Il confronto tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali si è interrotto bruscamente, portando a una rottura che avrà conseguenze dirette sull'organizzazione scolastica nelle prossime settimane. Oggi, martedì 28 aprile 2026, la FLC CGIL ha confermato ufficialmente la proclamazione di uno sciopero nazionale per l'intera giornata di giovedì 7 maggio 2026. La mobilitazione giunge all'indomani del fallimento del tentativo di conciliazione avvenuto nella serata di ieri, lunedì 27 aprile 2026, quando le risposte fornite dall'amministrazione centrale sono state giudicate insufficienti a garantire la stabilità del sistema scolastico.
L'attuazione della Legge 121/2024 e il nodo del "4+2"
Al centro della protesta si colloca la piena operatività della Legge 8 agosto 2024, n. 121, il provvedimento che ha istituito la filiera formativa tecnologico-professionale. Sebbene le prime fasi sperimentali abbiano preso il via già nell'anno scolastico 2024/2025, il Ministero punta ora alla messa a regime definitiva del nuovo assetto a partire dal prossimo settembre 2026. Il modello introdotto dalla normativa prevede una contrazione del percorso di studi della scuola secondaria superiore a quattro anni, a cui segue un biennio di specializzazione presso gli ITS Academy (il cosiddetto schema "4+2").
Le criticità sollevate dai rappresentanti dei lavoratori, ribadite nel corso dell'incontro di ieri, lunedì 27 aprile 2026, riguardano la riduzione del monte ore complessivo e il rischio di una perdita strutturale di cattedre, in particolare per le materie dell'area di istruzione generale. Per il sindacato, l'impianto della Legge 121/2024 rischia di snaturare la funzione educativa della scuola tecnica e professionale, subordinando i programmi didattici alle esigenze immediate del mercato del lavoro locale, con una conseguente frammentazione dell'offerta formativa nazionale.
Personale ATA: procedure di adesione e servizi essenziali
Lo sciopero di giovedì 7 maggio 2026 coinvolgerà non solo i docenti, ma anche l'intero comparto del personale ATA. Per i collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e tecnici, l'esercizio del diritto di sciopero deve avvenire nel rispetto della Legge 146/1990, che regola i servizi pubblici essenziali. Negli istituti in cui l'adesione sarà significativa, i Dirigenti Scolastici dovranno assicurare le prestazioni indispensabili tramite l'attivazione dei cosiddetti "contingenti minimi", stabiliti dai protocolli di intesa locali.
In particolare, i servizi minimi garantiti riguardano la vigilanza degli ingressi, l'apertura e la chiusura dei plessi e l'assistenza agli alunni con disabilità grave. Oggi, martedì 28 aprile 2026, le istituzioni scolastiche inizieranno a predisporre le comunicazioni per il personale, che potrà dichiarare la propria intenzione di aderire o meno alla protesta. Tale passaggio è fondamentale per permettere ai dirigenti di informare tempestivamente le famiglie circa eventuali sospensioni dell'attività didattica o dei servizi di segreteria previsti per la giornata del 7 maggio 2026.
Le richieste e lo scenario futuro
La mobilitazione punta a ottenere un tavolo di confronto tecnico che porti a correttivi sostanziali sulla Legge 121/2024. Le organizzazioni sindacali chiedono maggiori investimenti negli organici e il mantenimento dei livelli occupazionali attuali, minacciati dalla riduzione della durata del percorso scolastico. Nonostante il verbale di mancato accordo siglato ieri, lunedì 27 aprile 2026, la pressione sul Ministero dell'Istruzione e del Merito resta alta.
Il clima di incertezza che si respira oggi, martedì 28 aprile 2026, negli istituti tecnici e professionali italiani suggerisce che la giornata del 7 maggio 2026 sarà solo una delle tappe di un percorso di protesta più ampio. Il mondo della scuola attende ora un segnale dal Governo per scongiurare una crisi che potrebbe compromettere l'avvio ordinato del prossimo anno scolastico e la transizione verso il nuovo modello a regime previsto per il 2026.