Intervenuto al forum di Confcommercio, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha reso noti in data odierna i dati relativi alle iscrizioni alla filiera tecnico-professionale 4+2. Il riscontro pare confermare un deciso aumento di adesioni che potrebbe portare a un cambiamento strutturale nel panorama scolastico italiano nei prossimi anni.
I numeri della riforma tecnico-professionale 4+2 per il 2026
“La riforma del 4+2, dell’istruzione tecnico-professionale vede, secondo gli ultimissimi dati, quasi 12mila iscrizioni al prossimo anno scolastico: 11.600”, ha dichiarato il ministro Valditara.
“Complessivamente abbiamo superato i 20mila iscritti al percorso. Se andiamo avanti di questo passo, entro cinque anni potremmo avere 100mila iscritti al percorso del 4+2.”
Il Ministro ha detto che si tratta di un processo graduale ma ormai certo, rimarcando l'importanza dell’intervento normativo. “Sono tempi che necessariamente non sono brevissimi, visto che la riforma è partita due anni fa, ma questa è una riforma molto importante”, ha aggiunto.
La riforma 4+2 voluta dal Governo Meloni
La riforma del “4+2” è un punto fermo dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni per provare a rilanciare l’istruzione tecnica e professionale e per ridurre il gap che spesso emerge tra istruzione scolastica e operatività effettiva nel mondo del lavoro.
Il modello in questione prevede lo svolgimento di un ciclo quadriennale di scuola superiore al quale fanno seguito due anni di specializzazione presso gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy), in modo da incanalare il più possibile maestranze adeguatamente preparate verso l’occupazione.
Al di là dell'aumento numerico delle iscrizioni, il Ministro Valditara ha posto l’accento sull’impatto sociale della riforma, in particolare nel Mezzogiorno.
I dati sulla diminuzione della dispersione scolastica, ha spiegato il Ministro, sono un indicatore chiave dell’efficacia del nuovo sistema nel trattenere i giovani all’interno dei contesti scolastici.
“Mi fa molto piacere tra l’altro che questa riforma abbia avuto uno straordinario successo anche in quelle regioni che hanno sempre più bisogno di sviluppare competitività”, ha affermato Valditara, citando espressamente i casi di Campania, Calabria e Puglia. “Regioni che per la prima volta raggiungono livelli straordinariamente bassi di dispersione scolastica; se pensate che la Calabria è al 6,3-6,4% e che la Campania ha dimezzato nel giro di cinque anni la dispersione scolastica, vuol dire che sono risultati veramente eccezionali.”