Scuola

Maturità e assenze, il TAR Calabria conferma: legittima l'esclusione oltre il 25% del monte ore

26 aprile 2026 di Vincenzo Schirripa

Mentre gli istituti superiori si avviano verso il rush finale dell'anno scolastico e i consigli di classe iniziano a monitorare con attenzione le frequenze per le ammissioni, arriva una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Oggi, domenica 26 aprile 2026, analizziamo il recente pronunciamento del TAR Calabria (sentenza n. 00694/2026) che ha blindato la decisione di una scuola di escludere uno studente dall'esame di Stato a causa dell'eccessivo numero di assenze. Il verdetto ribadisce un principio cardine: senza requisiti formali stringenti per le deroghe, il superamento del limite del 25% del monte ore comporta l'automatica non ammissione alla Maturità.

Il caso: assenze oltre il 44% e ricorso respinto

La vicenda riguarda uno studente dell’ultimo anno che ha impugnato il verbale di scrutinio con cui il Consiglio di Classe ne aveva decretato la non ammissione agli esami. I numeri emersi dal registro elettronico non lasciavano spazio a molte interpretazioni: il ricorrente aveva accumulato ben 449 ore di assenza su un totale di 998 ore annue, pari a circa il 44,99% dell’orario complessivo. Una cifra che quasi raddoppia la soglia massima di tolleranza prevista dalla normativa nazionale.

Ricordiamo che, ai sensi del d.P.R. n. 122 del 2009 (art. 14, comma 7), per validare l’anno scolastico è necessaria la frequenza di almeno tre quarti dell’orario personalizzato. Sebbene lo studente avesse presentato certificazioni mediche nel tentativo di "scorporare" le ore di assenza dal computo totale, la scuola le ha ritenute inidonee. Il motivo risiede nell'esercizio dell'autonomia scolastica: il Regolamento d’Istituto della scuola in questione subordinava infatti la concessione di deroghe esclusivamente a certificazioni provenienti da strutture ospedaliere o medici specialistici, requisiti non soddisfatti dalla documentazione prodotta.

Autonomia scolastica e validità delle certificazioni

I magistrati del TAR Calabria hanno confermato la piena legittimità dell’operato del Dirigente Scolastico e dei docenti. Nella sentenza n. 00694/2026, i giudici hanno evidenziato tre punti fondamentali che ogni famiglia e istituto dovrebbero tenere a mente in questa fase dell'anno, oggi, domenica 26 aprile 2026:

Il Tribunale ha inoltre chiarito che la valutazione del profitto scolastico resta un pilastro fondamentale. Nel caso specifico, lo studente presentava gravi insufficienze in quasi tutte le discipline, con voti sufficienti solo in Scienze motorie e Condotta. Il TAR ha precisato che, anche qualora le assenze fossero state abbonate, il quadro del profitto non avrebbe comunque permesso l’accesso alla Maturità 2026.

Le conseguenze economiche e il monito per le famiglie

Oltre alla conferma della bocciatura, la sentenza ha stabilito una pesante sanzione pecuniaria. Il ricorrente è stato infatti condannato al pagamento di 1.500 euro per le spese processuali, da corrispondere in favore del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e dell’istituto scolastico coinvolto. Si tratta di un segnale forte che scoraggia i ricorsi basati su interpretazioni eccessivamente elastiche dei regolamenti interni.

Alle ore 14:10 di questo pomeriggio, domenica 26 aprile 2026, la situazione per migliaia di studenti è ormai definita: con le lezioni che volgono al termine, il rispetto del monte ore e la qualità della documentazione medica prodotta diventano fattori discriminanti per l'accesso alle prove scritte di giugno. La sentenza del TAR Calabria ricorda a tutti che l’autonomia scolastica, se esercitata nel rispetto delle norme generali, conferisce ai regolamenti d'istituto una forza giuridica vincolante a cui è difficile opporsi in sede giudiziaria.

Tags: scuola maturita
Condividi:

Segui NewsIstruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa