Oggi, lunedì 20 aprile 2026, è in corso uno sciopero nazionale dell'intero comparto scuola proclamato dalle sigle sindacali Unicobas Scuola e Università e SAESE. Coinvolti sia il personale docente sia il personale ATA, a tempo indeterminato e precario. A Roma è prevista una manifestazione davanti al Ministero dell'Istruzione e del Merito, in viale Trastevere, dalle ore 9:00 alle 14:00. Intanto la Commissione di garanzia sugli scioperi ha rilevato irregolarità sullo sciopero CSLE del 23 e 24 aprile, che risulta revocato. Restano invece confermate le mobilitazioni del 6 e 7 maggio 2026. Ecco il calendario aggiornato con motivazioni e riferimenti normativi.
Sciopero di oggi, 20 aprile 2026: le motivazioni di Unicobas e SAESE
Lo sciopero nazionale del 20 aprile 2026 è stato proclamato da due sigle sindacali distinte per l'intera giornata. Unicobas Scuola e Università ha indetto l'astensione dal lavoro per il personale docente e ATA della scuola, della ricerca e delle università. Le motivazioni indicate nella proclamazione riguardano la contrarietà al ridimensionamento delle ferie estive, la richiesta di investimenti su scuola, casa e sanità in luogo delle spese militari, la richiesta di una provvisionale di 200 euro netti per tutti i lavoratori a recupero dell'inflazione, il ripristino della quattordicesima mensilità e la contrarietà a quella che il sindacato definisce una svolta autoritaria nella scuola.
In parallelo, il Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia (SAESE) ha proclamato uno sciopero dell'intera giornata per il personale docente e ATA a tempo indeterminato, atipico e precario. Tra le rivendicazioni il divieto categorico di svolgimento degli Open Day nei giorni festivi e il riconoscimento del diritto al riposo domenicale, oltre alla contrarietà complessiva ai provvedimenti legislativi del Governo in ambito scolastico.
Revocato lo sciopero generale del 23 e 24 aprile
Con comunicazione del 14 aprile 2026 (prot. 401/26) la Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha rilevato irregolarità nella proclamazione dello sciopero generale previsto per il 23 e 24 aprile 2026, promosso dalla sigla sindacale CSLE per vari comparti del pubblico impiego tra cui Istruzione e Ricerca. L'Autorità ha contestato il mancato rispetto della cosiddetta "rarefazione oggettiva", ossia l'intervallo minimo tra astensioni dal lavoro previsto dalla legge 12 giugno 1990, n. 146. Ulteriori criticità sono state segnalate riguardo alla violazione dei periodi di franchigia in diversi settori dei servizi pubblici essenziali. Lo sciopero CSLE del 23 e 24 aprile risulta pertanto revocato.
Sciopero del 6 maggio 2026: Cobas, SGB e CUB Sur
Per mercoledì 6 maggio 2026 sono stati proclamati tre distinti scioperi nazionali. Cobas Scuola ha indetto l'astensione dal lavoro per il personale educativo e scolastico, il personale docente, il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), il personale non dirigente e il personale dirigente. Cobas Scuola Sardegna ha proclamato uno sciopero che riguarda il personale docente, ATA, educativo e dirigente a tempo determinato e indeterminato, in Italia e all'estero. Aderiscono alla mobilitazione anche SGB (Sindacato Generale di Base) e CUB Sur, limitatamente alla giornata del 6 maggio. Le motivazioni principali riguardano il recupero del potere d'acquisto di docenti e personale ATA, la richiesta di adeguamento salariale a fronte dell'inflazione, la contrarietà alle prove INVALSI e l'opposizione alla contrazione del percorso di istruzione secondaria a quattro anni.
Sciopero del 7 maggio 2026: prosegue la mobilitazione Cobas
Giovedì 7 maggio 2026 Cobas Scuola e Cobas Scuola Sardegna proseguono la mobilitazione con una seconda giornata di sciopero nazionale, rivolta alle stesse categorie di personale indicate per il 6 maggio. Le sigle puntano il dito contro il sistema di valutazione nazionale standardizzata, giudicato inadeguato a misurare le reali competenze degli studenti e responsabile del fenomeno del cosiddetto teaching to test, ossia una didattica orientata esclusivamente al superamento dei quiz. Le due giornate consecutive coincidono con la somministrazione delle prove INVALSI in diversi gradi scolastici, scelta non casuale nel calendario delle mobilitazioni.
I servizi essenziali e gli obblighi della scuola
La disciplina del diritto di sciopero nel comparto scolastico è regolata dall'Accordo Nazionale sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali sottoscritto all'ARAN il 2 dicembre 2020 ed entrato in vigore il 12 gennaio 2021, attuativo della legge 146/1990 e della legge 11 aprile 2000, n. 83. Spetta al dirigente scolastico individuare, tenuto conto dei servizi essenziali da garantire, l'eventuale contingente di personale (solo tra ATA o educatori, mai tra i docenti) necessario ad assicurare le prestazioni indispensabili. I servizi essenziali si limitano ad alcune attività specifiche: scrutini ed esami finali, allevamento del bestiame nelle aziende agrarie degli istituti tecnici, vigilanza notturna e mensa nei convitti ed educandati. Non sono invece considerate prestazioni indispensabili la generica apertura della scuola, la vigilanza all'ingresso o l'ordinaria attività di segreteria.
Comunicazione alle famiglie: gli obblighi del dirigente scolastico
Il dirigente scolastico, almeno cinque giorni prima dello sciopero, deve comunicare a studenti e famiglie alcune informazioni specifiche: l'indicazione delle organizzazioni sindacali che hanno proclamato l'azione, le motivazioni alla base della protesta, i dati di rappresentatività delle sigle proclamanti, le percentuali di adesione registrate nelle precedenti astensioni proclamate nello stesso anno scolastico e in quello precedente, l'elenco dei servizi che saranno comunque garantiti e l'elenco dei servizi di cui non è possibile prevedere l'erogazione. I docenti non sono obbligati a comunicare preventivamente l'adesione allo sciopero, ma possono scegliere di farlo su base volontaria per consentire al dirigente di organizzare il servizio.
Trattenuta sullo stipendio e tutele
L'adesione allo sciopero comporta la trattenuta di una giornata di retribuzione per ciascuna giornata di astensione dal lavoro, proporzionalmente ridotta per gli scioperi di durata inferiore alla giornata. La trattenuta viene generalmente effettuata nel mese successivo a quello di riferimento. L'esercizio del diritto di sciopero costituisce diritto individuale del lavoratore garantito dall'articolo 40 della Costituzione e non può in alcun modo comportare sanzioni disciplinari o ripercussioni sulla carriera.
Calendario sintetico degli scioperi scuola aprile-maggio 2026
🔹 Lunedì 20 aprile 2026 — Sciopero nazionale Unicobas Scuola e Università + SAESE, intera giornata, tutto il personale docente e ATA (in corso)
🔹 Giovedì 23 e venerdì 24 aprile 2026 — Sciopero CSLE REVOCATO per irregolarità rilevate dalla Commissione di garanzia
🔹 Mercoledì 6 maggio 2026 — Sciopero nazionale Cobas Scuola, Cobas Scuola Sardegna, SGB, CUB Sur, intera giornata, tutto il personale
🔹 Giovedì 7 maggio 2026 — Sciopero nazionale Cobas Scuola e Cobas Scuola Sardegna, intera giornata, tutto il personale
Documenti e riferimenti normativi
🔹 Legge 12 giugno 1990, n. 146 — Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali
🔹 Legge 11 aprile 2000, n. 83 — Modifiche e integrazioni alla legge 146/1990
🔹 Accordo Nazionale ARAN del 2 dicembre 2020 — Norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali comparto Istruzione e Ricerca
🔹 Comunicazione Commissione di garanzia prot. 401/26 del 14 aprile 2026
🔹 Cruscotto Scioperi — Funzione Pubblica (elenco ufficiale degli scioperi proclamati)