Scuola

Gender e disforia di genere a scuola: l'analisi critica del pediatra Luciano Leone

24 aprile 2026 di Redazione

Nota della Redazione — A seguito dell'articolo «Roma, libri gender alle scuole dell'infanzia: scoppia la polemica», pubblicato il 21 aprile scorso, la nostra redazione ha ricevuto diverse lettere di lettori e professionisti del settore sanitario ed educativo. Tra queste, il dott. Luciano Leone — medico chirurgo, specialista in Pediatria e membro del Comitato ProLife Insieme — ci ha fatto pervenire un contributo di approfondimento più ampio, che ospitiamo di seguito nella sua integralità.

Le opinioni espresse nel presente articolo sono quelle dell'Autore e non rispecchiano necessariamente la linea editoriale della testata. NewsIstruzione.it, nel solco del pluralismo informativo, accoglie contributi di professionisti che desiderino offrire ai lettori elementi di riflessione sui temi di rilevanza educativa e sociale. La Redazione resta a disposizione per ospitare — nel rispetto del contraddittorio — contributi di segno diverso da parte di lettori, docenti, professionisti della salute e del mondo della scuola.

Gender e disforia di genere: una analisi critica

di Luciano Leone — Medico Chirurgo, specialista in Pediatria, Comitato ProLife Insieme

Ideologia gender e realtà dei sessi

San Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274) nel suo Itinerarium mentis in Deum (1259) — Itinerario della mente verso Dio — fa riferimento ai cinque sensi come a cinque porte, che mettono in comunicazione il mondo esterno con quello interno all'uomo (II, 3) ed avviano il processo della conoscenza. Chiunque si affacci sul mondo naturale può constatare che i mammiferi, ai quali somaticamente appartengono gli esseri umani, sono distinti in due sessi, maschile e femminile: dall'unione sessuale del maschio e della femmina nascono nuove creature appartenenti a quella specie. Dall'uomo e dalla donna nascono bambini.

Di fronte alle avvisaglie di fenomeni degenerativi causati dalle ideologie, Gilbert K. Chesterton (1874-1936) profeticamente affermava che si sarebbe giunti al punto di dover difendere realtà ovvie e sotto gli occhi di tutti (tipo «l'erba vitale è verde») contro postulati ideologici deliranti. Con il gender sembra proprio che si sia pervenuti a questo stadio degenerativo.

La natura binaria dei sessi, maschile oppure femminile, non avrebbe bisogno di essere dimostrata, non è parte di una ideologia o di una sola cultura, ma, se si desiderassero conferme, è attestata dall'American College of Pediatricians (Gender ideology harms children — L'ideologia gender danneggia i bambini) [1], da femministe come Germaine Greer e Marguerite Stern, dal biologo ateo Richard Dawkins.

La teoria gender, alla base del LGBTQ+, infatti non si basa su conoscenze di fisiologia medica, bensì è stata inventata da Judith Butler, laureata in filosofia, docente di retorica e letterature comparate presso l'Università di Berkeley in California, e ripresa da Teresa De Lauretis con la Teoria queer, che enfatizza la mutabilità, l'instabilità, la provvisorietà delle identità. Questa ideologia pretende quindi che il genere sessuale possa essere de-costruito dal singolo soggetto, il quale nel tempo potrebbe percepire sé stesso in modo diverso e modificare a suo piacimento la sua identità sessuale. Ma il termine de-costruito richiama patologie come la schizofrenia.

Nell'ambito delle schizofrenie si annoverano le «personalità multiple» che affliggono e si alternano nel medesimo paziente (Disturbo Dissociativo dell'Identità). È questo che si vuole ottenere plagiando persone deboli? Judith Butler e Teresa De Lauretis ne sono affette oppure ostentano questi atteggiamenti a causa di altri interessi?

Interessi occulti

A Roma esiste il SAIFIPServizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica. «Nel nostro centro di Roma — spiega Maddalena Mosconi, psicoterapeuta del SAIFIP — stiamo osservando un aumento importante degli adolescenti che si definiscono gender fluid, intendendo con questo termine il bisogno di aderire a un modello non binario rispetto alle categorie maschio o femmina. Arrivano molti adolescenti che inizialmente vogliono effettuare un percorso di transizione FtoM (da femmina a maschio), ma poi durante il percorso psicologico si spostano verso una maggiore fluidità».

In altri termini un adolescente confuso dalle disturbanti ideologie, che corrono e rimbalzano nei mezzi di comunicazione, affetto quindi da quella che si denomina «disforia di genere», approda al SAIFIP in cerca di aiuto. Che cosa gli dà la psicoterapeuta? Lo rassicura, lo pone in contatto con la sua realtà somatica, gli fa comprendere che l'adolescenza è un momento di transizione, durante il quale molteplici stimoli interni ed esogeni influiscono sulla psiche, che momentaneamente può sentirsi turbata. No: la psicoterapeuta lo avvia ad «una maggiore fluidità» (sic). [2]

Il SAIFIP non è il solo ente che attua queste politiche. Nel 2022, nel sito della Società Italiana di Pediatria, un Gruppo di lavoro «I Diritti dei bambini» pubblicava Accesso alle cure per incongruenza di genere e difendeva l'operato del famigerato Gender Identity Development Service for Children and Adolescents (GIDS) di Tavistock in Inghilterra, finalmente chiuso in seguito a scandali e disastri.

Il Gruppo «I Diritti dei bambini» (bambini con la b minuscola; Diritti con la D maiuscola, come Diritto al libero aborto) per la incongruenza di genere invocava un modello regionale — cioè un centro per ogni Regione — poiché «in Italia dal 2005 al 2018 sono state 251 le famiglie che si sono rivolte ai centri specialistici»: si tratta di 251 casi nell'arco di 14 anni, pari a meno di 18 casi/anno. Questi 251 casi sono stati presi in carico da 8 centri, i quali hanno quindi operato mediamente su 2 casi/anno, ma due centri sono stati oberati dal sovraccarico di ben 3 casi/anno. [3] Se i 18 casi/anno venissero distribuiti su 20 centri regionali, 18 centri si occuperebbero di 1 paziente; i restanti 2 centri di zero pazienti. I contribuenti italiani ringraziano sentitamente per la proposta di ottimo uso dei fondi pubblici, sottratti ad esigenze ben più scottanti e purtroppo diffuse (diabete pediatrico, leucemie, neoplasie, malformazioni congenite). Quesito per il Lettore: la proposta del Gruppo «I Diritti dei bambini» vi sembra rivolta a garantire la salute dei minori, oppure intesa a beneficio di carriere personali di medici affetti da ideologia gender?

In tutto il mondo giganteschi interessi economici si muovono dietro le quinte dei movimenti LGBTQ+, dei media che promuovono la transizione gender, dei centri che trattano i candidati alla transizione e poi i transgender. Propaganda mediatica e commerciale viene subdolamente inoculata nelle menti dei bambini persino per mezzo dei disegni animati: in Peppa Pig è presente una coppia omosessuale, nei Teletubbies Tinky Winky è omosessuale. Viene adottato un linguaggio «politicamente corretto»: la CNN, parlando di prevenzione ginecologica, si rivolgeva non alle donne, bensì agli «individui con una cervice» [4]; The Lancet, un tempo seria rivista medica, in copertina del 01.09.2021 ha sostituito la parola «donne» con l'espressione «corpi con vagina» (sic). Una nota strategia di marketing promuove estesa offerta di un prodotto, di cui nessuno avverte il bisogno, ma l'intensa pubblicità e l'ostentazione della moda ottengono infine di condizionare il pubblico e di creare una richiesta precedentemente inesistente di quel prodotto. In campo medico questa strategia è stata denunciata già nel 1923 da Jules Romains nel suo Knock ou Le triomphe de la médecineKnock, ovvero il trionfo della medicina: «L'essere sani è in realtà l'ignoranza d'essere malati».

Chi ci guadagna? I movimenti LGBTQ+ non solo ricevono sovvenzioni private e purtroppo pubbliche (quindi con i soldi persino di chi non condivide tale ideologia), bensì acquistano visibilità e credito. Psicologi, psicoterapeuti, sociologi incrementano la loro autorevolezza, i loro guadagni, la possibilità di più ampie carriere. Medici intervengono con le terapie ormonali, chirurghi subentrano per il cosiddetto «cambio di sesso», che in realtà procede a mezzo di terrificanti mutilazioni e si limita a modificare più o meno malamente l'aspetto esteriore (fenotipo) dell'infelice transgender, il cui patrimonio genetico XX femminile oppure XY maschile resta immutato. Ditte vendono preparati ormonali, strumenti chirurgici e protesici. Una pacchia di miliardi che scivolano dalle tasche dei contribuenti e dei pazienti nelle borse dei sopracitati.

La distruzione della famiglia naturale

La Costituzione, art. 30, recita: «È dovere dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori del matrimonio». La famiglia costituita da padre, madre, figli è il nucleo fondamentale di ogni società. Con perfetta logica Cicerone nel De officiis I, 17 scrive: «Poiché è un fatto per natura comune a tutti gli esseri animati, che abbiano tendenza a procreare, la prima società è insita nell'unione stessa coniugale, quella subito successiva nei figli, poi un'unica casa, la condivisione di tutti i beni; questa realtà è invero il primo fondamento della città e, si potrebbe dire, il semenzaio della repubblica… Fanno seguito matrimoni e parentele per i quali anche la maggior parte dei cittadini acquisisce legami; proprio questo radicarsi e propagarsi e crescere nella discendenza è origine delle repubbliche. Il legame di sangue invero sia per volontà del bene unisce gli uomini sia per ragioni affettive. Grande importanza ha infatti possedere le medesime memorie degli antenati, condividere i medesimi riti religiosi, possedere sepolcri riconosciuti come patrimonio morale comune a tutti». [5]

Rispetto alla famiglia tutti gli altri enti sono derivati e sussidiari. [6] Lo Stato dovrebbe essere il maggiore ente sussidiario rispetto agli altri corpi intermedi. Si verifica invece che dalla rivoluzione francese in poi lo Stato si è imposto come l'unico ente autoreferenziale ed onnipresente. Questo fenomeno, che caratterizza l'hegeliano «Stato etico» (dove «Stato etico» indica abusivamente che lo Stato si arroga il diritto di imporre ai sudditi una sua etica avulsa dal Diritto Naturale), risulta drammaticamente palese nei regimi totalitari, ma è effettivamente in atto presso gli Stati cosiddetti democratici e presso organizzazioni sovrastatali come l'ONU, l'OMS, l'Unione Europea.

Negli anni Settanta in Italia l'ingerenza dello Stato si fa via via più manifesta. Si inizia con la Legge 898/1970 che consentendo il divorzio esonera i coniugi dalle responsabilità reciproche e verso i figli. Si prosegue con la Legge 151/1975 (Nuovo Diritto di Famiglia); con la Legge 405/1975 che istituisce i Consultori Familiari per «l'assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità ed alla paternità responsabile e per i problemi della coppia e della famiglia, anche in ordine alla problematica minorile». In pratica i sudditi vengono dichiarati incapaci di intendere e di volere il bene della loro famiglia, mentre assistenti sociali vengono investiti di poteri immensi ed incontrollati, di cui si sperimentano gli effetti in casi come Bibbiano, Forteto, Famiglia nel bosco. Queste incresciose situazioni manifestano la commistione tra ideologia avversa alla famiglia naturale ed interessi economici del giro multimilionario di euro che vanno a chi gestisce le case famiglia. Segue nel 1978 la Legge 180/1978 che riforma e sostanzialmente abolisce gli Ospedali Psichiatrici. Svetta per tossicità ed ipocrisia la 194/1978 «Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza» (sic), che nella pratica promuove il procurato aborto.

Lo Stato fagocita la famiglia dalla nascita (o dal procurato aborto) sino alla morte. Per la morte si sta provvedendo a varare e ad imporre il «suicidio assistito». Si deve sottolineare che la Legge dello Stato ha la prerogativa di promuovere i comportamenti che identifica come legali, cosicché i cittadini vengono indirizzati a considerare tali comportamenti come leciti o addirittura come «diritti». Si tratta dell'effetto educativo o diseducativo della Legge.

Col pretesto di adeguare la legislazione alle situazioni sociali, per perfezionare la distruzione della famiglia naturale regolarmente riconosciuta, viene poi approvata la Legge 76/2016 (detta Legge Cirinnà dal nome della prima firmataria, alla quale invidiamo un cane così risparmiatore da poter conservare 24mila euro nella sua cuccia) con il riconoscimento delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali, che vengono parificate alle unioni di uomo e donna. La ratio di tale Legge sfugge alla mia torpida mentalità: se uomo e donna convivono, perché non ottengono il riconoscimento legale della loro unione? È forse più comodo evitare il riconoscimento legale? Ma poi queste coppie intendono ottenere i medesimi diritti. Perché lo Stato riconosce diritti particolari alle coppie omosessuali? Esse sono inevitabilmente sterili, cosicché non contribuiscono al rinnovamento della società. Perché non riconoscere eguali diritti alla comunità di vita di due familiari o di due amici che non si professano omosessuali? Si affidano al Lettore queste piccole e parziali riflessioni.

Educazione sessuale e all'affettività scolastica

La scuola statale costituisce un grande mezzo di omologazione della popolazione («l'Italia è stata fatta, occorre fare gli Italiani») [7], più palesemente sotto i regimi più totalitari, più subdolamente nei paesi cosiddetti democratici; plasma i cittadini ovvero, come si suol dire, li «normalizza». Le nozioni vengono calate dall'alto nelle teste dei discenti, quasi sempre senza alcuno spazio per una valutazione critica: la storia e le scienze naturali sono cristallizzate nella formulazione del libro di testo persino nella loro antiquata formulazione (si considerino ad esempio darwinismo e psicanalisi freudiana), e così rimarranno impresse nelle teste di molti.

Adesso per la pressante imposizione della Unione Europea nella scuola deve essere introdotta la cosiddetta «educazione sessuale e all'affettività». Con i soldi dei contribuenti venti «esperti» del BZgABundeszentrale für Gesundheitliche Aufklärung (Centro federale per l'Educazione alla Salute) — hanno aggiornato a beneficio dei sudditi europei il «modello CSE — Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)» dell'ONU, ovvero le «raccomandazioni internazionali» di OMS e di UNESCO. Del farraginoso elaborato si riporta qualche esempio:

In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa. [8]

Il documento omette nomi e qualifiche dei 20 autori (15 donne e 5 uomini che figurano in una fotografia); riporta però la fattiva ed estesa partecipazione di IPPFInternational Planned Parenthood Federation, organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti e nel promuovere il cosiddetto «cambio di sesso» (che abbiamo ricordato essere impossibile biologicamente), dai quali ottiene proventi miliardari. Nel settembre 2021 Grégor Puppinck e Louis-Marie Bonneau hanno pubblicato un rapporto dal titolo «Il finanziamento degli esperti dell'ONU in seno alle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani» (UNHRC). Finanziamenti giungono dalla Ford Foundation, dalla Susan Thompson Buffet Foundation, dalla Open Society Foundation di Soros, che intreccia i suoi interessi con il Center for Women's Global Leadership, e selezionano esperti legati agli interessi di tali Foundations.

Il mantra ricorrente — ripetuto da Save the Children, da Gino Cecchettin, da alcuni parlamentari come Antonio Caso (M5S), Irene Manzi (PD), Elisabetta Piccolotti (AVS), da Silvia Salis a Genova, da alcuni psicologi, persino da alcuni pediatri — è che non soltanto si debba applicare acriticamente il CSE, bensì che sia d'importanza vitale applicarlo già nei bimbi di pochi anni negli asili nido. È infatti ovviamente più facile plagiare bimbi piccoli, che fiduciosamente e completamente si affidano ad adulti che rappresentano figure simil-genitoriali. Il Lettore potrebbe a questo punto ricordare questo ammonimento: «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt 18, 6). Sembra che nella nostra epoca facciano difetto, purtroppo, non soltanto probità e buon senso, bensì anche le macine.

Si noti che la volontà perversa di chi intende sessualizzare il più precocemente possibile i bimbi cerca di installarsi già negli asili nido, dai quali viene talora bloccata dall'intervento non dei responsabili, bensì dei genitori dei bimbi. [9] Ma in Italia in numerose scuole sono saliti in cattedra per indottrinare bambini e adolescenti, all'insaputa dei genitori, esponenti LGBTQ+ o altri personaggi autonominatisi «esperti». Tra i quali si è persino offerto il pornoattore Rocco Siffredi. Per questo motivo il Ministro Valditara e l'on. Rossano Sasso, presidente della Commissione Istruzione, hanno perfettamente ragione nel difendere la necessità che i genitori vengano preventivamente informati e diano il loro libero assenso a qualsiasi iniziativa scolastica di educazione sessuale e all'affettività — seppure si debbano avanzare riserve riguardo alla corretta applicazione di queste norme, facilmente eludibili attraverso comunicazioni artatamente lacunose e condizionamenti vari («tutti partecipano, proprio vostro figlio dovrebbe essere escluso?»; «la maestra ci tiene tanto che gli alunni partecipino tutti; poi il rendimento scolastico del vostro bambino potrebbe risentirne»).

L'ultimo strillo della moda per intensificare la clientela da sottoporre al «cambio di sesso» è la disforia di genere. Questa diagnosi viene posta in modo assai disinvolto, quasi sempre senza esplorare, come sarebbe dovere di ogni vero medico, il sintomo come manifestazione di cause più profonde e tangibili (autismo, depressione, problemi e condizionamenti ambientali). [10] [11] [12] Adolescenti esposti a messaggi intesi ad inculcare il gender e la felicità derivante dall'autodeterminazione sessuale, nonché l'immagine conturbante di individui transgender di successo, possono abboccare a pensare che sarebbero felici acquisendo il sesso opposto. [13] Mentre l'American College of Pediatricians attesta che la quasi totalità dei casi di disforia di genere si risolve spontaneamente con la pubertà fisiologica [1], genitori assenti o manipolabili (persino Elon Musk) possono poi essere indotti ad avallare bloccanti la pubertà e persino trattamenti ormonali e mutilazioni chirurgiche per il «cambio di sesso»: il mantra minaccioso impiegato per piegare la volontà dei genitori è: «Senza il cambio di sesso suo figlio si suiciderà».

Si tratta di una terribile mistificazione, poiché la realtà risulta di segno completamente opposto: sono i transgender — cioè coloro che vengono sottoposti al «cambio di sesso» — che incorrono in un vertiginoso incremento dei disturbi psichici e dei suicidi. [14] Alcune statistiche riportano che il tasso di suicidi nei transgender risulta 20 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. All'incremento dei suicidi fa riscontro anche un terribile numero di atti violenti e di omicidi volontari: «L'ideologia di genere radicale spinge individui instabili alla violenza e prende di mira persone innocenti. La violenza transgender è un'epidemia e la minaccia è in aumento». [15]

«La sessualizzazione si verifica quando il valore di una persona deriva solo dal suo fascino o dal comportamento sessuale, con l'esclusione di altre caratteristiche, e quando una persona è sessualmente oggettivata, ad esempio, trasformata in una cosa per l'uso sessuale di un altro. L'imposizione inappropriata della sessualità è particolarmente rilevante per i bambini. Chiunque (ragazze, ragazzi, uomini, donne) può essere sessualizzato». Così si esprime l'American Psychological Association. [16] Ma proprio a questa sessualizzazione precoce mirano molti degli interventi di «educazione sessuale e all'affettività» che si vogliono attuare in ambito sia scolastico sia extrascolastico — con grande frequenza interventi che succhiano denaro pubblico, sottratto alle famiglie.

Ritorno al reale

Nel lontano 1943 Gustave Thibon, un contadino francese con una solida cultura cristiana, amico anche della celebre Simone Weil, redigeva il saggio Ritorno al reale. San Tommaso d'Aquino ammonisce che è necessaria adaequatio rei et intellectus: coerenza del pensiero con la realtà. La realtà, con la sua concretezza, non può rimanere a lungo negata. Il buon senso, l'aderenza alla realtà, tornano a risorgere.

Dopo l'ubriacatura degli scorsi decenni, la fumosa teoria gender è ormai screditata in tutto il mondo. Paesi che avevano accettato ed incentivato Centri per il «cambio di sesso», davanti all'evidenza dei disastri provocati, li stanno smantellando. In Italia ci sono tuttora personaggi che continuano a sostenere questi deliri: si tratta di arretratezza culturale, di nessuna capacità critica, di interessi occulti?

Sarei contento di sapere che cosa insegnerebbe chi sale in cattedra per tenere una autorevole lezione di «educazione sessuale e all'affettività»: come si scrive un sms per invitare una bella ragazza? Come si invia un mazzo di fiori? Come si incarta una scatola di cioccolatini? Oppure come si fa sesso sfrenato? Sembra proprio che sia quest'ultimo il punto dolente della questione. E i risultati sono tangibili nel fallimento dei programmi imposti da decenni (dagli anni Cinquanta del secolo scorso) in Francia così come in Svezia, in Nord Europa e negli USA.

La Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano in USA, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia, in base ai dati 2021, il primato delle violenze sessuali spetta alla avanzatissima Emilia Romagna. Posti di fronte al fallimento della «educazione sessuale» scolastica, politici, sociologi, psicologi hanno inventato il Paradosso Nordico. In altri termini: il mito della «educazione sessuale» scolastica deve rimanere intatto, mentre la realtà si ribella a questi «apprendisti stregoni». [17] [18] [19]

Anziché sprecare tempo ed energie in questa fatiscente nuova «materia di insegnamento», sarebbe il caso di tornare ad avere genitori attenti, insegnanti compresi del loro ruolo di educatori, programmi scolastici corposi e lineari, senza dispersione in mille rivoli inconcludenti.

Che cosa c'è di meglio della nostra Letteratura e di tanta Letteratura per insegnare attenzione, rispetto, affetti profondi? Dante, Alfieri, Parini, Manzoni, Cicerone, Catullo, Properzio, Shakespeare… apportano esempi e concetti, spunti di riflessione fortemente educativi. Ogni materia scolastica inoltre richiede quelle regole e quella disciplina, che sono già di per sé strumenti educativi. Questa è stata e dovrebbe tornare ad essere l'educazione all'affettività scolastica.

Nel 1797 Francisco Goya realizzava un'acquaforte dal titolo Il sonno della ragione genera mostri. È tempo di seppellire il gender e i suoi derivati tossici nell'oblio di un brutto incubo.

Un antico aforisma recita: Veritas laborat saepe, exstinguitur numquam: la verità fatica spesso ad essere riconosciuta, ma non può mai essere distrutta.


Bibliografia e note

  1. American College of Pediatricians: Gender ideology harms children — L'ideologia gender danneggia i bambini. acpeds.org
  2. Sabina Pignataro: Bambini ed adolescenti transgender: i numeri veri e le parole giuste, 15.02.2019 — vita.it
  3. Società Italiana di Pediatria, Gruppo di Studio «I Diritti dei bambini»: Accesso alle cure per incongruenza di genere: modello regionale per bambini/e e adolescenti. Una riflessione dopo la chiusura a Londra del Centro di riferimento sull'identità di genere (Tavistock), 04.08.2022 — sip.it
  4. Matteo Cassol: La comicità involontaria del politicamente corretto: la CNN degrada le donne a «individui con la cervice», Media Quotidiano, 04.08.2020.
  5. Cicerone, De officiis I, 17.
  6. Sussidiarietà: nel linguaggio politico, concetto per cui un'autorità centrale avrebbe una funzione essenzialmente sussidiaria, essendole attribuiti quei soli compiti che le autorità locali non siano in grado di svolgere da sé.
  7. Francesco De Sanctis (1817-1883), discorso parlamentare del 23 gennaio 1864: «Coscrizione militare, coscrizione scolastica». Citazione tratta da Massimo Viglione, 1861. Le due Italie. Identità nazionale, unificazione, guerra civile, Ares, Milano 2011, p. 264.
  8. BZgA Bundeszentrale für Gesundheitliche Aufklärungwhocc.bioeg.de
  9. ProLife Insieme: Sessualizzazione precoce e grooming o ed. sessuale?, 11.02.2025 — prolifeinsieme.it
  10. APA Task Force: Problems in Girls and Women — Eating Disorders, Low Self-Esteem, and Depression, 2007 — apa.org
  11. Katharine Anne Phillips, Dan J. Stein: Disturbo da dismorfismo corporeo, MSD Manuals, revisione completa giugno 2021 — msdmanuals.com
  12. Vincenzo Moggia: La lobotomia moderna e i suoi propagandisti involontari. Rainbow pill, 24.07.2025 — lafionda.com
  13. Luciano Leone: Propaganda transgender nel sito della Società Italiana di Pediatria, ProVita&Famiglia, n. 117, aprile 2023.
  14. Maddalena Loy: Studio choc sui minori in transizione. Sestuplicati i disagi psichiatrici, La Verità, 10.04.2026.
  15. Emily Mangiaracina: Il figlio ucciso dal padre «transgender» durante una partita di hockey era fidanzato, LifeSiteNews, 18.02.2026 — lifesitenews.com
  16. American Psychological Association: Sexualization of Girls is Linked to Common Mental Health Problems in Girls and Women — Eating Disorders, Low Self-Esteem, and Depression, 2007 — apa.org
  17. Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere, Il Messaggero, 01.09.2023.
  18. Domenico Bonvegna: Nella «tollerante» Svezia il triste record di femminicidi e stupri, 28.11.2023.
  19. Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE, aprile 2020.

L'autoreLuciano Leone è medico chirurgo, specialista in Pediatria. È membro del Comitato ProLife Insieme (www.prolifeinsieme.it), di cui condivide le finalità di tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale e di difesa della famiglia naturale. Collabora con diverse testate di area sui temi della bioetica, della pediatria e dell'educazione.

Diritto di replica — NewsIstruzione.it, in ossequio al principio del pluralismo informativo, si rende disponibile a pubblicare contributi di segno diverso sui temi trattati nel presente articolo, con particolare riguardo a posizioni espresse da società scientifiche, associazioni professionali e singoli esperti del settore medico, psicologico ed educativo. Gli eventuali contributi possono essere inviati all'indirizzo redazione@newsistruzione.it.

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