli stipendi a un'inflazione galoppante, definita insostenibile per le attuali retribuzioni del personale scolastico.

Lo sciopero del 7 maggio 2026 coinciderà inoltre con il boicottaggio delle prove INVALSI. Il sindacato invita i docenti a rifiutare la somministrazione dei test, visti come uno strumento di valutazione standardizzata che non tiene conto delle reali necessità pedagogiche. La protesta assume inoltre una connotazione politica più ampia, legandosi alla mobilitazione internazionale contro la militarizzazione delle scuole e la paventata reintroduzione della leva obbligatoria, trovando una convergenza con lo sciopero dei lavoratori portuali indetto per la medesima data.

Informazioni utili per il personale e le famiglie

Per la giornata di giovedì 7 maggio 2026, si prevedono forti disagi non solo per le lezioni, ma anche per i servizi di segreteria e l'apertura stessa dei plessi scolastici. Le istituzioni scolastiche sono tenute a comunicare alle famiglie l'eventuale sospensione delle attività o le variazioni di orario, in base alle adesioni comunicate dal personale. Si ricorda che, ai sensi della normativa vigente, lo sciopero è un diritto costituzionale e i lavoratori non sono obbligati a dichiarare preventivamente la propria partecipazione, sebbene le scuole siano tenute a raccogliere le intenzioni di adesione per organizzare il servizio minimo garantito.

Tags: scuola sciopero
Condividi:

Segui NewsIstruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa