Scuola

Buono scuola paritarie 2026: cos'è, a chi spetta e quando si può fare domanda

03 aprile 2026 di Vincenzo Schirripa

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una novità assoluta per le famiglie italiane: un buono scuola nazionale fino a 1.500 euro per gli studenti iscritti alle scuole paritarie. La misura è già legge, ma non è ancora operativa — serve un decreto attuativo del Ministero. Ecco tutto quello che c'è da sapere: chi può richiederlo, a quali scuole si applica e quando sarà possibile fare domanda.

Cos'è il buono scuola 2026 e chi può richiederlo

La Legge di Bilancio 2026 introduce per la prima volta un buono scuola nazionale destinato alle famiglie che iscrivono i propri figli alle scuole paritarie. La misura è stata introdotta tramite un emendamento presentato da Noi Moderati, a prima firma della senatrice Maria Stella Gelmini, e prevede uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro per il 2026. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha definito il provvedimento "un passo importante per consentire anche alle famiglie non abbienti di poter esercitare il diritto di scelta educativa".

Il contributo può arrivare fino a 1.500 euro per studente ed è riservato esclusivamente ai nuclei familiari con ISEE fino a 30.000 euro. L'importo effettivo non sarà uguale per tutti: verrà calcolato secondo scaglioni inversamente proporzionali all'ISEE, quindi più basso è il reddito del nucleo familiare, maggiore sarà il contributo ricevuto, nei limiti delle risorse disponibili. Con i 20 milioni stanziati, secondo le stime, potranno beneficiare della misura circa 13.300 alunni.

Chi è incluso e chi è escluso

Il buono scuola non vale per tutti gli ordini di scuola paritaria. Sono inclusi gli studenti iscritti alla scuola secondaria di primo grado paritaria (scuole medie) e al primo biennio della scuola secondaria di secondo grado paritaria (primi due anni delle superiori). Restano invece esclusi gli studenti della scuola primaria e quelli iscritti al triennio finale delle scuole superiori paritarie.

Il contributo si coordinerà con eventuali aiuti già erogati a livello regionale per lo stesso fine: il decreto attuativo dovrà definire le modalità di raccordo per evitare sovrapposizioni tra i due livelli di finanziamento.

Attenzione: il buono scuola non è ancora attivo

Nonostante la misura sia già legge, le famiglie non possono ancora fare domanda. Per rendere operativo il buono scuola è necessario un apposito decreto attuativo del Ministero dell'Istruzione e del Merito, da adottare di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Questo decreto dovrà definire nel dettaglio i criteri di riparto del contributo, le modalità di presentazione delle domande, gli importi effettivi per ciascuna fascia ISEE e il coordinamento con i contributi regionali eventualmente già esistenti. Solo dopo la pubblicazione di questo atto le famiglie sapranno come e quando presentare la richiesta.

Le scuole paritarie in Italia: i numeri

Le scuole paritarie sono istituti privati riconosciuti ufficialmente dallo Stato ai sensi della legge 62/2000 e rilasciano titoli di studio con lo stesso valore legale di quelli delle scuole statali. Nell'anno scolastico 2023/2024, secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, gli istituti paritari erano 11.765, con circa 790.000 studenti iscritti, pari a poco meno del 10% del totale nazionale.

La presidente nazionale della Fidae, Virginia Kaladich, ha accolto la misura come un "piccolo passo in avanti" ma ha rilanciano: la vera parità scolastica, secondo le associazioni del settore, si costruisce con interventi strutturali più ampi, non con un fondo da 20 milioni.

Cosa fare adesso

Al momento non c'è ancora nulla da fare: bisogna attendere la pubblicazione del decreto attuativo del MIM. È consigliabile monitorare il sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e le comunicazioni delle singole scuole paritarie, che saranno le prime a informare le famiglie iscritte non appena la misura sarà operativa. NewsIstruzione.it seguirà l'evoluzione della vicenda e pubblicherà aggiornamenti non appena il decreto sarà disponibile.

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